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Alisson e Robertson snobbano la Juve: l'ultimatum di Elkann

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I falliti tentativi della Juventus per Alisson e Robertson hanno sbalordito Luciano Spalletti, spingendo John Elkann a mettere in guardia l'amministratore

La campagna estiva di acquisti della Juventus ha incontrato turbolenze precoci con i falliti tentativi per il duo del Liverpool Alisson Becker e Andy Robertson, scatenando un vertice teso al centro di allenamento Continassa del club. Il doppio scossone ha lasciato l'allenatore Luciano Spalletti sbalordito e ha spinto il proprietario del club John Elkann a emettere un ultimatum netto all'amministratore delegato Damien Comolli: niente più occasioni mancate.

I Bianconeri sono ancora scossi da una stagione che li ha visti perdere la qualificazione in Champions League, un fallimento definito 'disastroso' dallo stesso Comolli. Nonostante il miglioramento evidente della squadra da parte di Spalletti da novembre, la posizione finale in classifica ha esposto i limiti della rosa. L'allenatore ha chiarito che cinque o sei rinforzi sono essenziali per colmare il divario.

La saga di Alisson ha preso una svolta decisiva quando la Juventus ha dato al portiere brasiliano una finestra fino ai Mondiali per forzare un trasferimento dal Liverpool. Tuttavia, il club di Premier League è rimasto inflessibile, bloccando infine il trasferimento. Il crollo ha colto Spalletti e Elkann di sorpresa, soprattutto dopo che l'ottimismo interno aveva suggerito che un accordo fosse vicino.

Altrettanto frustrante è stato il caso Robertson. Le trattative tra il team di mercato della Juventus e i rappresentanti del terzino scozzese sono saltate, apparentemente a causa di problemi di comunicazione. In una svolta improvvisa, Robertson ha scelto di unirsi al Tottenham Hotspur, un club che ha evitato la retrocessione per un pelo. Il risultato ha lasciato la Juventus a mani vuote e imbarazzata, riecheggiando il disastro di gennaio con Youssef En-Nesyri, quando l'attaccante del Fenerbahce è andato via all'ultimo momento.

All'interno del club, questi fallimenti ripetuti hanno eroso la fiducia. Spalletti, a cui erano stati assicurati progressi su entrambi i fronti, si è sentito tradito. Durante il vertice, ha ribadito la sua richiesta di un ruolo centrale nelle decisioni di trasferimento, insistendo sulla condivisione dell'autorità sulla selezione e le caratteristiche dei giocatori. Elkann ha sostenuto la visione dell'allenatore, riconoscendolo come l'unico uomo di calcio su cui il club può contare in questo periodo turbolento.

Il messaggio di Elkann è stato inequivocabile: basta parole, consegnate fatti. Pur riaffermando il sostegno al progetto di Comolli, il proprietario ha avvertito che tali errori non possono ripetersi. Giugno è ora un mese critico per l'amministratore delegato per dimostrare che il suo approccio può produrre risultati. La tensione riflette una preoccupazione più profonda: la Juventus non può permettersi un'altra finestra infruttuosa se vuole tornare ai vertici.

Il panorama finanziario aggiunge ulteriore pressione. La Juventus, come molti grandi club italiani, sta navigando una revisione della spesa che limita la loro flessibilità. Questa realtà ha già avuto un impatto sulle trattative contrattuali con il bomber Dusan Vlahovic, il cui rinnovo è sempre più improbabile a causa dei vincoli della struttura salariale del club. Spalletti, pur consapevole dei limiti, si aspetta che il consiglio trovi soluzioni.

La pazienza di Spalletti si sta esaurendo, ma è disposto a concedere più tempo al club — a condizione che le prossime mosse dimostrino un'intenzione concreta. Ha sottolineato la necessità di una strategia di trasferimento unificata, libera da algoritmi esterni o interferenze di terze parti. La sua richiesta di una rete di scouting coesa sotto la sua guida segnala un cambiamento di potere che Comolli deve ora accogliere.

Guardando avanti, i falliti accordi per Alisson e Robertson servono da campanello d'allarme per la Juventus. Il margine di errore è inesistente. Con le ricchezze della Champions League perse e le aspettative dei tifosi in aumento, la gerarchia deve manovrare con intelligenza. Il mercato rivelerà presto se le parole dure del vertice si traducono in azioni decisive.

Per ora, la palla è nel campo di Comolli. La conferma del suo mandato da parte di Elkann arriva con un chiaro se: niente più papere di mercato. La rinascita del club dipende da un'estate di reclutamento chirurgico, e le prossime settimane mostreranno se la Juventus ha imparato dai propri errori.

Basato su report di Tuttosport.