Xxgwise
PremiumAccedi
Notizie

Colf incinta aggredita in Maranhão: sindacato e procuratori

MaranhãoComoAnderlechtPortogalloSudafricaLesothoNemanSheriff TiraspolBrasilePoliceCanada

Un sindacato e la procura del lavoro del Maranhão stanno evidenziando la violenza sistemica contro le lavoratrici domestiche dopo che una dipendente incinta è

Un caso inquietante di presunta aggressione contro una colf incinta nello stato brasiliano del Maranhão ha attirato l'attenzione nazionale su quella che i difensori dei lavoratori descrivono come una crisi diffusa di violenza e sfruttamento nel settore del lavoro domestico. L'incidente, che coinvolge una dipendente di 19 anni, non è un evento isolato ma piuttosto un esempio lampante delle vulnerabilità affrontate da migliaia di lavoratori, secondo il Sindacato locale dei Lavoratori Domestici e il Ministero Pubblico del Lavoro (MPT).

La vittima ha riferito di essere stata brutalmente picchiata dalla sua ex datrice di lavoro, Carolina Sthela Ferreira dos Anjos, nella città di Paço do Lumiar. Il presunto attacco è avvenuto dopo che la datrice l'ha accusata di furto. La giovane donna, che era incinta di cinque mesi all'epoca, ha descritto di essere stata tirata per i capelli, gettata a terra e sottoposta a continui pugni e schiaffi. Ha dichiarato di aver passato il calvario cercando di proteggere l'addome dai colpi, riportando lesioni fisiche e un grave trauma emotivo che è persistito per settimane.

Messaggi audio inviati dalla stessa datrice di lavoro, ottenuti dalle autorità e dai media, sembrano corroborare il racconto della vittima. In una registrazione, Carolina Sthela avrebbe dichiarato che la lavoratrice "non doveva uscire viva" e ha descritto un'aggressione prolungata con un'altra persona armata. La datrice si sarebbe anche vantata nell'audio di non essere stata portata in una stazione di polizia perché conosceva un ufficiale, un'affermazione che ha portato alla sospensione temporanea di quattro poliziotti militari che hanno risposto alla chiamata iniziale.

Procuratori e leader sindacali sostengono che questo caso esemplifichi un problema più profondo e sistemico. Rafael Mondego Figueiredo, il capo procuratore del lavoro del Maranhão, identifica i lavoratori domestici come una delle categorie lavorative più vulnerabili. Spiega che l'atmosfera familiare spesso coltivata in questi rapporti di lavoro può mascherare un grave sfruttamento, tra cui ore di lavoro eccessivamente lunghe, abusi psicologici e persino condizioni simili alla schiavitù moderna. La vittima in questo caso ha riferito di lavorare quasi 10 ore al giorno, sei giorni alla settimana, per un pagamento frazionato di R$750 per oltre due settimane di servizio.

Il Sindacato dei Lavoratori Domestici riferisce che solo 735 professionisti nello stato sono sindacalizzati, un numero che considerano criticamente basso. Questo basso tasso di organizzazione è attribuito alla mancanza di consapevolezza di molti lavoratori dei propri diritti legali e ai confini sfumati tra relazioni professionali e personali con i datori di lavoro. Maria Isabel Castro, la direttrice del sindacato, che lei stessa ha iniziato a lavorare da bambina, nota che il sindacato ascolta regolarmente racconti di orari estenuanti, violenza psicologica, furto di salario e razzismo.

Il sociologo Tadeu Teixeira contestualizza la questione all'interno delle disuguaglianze storiche del Brasile. Sottolinea che la forza lavoro domestica in Maranhão è composta prevalentemente da donne nere e di colore, una realtà demografica che riflette asimmetrie di classe e di genere durature radicate nella storia della schiavitù del paese. Questa storia, sostiene, ha portato a non riconoscere il servizio domestico come lavoro dignitoso e professionale meritevole di pieni diritti di cittadinanza.

La risposta legale e istituzionale al caso specifico è stata significativa. La sezione del Maranhão dell'Ordine degli Avvocati del Brasile (OAB) ha chiesto la detenzione preventiva della datrice di lavoro accusata, classificando i presunti crimini come tortura aggravata a causa della gravidanza della vittima, insieme a lesioni personali, minacce e diffamazione. L'OAB ha anche evidenziato l'esteso curriculum criminale della datrice, che include precedenti condanne per furto qualificato e false accuse, oltre a multiple cause civili e ordini di protezione relativi a violenza domestica.

Il caso è attualmente sotto indagine dal 21° Distretto di Polizia Civile. Mentre l'accusata non è stata arrestata o formalmente incriminata al momento degli ultimi rapporti, l'incidente ha acceso un'urgente conversazione sull'applicazione dei diritti dei lavoratori domestici, una categoria le cui tutele sono state ampliate da un emendamento costituzionale 13 anni fa, ma rimangono applicate in modo incoerente nella pratica. Basato su notizie di g1.