Il Lilla ha messo in scena una delle rimonte più notevoli della Ligue 1 in questa stagione, trasformandosi da una squadra che languiva a 11 punti dalla qualificazione in Champions League a metà febbraio a una che ora è a soli due punti dal terzo posto, il Lione. La rinascita, basata sulla compostezza, la disciplina e lo spirito collettivo, ha visto i Dogues registrare 12 partite senza sconfitte, ottenendo 24 punti su 30 possibili nelle ultime dieci partite.
L'avvio lento della squadra nel 2026 è stato allarmante. Gli infortuni di giocatori chiave come Benjamin André, Bentaleb, Igamane e Meunier hanno minato la profondità della rosa, mentre l'attacco mancava di creatività e la difesa sembrava fragile. Dopo aver ottenuto solo un punto nelle prime cinque partite di campionato dell'anno solare, il Lilla è sceso all'11° posto, a nove punti dalle zone europee e a ben 11 punti dal podio.
Il presidente Olivier Létang, noto per i suoi scoppi d'ira, ha scelto un approccio diverso. Invece di fare pressione pubblicamente sulla squadra, ha adottato una filosofia stoica, attingendo a un proverbio di Aristotele: «La pazienza è amara, ma il suo frutto è dolce.» Létang è rimasto quasi in silenzio nei media dopo la sua sospensione di due mesi per aver criticato l'arbitraggio dopo una sconfitta il 3 gennaio contro il Rennes, ma internamente ha inviato messaggi di serenità, rassicurando ripetutamente il gruppo che la marea sarebbe cambiata.
Il capitano Benjamin André ha incarnato quella calma in campo. «L'esperienza è mantenere la calma, sapendo attraverso certi elementi e sentimenti che sei sulla strada giusta», ha detto. La sua leadership, insieme a uno spogliatoio unito, è diventata la base della ripresa del Lilla.
L'atmosfera positiva si è estesa ai singoli giocatori. Il centrocampista Hakon Haraldsson, che aveva faticato a trovare la forma, ha ricevuto costanti incoraggiamenti da Létang. Il presidente ha avuto numerosi scambi con il trequartista islandese, dicendogli di perseverare anche quando nulla sembrava funzionare. Quel supporto ha dato i suoi frutti, con Haraldsson che ha ritrovato la fiducia e ha contribuito alla ripresa della squadra.
In campo, il Lilla ha stretto le maglie difensive e ritrovato la propria fluidità offensiva. Da metà febbraio, nessuna squadra ha preso più punti in Ligue 1. La striscia di 12 partite senza sconfitte comprende sette vittorie e cinque pareggi, con vittorie contro rivali diretti come Monaco e Lens. La costanza ha proiettato il Lilla in classifica, da un lontano 11° posto al 5°, e ora a portata di qualificazione automatica per la Champions League.
Le implicazioni sono significative. Con quattro partite rimanenti, il Lilla affronta una partita cruciale contro il Lione all'inizio di maggio che potrebbe decidere chi ottiene il terzo posto in Champions League. Anche un posto nei playoff sarebbe un risultato notevole data la situazione disperata di due mesi fa. Per Létang e l'allenatore Bruno Genesio, la rimonta convalida il loro approccio paziente e a lungo termine.
Questa rinascita non è il risultato di una rivoluzione tattica o di una spesa sfrenata, ma di fiducia e resilienza. Il Lilla ha dimostrato che stabilità e perseveranza possono superare le avversità, offrendo un modello per i club in crisi simili. Mentre la stagione raggiunge il suo culmine, i Dogues sono la squadra che nessuno in Ligue 1 vuole affrontare.
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