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Cuesta critica l'arbitraggio della Roma: cosa significa per

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L'allenatore del Parma Cuesta critica le decisioni su un tocco di mano, un rigore e un fallo nella vittoria per 3-2 della Roma.

L'allenatore del Parma, Fabio Cuesta, è esploso di frustrazione dopo la drammatica sconfitta per 3-2 contro la Roma, accusando gli ufficiali di gara di una serie di errori costosi che hanno spostato la partita a favore degli ospiti. Parlando a Sky Italia dopo la partita, Cuesta non ha usato mezzi termini: "Tutto lo stadio e tutta l'Italia hanno visto cosa è successo. Il Parma merita rispetto."

La controversia si concentra su tre episodi chiave durante il recupero del match di Serie A allo Stadio Ennio Tardini. Primo, il pareggio della Roma è arrivato dopo un tocco di mano di Gianluca Mancini non punito. Secondo, al Parma è stata negata una promettente azione offensiva quando un fallo è stato erroneamente fischiato all'attaccante Mateo Pellegrino. Infine, alla Roma è stato concesso un rigore per un contatto minimo che Cuesta ha descritto come "troppo lieve" per un calcio di rigore.

La partita aveva visto il Parma portarsi in vantaggio 2-0 prima che la Roma rimontasse sul 2-2. Il rigore, trasformato da Donyell Malen al 95', ha assicurato tutti e tre i punti agli ospiti. Cuesta era particolarmente infuriato per la decisione del rigore, inizialmente fischiata come fallo per il Parma dall'arbitro Luca Chiffi prima che il VAR intervenisse e annullasse la decisione. "Sono il primo a essere onesto — quando c'era un possibile rigore contro il Napoli, ho detto che non c'era nulla. Oggi è ovvio", ha aggiunto Cuesta.

La sconfitta lascia il Parma al 12° posto, a nove punti dalla zona retrocessione ma con poco da giocare nelle ultime settimane di stagione. Tuttavia, il modo della sconfitta ha riacceso i dibattiti sugli standard arbitrali in Serie A. Lo sfogo di Cuesta sottolinea la crescente frustrazione tra i club più piccoli che si sentono emarginati dall'élite del campionato.

Il Parma, un club con una ricca storia che include successi europei negli anni '90, è stato spesso coinvolto in partite equilibrate in questa stagione. Questo risultato, però, ha un sapore più amaro perché è arrivato contro un rivale diretto per la posizione di metà classifica. La Roma, in lotta per un posto in Europa League, ha beneficiato delle decisioni, ma Cuesta ha insistito sul fatto che la prestazione della sua squadra meritava di più.

"Sono molto orgoglioso dei ragazzi, della prestazione e dell'energia che i tifosi ci hanno dato", ha detto Cuesta. "Ma ciò che è successo è ovvio. Le dinamiche dal 2-1 al 2-3 sono state molto chiare — non solo nella nostra area ma anche nella loro. Il fallo su Pellegrino? Troppo ovvio..."

Oltre alla controversia, Cuesta ha trovato il tempo per elogiare il centrocampista Hans Nicolussi Caviglia, che ha impressionato nella sconfitta. "È cresciuto molto e ci ha dato più qualità nel nostro gioco. Senza dubbio ha aiutato nella progressione, nel recupero palla e nella lettura dei momenti. Speriamo che possa aiutare di più nelle restanti partite", ha osservato Cuesta.

Dal punto di vista del campionato, l'incidente potrebbe suscitare discussioni sulla coerenza del VAR. Il tocco di mano di Mancini — in cui il pallone ha colpito il suo braccio nella costruzione del pareggio — è stato ampiamente criticato dagli opinionisti. Allo stesso modo, la decisione del rigore, apparsa leggera al replay, ha attirato l'attenzione. I commenti di Cuesta riflettono un sentimento più ampio secondo cui il Parma, in quanto club con un passato illustre, merita un trattamento equo.

Con la stagione che volge al termine, il Parma cercherà di chiudere in modo positivo, ma il costo emotivo di questa sconfitta potrebbe persistere. I tifosi del club, che hanno creato un'atmosfera rumorosa al Tardini, erano furiosi per l'arbitraggio. L'intervista post-partita di Cuesta è diventata un grido di battaglia, con molti sostenitori che hanno fatto eco alla sua richiesta di rispetto.

Basato su un reportage di Tuttosport.