In una mossa diplomatica significativa, il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha ordinato a tutta la sua delegazione di comunicare esclusivamente in portoghese durante l'incontro con il presidente statunitense Donald Trump alla Casa Bianca. L'istruzione è stata applicata anche ai membri del team fluenti in inglese, secondo fonti presenti all'incontro. La sessione, tenutasi giovedì a Washington, ha utilizzato interpreti per facilitare il dialogo tra i due leader.
L'incontro è considerato dalle fonti diplomatiche brasiliane come un passo cruciale verso la normalizzazione delle relazioni commerciali tra le due nazioni, che sono state tese da recenti incertezze e dazi all'importazione. Oltre alle questioni economiche, l'agenda includeva discussioni sul recente attacco al sistema di pagamento PIX del Brasile, la cooperazione nella lotta alla criminalità organizzata e al traffico di stupefacenti, partenariati riguardanti minerali critici e terre rare, e questioni geopolitiche più ampie riguardanti l'America Latina, il Medio Oriente e le Nazioni Unite.
Secondo una fonte di TV Globo presente all'incontro, la conversazione tra i presidenti è stata produttiva, e il presidente Trump avrebbe prestato molta attenzione alle discussioni. Questa visita a Washington è il culmine di un processo di riconciliazione che ha preso slancio dopo una telefonata tra Lula e Trump il 26 gennaio 2026, durata circa 50 minuti.
Dopo quella prima conversazione telefonica, il presidente Lula aveva espresso il desiderio di recarsi a Washington per un incontro faccia a faccia con Trump. Tuttavia, la programmazione è stata ritardata a causa del conflitto in corso in Medio Oriente. Il periodo da gennaio ha visto la relazione storicamente conflittuale tra i due leader affrontare ulteriori tensioni sulla scena internazionale.
I fattori che contribuiscono al complesso ambiente diplomatico includono la guerra in Medio Oriente, incidenti diplomatici specifici come la revoca del visto per il consigliere Darren Beattie e le controversie che circondano l'arresto e la successiva liberazione del deputato brasiliano Alexandre Ramagem. Questi elementi hanno aggiunto ulteriori livelli di sfida al dialogo tra i due governi.
Mentre l'incontro è stato organizzato negli ultimi mesi, un assistente del presidente Lula ha definito il potenziale vertice « più un punto di partenza che una destinazione » in termini di raggiungimento di accordi concreti. Le discussioni hanno anche toccato le prossime elezioni in Brasile, aggiungendo un'altra dimensione ai colloqui bilaterali.
Basato su un reportage di g1.