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Désiré Doué entra in un club d'élite con la seconda finale

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Il giocatore del PSG Désiré Doué sarà titolare nella finale di Champions contro l'Arsenal, diventando il quarto giocatore a partire titolare in due finali

Désiré Doué è pronto a fare la storia sabato quando scenderà in campo con il Paris Saint-Germain nella finale di Champions League contro l'Arsenal. Il prodigio francese, che compirà 21 anni mercoledì prossimo, diventerà solo il quarto giocatore a iniziare due finali di Coppa dei Campioni prima di raggiungere quell'età.

La partita a Budapest segna la seconda apparizione consecutiva di Doué nell'evento clou, dopo il suo ruolo da protagonista nel 5-0 del PSG contro l'Inter Milan nella finale del 2025. Quella sera, ha offerto una prestazione memorabile, guadagnando un punteggio perfetto di 10 su 10 da L'Equipe mentre tormentava la difesa italiana.

Scendendo in campo sabato, Doué entra in un gruppo estremamente esclusivo. Solo António Simões (con il Benfica), Johan Neeskens (con l'Ajax) e Trent Alexander-Arnold (con il Liverpool) hanno precedentemente iniziato due finali di Champions League prima di compiere 21 anni. Ognuno di questi giocatori ha lasciato un segno indelebile nella competizione, e Doué ora scrive il suo nome accanto a loro.

Simões ha raggiunto l'impresa negli anni '60, aiutando il Benfica a vincere due Coppe dei Campioni consecutive nel 1961 e 1962. Neeskens, componente chiave della rivoluzionaria squadra dell'Ajax, ha iniziato le finali del 1971 e 1973, vincendo quest'ultima come parte di un triplete storico. Alexander-Arnold, invece, ha partecipato alle finali del Liverpool nel 2018 e 2019, conquistando il trofeo a Madrid contro il Tottenham.

Per Doué, il percorso fino a questo punto è stato fulmineo. Dopo essere passato dal Rennes al PSG, si è rapidamente affermato come una forza creativa indispensabile. La sua miscela di genialità tecnica, dribbling impavido e intelligenza tattica ha portato a paragoni con i maestri passati del club, ma il suo impatto nelle partite ad alta tensione lo distingue.

La finale del 2025 ha mostrato la capacità di Doué di farsi trovare pronto. Di fronte a un Inter Milan rinomato per la sua organizzazione difensiva, ha sbloccato la partita con corse incisive e passaggi precisi, contribuendo direttamente a diversi gol. Il 10/10 di L'Equipe ha sottolineato una prestazione che verrà riproposta negli highlights per anni.

In questa stagione, Doué ha continuato a evolversi, aggiungendo costanza ai suoi momenti di magia. La sua presenza nella formazione titolare per la finale sottolinea la fiducia dell'allenatore Luis Enrique e riflette la svolta del PSG verso la costruzione attorno a giovani talenti dinamici. Con la partenza di Kylian Mbappé ancora incombente, Doué è emerso come simbolo della nuova generazione.

Contro l'Arsenal, una squadra che vanta una resilienza difensiva sotto Mikel Arteta, la creatività di Doué sarà cruciale. I Gunners hanno concesso solo quattro gol nella fase a eliminazione diretta, ma non hanno incontrato un giocatore con l'imprevedibilità e il pedigree da grandi partite di Doué a questo livello.

Il contesto storico aggiunge peso all'occasione. Essere menzionato con Simões, Neeskens e Alexander-Arnold è una testimonianza del talento precoce di Doué. Sebbene i riconoscimenti individuali siano secondari rispetto all'ambizione di squadra, questo traguardo consolida il suo status come uno dei giovani calciatori più entusiasmanti.

Per il PSG, la finale rappresenta un'altra possibilità di gloria europea dopo anni di pesanti investimenti. Una vittoria non solo assicurerebbe il secondo titolo di Champions League del club, ma convaliderebbe anche la sua filosofia incentrata sui giovani, con diplomati dell'accademia e giovani acquisti come Doué in prima linea.

Indipendentemente dal risultato, il posto di Doué nella storia è già assicurato. Prestazioni costanti sul palcoscenico più grande prima del suo 21° compleanno hanno stabilito un punto di riferimento che pochi eguaglieranno. La finale di Budapest gli offre un'altra tela per dipingere il suo capolavoro.

Basato sui resoconti di L'Equipe.