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Elkann: 'Anni difficili' dietro la Juve, l'era Spalletti

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John Elkann e Michel Platini hanno parlato al JOFC Day, con Elkann che ha citato l'unità sotto Spalletti come chiave per la rinascita della Juve dopo anni

In una rara apparizione congiunta, il presidente della Juventus John Elkann e la leggenda del club Michel Platini si sono rivolti ai fedeli bianconeri all'evento JOFC Day a Giardini Naxos, in Sicilia, offrendo un mix di nostalgia e ottimismo proiettato al futuro. Elkann, anche CEO di Exor, ha usato la piattaforma per fare il punto sulle recenti difficoltà del club e tracciare un percorso di rilancio sotto l'allenatore Luciano Spalletti.

"Sono stati anni estremamente difficili", ha ammesso Elkann, riferendosi alle controversie extra-campo e alle carenze in campo che affliggono la Juventus dall'inizio degli anni 2020. Il club ha affrontato uno scandalo di penalizzazione in classifica, instabilità proprietaria e un periodo di mediocrità che l'ha visto perdere il predominio in Serie A. Ma Elkann ha insistito sul fatto che l'avversità ha forgiato una base più solida. "Solo così possono accadere cose belle", ha detto, riprendendo il mantra che i momenti difficili formano il carattere.

Elkann ha sottolineato i valori fondamentali che definiscono la Juventus: famiglia, giovani e unità. "La Juve è una famiglia, una famiglia di tifosi", ha detto, aggiungendo che il nome stesso del club – che significa "gioventù" in latino – rappresenta una filosofia rivolta al futuro. Ha evidenziato l'impegno del club nel valorizzare i talenti italiani, una tradizione che ha prodotto icone come Platini, Alessandro Del Piero e più recentemente Federico Chiesa. "Non c'è niente di più forte come prospettiva: fare bene vincendo, dare il meglio", ha aggiunto Elkann.

Platini, la leggenda francese che ha vinto due Palloni d'Oro e numerosi titoli con la Juve negli anni '80, ha adottato un tono più personale. "Sono arrivato alla Juventus grazie a mio nonno", ha ricordato, rendendo omaggio al legame familiare che lo ha portato a Torino. "Ho l'orgoglio di aver giocato in un grande club, con grandi campioni che sono diventati amici." La sua presenza è servita da promemoria dei giorni di gloria in cui la Juve dominava Italia ed Europa, un punto di riferimento per il progetto attuale.

Il vero nocciolo del messaggio di Elkann, tuttavia, si è concentrato sul presente e sul futuro prossimo. Ha dato un voto di fiducia a Spalletti, l'esperto allenatore che ha preso le redini nel 2024. "Abbiamo un allenatore, Spalletti, che ha molta esperienza", ha osservato Elkann. "Avere l'opportunità, dopo questi anni estremamente difficili, di partire da una base solida – e la Juventus ha una base solida – è la migliore prospettiva per costruire una squadra con tutte le caratteristiche che hanno sempre reso vincente la Juve."

Questo endorsement è significativo. La nomina di Spalletti è stata inizialmente accolta con scetticismo dato il suo passato alla Roma e all'Inter, ma ha gradualmente ricostruito la rosa, mescolando giovani e veterani esperti. La Juventus attualmente occupa il secondo posto in Serie A, a tre punti dalla capolista Inter, con una difesa risorta e un attacco più coeso. Le parole di Elkann suggeriscono che il consiglio sostiene pienamente il progetto, che mira a un successo sostenibile piuttosto che a soluzioni rapide.

Elkann ha anche toccato il legame cruciale tra il club e i suoi sostenitori. "La nostra forza è sempre stata l'unità tra proprietà, club, squadra e tifosi", ha detto. Ha esortato a riscoprire quel legame, riconoscendo che si era logorato durante gli anni turbolenti. "Se la Juve ha giocatori capaci, motivati, e soprattutto se esiste questa connessione tra club, squadra e tifosi, possono accadere molte cose belle. Questo è ciò che dobbiamo assolutamente cercare di ritrovare."

Le implicazioni per il campionato sono chiare: una Juventus rinata fa bene alla Serie A. Per troppo tempo la corsa al titolo è stata uno spettacolo a senso unico prima che Napoli e Inter irrompessero. Se la Juve riuscirà a sostenere la ripresa, la massima serie avrà una vera e propria battaglia a tre, alzando il livello competitivo e l'attrattiva commerciale. Per i tifosi della Juventus, le parole di Elkann sono una rassicurazione che il consiglio è paziente e concentrato sulla salute a lungo termine piuttosto che sulla gloria immediata.

La presenza di Platini, nel frattempo, ha fatto da ponte tra le epoche. Ora 70enne, l'ex presidente UEFA rimane una figura amata a Torino. Le sue storie del passato – la vittoria della Coppa dei Campioni 1985, la camaraderie con i compagni – ricordano gli standard a cui il club aspira. "Averlo qui oggi è simbolico", ha notato un addetto ai lavori. "Passato e presente uniti."

Mentre l'evento volgeva al termine, Elkann non ha lasciato dubbi sulla sua ambizione. "Vogliamo costruire una Juventus forte", ha dichiarato. "Abbiamo giocatori che rappresentano il futuro." Con Spalletti al timone e il sostegno finanziario di Exor, i pezzi sembrano essere al posto giusto. Se ciò si tradurrà in titoli è da vedere, ma la visione di Elkann di unità e pazienza offre una tabella di marcia in un'era di gratificazione immediata.

Basato su reportage di Tuttosport.com - Calcio.