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Finale di UCL del PSG: infortuni di Hakimi e Dembélé a una

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Achraf Hakimi (coscia) e Ousmane Dembélé (polpaccio) sono in dubbio per la finale di UCL. Il ritorno di Hakimi è imminente; Dembélé è fiducioso ma la seduta di

La preparazione finale del Paris Saint-Germain per la sfida di Champions League contro l'Arsenal si svolge sotto una nuvola di incertezza, poiché due dei loro giocatori più influenti corrono contro il tempo per dimostrare la propria forma fisica. Una partita interna a porte chiuse nel campus di Poissy sabato ha offerto uno spaccato dello stato attuale della rosa, ma le narrazioni più rivelatrici ruotavano attorno ai nomi assenti dal foglio partita.

La seduta, giocata sotto un caldo soffocante davanti a decine di giovani tifosi e ultras, ha visto formazioni miste rinforzate dai giovani del vivaio Cordier, Fanné-Dramé, Khafi e Abo El Nay. Ha anche segnato i ritorni incoraggianti di Nuno Mendes e Willian Pacho, entrambi tenuti a riposo nelle ultime uscite. La partita, composta da due tempi da 20 minuti senza restrizioni sui contatti, ha visto gol di Vitinha e Fabian Ruiz, mentre la mattinata era stata dedicata all'analisi video dei moduli dell'Arsenal. Tuttavia, per tutti gli aspetti positivi, l'attenzione si è rapidamente spostata sugli assenti.

Achraf Hakimi e Ousmane Dembélé sono stati notevoli per la loro assenza dalla partita interna, e le loro situazioni dominano la narrazione nell'ultima settimana prima di Budapest. Hakimi sta curando un infortunio alla coscia subito durante l'epica semifinale di andata di Champions League contro il Bayern Monaco il 28 aprile, una serata che ha visto il PSG prevalere 5-4 in un thriller. Il terzino destro marocchino è stato da allora limitato a lavoro individuale, e sebbene il suo ritorno all'allenamento collettivo sia descritto come imminente, il tempo gioca contro di lui. Fonti indicano che anche una rapida reintegrazione potrebbe non essere sufficiente per farlo partire titolare nella finale, sollevando lo spettro di una difesa riorganizzata.

Il caso di Dembélé è sottilmente diverso ma non meno preoccupante. Il vincitore del Pallone d'Oro è stato sostituito durante il recente incontro nazionale contro il Paris FC dopo aver avvertito un fastidio al polpaccio destro. Da allora ha minimizzato il problema, affermando pubblicamente che sarà pronto a scendere in campo sabato prossimo. Il suo programma individuale è continuato durante il fine settimana, e l'umore all'interno del suo campo rimane ottimista. Tuttavia, il vero test arriva martedì, quando il PSG riprenderà l'allenamento completo. Se Dembélé non parteciperà a quella seduta, le domande sulla sua disponibilità diventeranno molto più urgenti.

Il tempismo potrebbe difficilmente essere più delicato. Il PSG insegue l'unico trofeo che finora è sfuggito, e farlo contro un Arsenal che ha unito resilienza difensiva e verve offensiva significa che ogni arma conta. Le scorribande di Hakimi da terzino destro e la capacità di Dembélé di sbloccare le difese con dribbling e visione sono integrali al piano di gioco di Luis Enrique. Senza di loro, i parigini perdono non solo la qualità individuale ma anche l'imprevedibilità tattica che li ha portati attraverso i turni a eliminazione diretta.

La storia offre poco conforto. La precedente apparizione del PSG in una finale di Champions League, nel 2020, si è conclusa con una stretta sconfitta contro il Bayern Monaco, una partita in cui il loro attacco stellare ha vacillato. Le cicatrici di quella notte permangono, e la dirigenza del club ha investito pesantemente per garantire un risultato diverso questa volta. Avere giocatori chiave fuori gioco così vicino all'occasione sarebbe un duro colpo, mettendo alla prova la profondità di una rosa che è stata costruita con cura proprio per questo momento.

Se Hakimi dovesse essere escluso, il probabile sostituto sarebbe Nordi Mukiele o un passaggio a una difesa a tre, che altererebbe la dinamica contro il potente lato sinistro dell'Arsenal. L'assenza di Dembélé, invece, priverebbe il PSG del suo attaccante più in forma e costringerebbe a fare affidamento su alternative che, sebbene talentuose, mancano della sua esplosiva capacità di vincere le partite. La partita interna ha accennato a potenziali soluzioni, con i ritorni di Mendes e Pacho che offrono solidità difensiva, ma la chimica offensiva rimane dipendente dalla forma fisica del francese.

Luis Enrique e il suo staff medico devono prendere una serie di decisioni critiche nei prossimi giorni. La priorità è bilanciare il rischio di aggravamento con la necessità di avere il duo in campo. La seduta di martedì sarà un punto di controllo decisivo, non solo per il polpaccio di Dembélé ma anche per la coscia di Hakimi, poiché qualsiasi battuta d'arresto in quel momento chiuderebbe probabilmente la porta definitivamente. I prossimi giorni saranno pieni di trattamenti 24 ore su 24 e carichi di lavoro gestiti con cura.

I giocatori stessi sembrano pienamente consapevoli della posta in gioco. Dembélé ha cercato di proiettare calma, un professionista esperto che capisce che il panico pubblico non serve a nulla. Hakimi, invece, sarà spinto dal ricordo del suo ruolo strumentale in semifinale, dove le sue incursioni offensive hanno causato costanti problemi al Bayern. Entrambi faranno tutto ciò che è in loro potere per sentire i loro nomi pronunciati al Puskás Aréna.

Per ora, i tifosi parigini possono solo guardare e aspettare, sperando che la vista delle loro stelle di ritorno in pieno allenamento arrivi prima che sia troppo tardi. La partita interna ha servito al suo scopo di mantenere la forma, ma la vera partita si gioca nella sala di cura. Mentre il conto alla rovescia per la finale accelera, la narrazione della stagione del PSG viene scritta non da gol o tattiche, ma da test di idoneità fisica e tempi di recupero.

Basato su reportage di L'Equipe.