In un segnale chiaro dei cambiamenti in arrivo, l'amministratore delegato del Sassuolo, Giovanni Carnevali, ha confermato che Fabio Grosso è pronto a dimettersi da allenatore e che non ci sono state trattative con l'Inter per il difensore Tarik Muharemovic. Parlando ai media, il dirigente di lunga data ha fornito un aggiornamento trasparente su due delle figure più discusse del club, preparando il terreno per un'estate cruciale al Mapei Stadium.
Grosso, che ha guadagnato lo status di leggenda come giocatore nella squadra vincitrice del Mondiale 2006 dell'Italia, ha preso le redini del Sassuolo in circostanze difficili. Ha subito ottenuto risultati, guidando i Neroverdi alla promozione in Serie A nel 2025 dopo un breve esilio in Serie B. Nella loro prima stagione di ritorno tra l'élite, la squadra di Grosso si è comportata ammirevolmente, finendo 11° con 49 punti e giocando un calcio attraente che ha conquistato ammiratori in tutta la lega. Nonostante questo successo, il 48enne sembra pronto per una nuova sfida.
"Con Fabio condividiamo un rapporto speciale," ha rivelato Carnevali. "Non abbiamo ancora parlato direttamente, ma sono stato in contatto con il suo agente e sembra che ci sia il desiderio di non continuare con il Sassuolo. Ci incontreremo presto per risolvere la situazione e identificare un successore." Queste dichiarazioni, sebbene amichevoli, lasciano pochi dubbi sul fatto che il mandato di Grosso stia per concludersi dopo due stagioni trasformative.
Le speculazioni sulla prossima destinazione di Grosso sono state persistenti, con Fiorentina e Milan spesso menzionate come possibili approdi. La Fiorentina, reduce da una campagna altalenante, sta valutando la propria posizione tecnica, mentre il Milan potrebbe essere alla ricerca di un tattico in grado di riportarli in lotta per la Champions League dopo un anno deludente. Carnevali ha comunque sottolineato che la filosofia del Sassuolo non è quella di ostacolare la progressione di carriera di un allenatore. "Abbiamo sempre permesso ai nostri allenatori di cogliere opportunità in club più grandi. Fabio ha fatto bene, ma abbiamo anche costruito una squadra forte," ha notato, accennando al fatto che l'infrastruttura del club garantisce continuità anche in caso di cambi di leadership.
Passando ai potenziali sostituti, Carnevali ha menzionato due promettenti nomi italiani: Alberto Aquilani e Ignazio Abate. Aquilani, ex centrocampista di Roma e Liverpool, sta muovendo i primi passi nella gestione, mentre Abate, un tempo pilastro del Milan, ha ricevuto elogi per il suo lavoro con le giovanili. "Sono entrambi profili eccellenti, ma stiamo guardando anche a tecnici stranieri," ha aggiunto Carnevali. Questa apertura a candidati internazionali riflette l'approccio innovativo del Sassuolo, che in passato ha affidato la panchina a talenti emergenti come Roberto De Zerbi ed Eusebio Di Francesco, entrambi usati come trampolino di lancio verso vette più alte.
L'attenzione si è poi spostata su Muharemovic, il 22enne bosniaco che è esploso dopo aver lasciato la Juventus per avere più minuti. Il difensore centrale mancino è stato accostato all'Inter, che sarebbe alla ricerca di rinforzi difensivi. Carnevali è stato categorico: "Ad oggi non c'è nulla di concreto. Non abbiamo mai parlato con l'Inter di lui." Ha però riconosciuto che club esteri si stanno muovendo: "Potrebbe esserci qualcosa all'estero. In quel ruolo non ci sono molti giocatori con le sue caratteristiche." Questa dichiarazione metterà in allerta le squadre di tutta Europa in cerca di un difensore abile con la palla, con fisicità e compostezza.
L'ascesa di Muharemovic è un'ulteriore testimonianza della capacità del Sassuolo di identificare e coltivare talenti. Prelevato dal settore giovanile della Juventus, si è sviluppato fino a diventare un elemento chiave della difesa neroverde, con 30 presenze in questa stagione e mostrando una maturità oltre la sua età. Mentre un trasferimento in Serie A verso un rivale diretto come l'Inter sembra ora improbabile viste le smentite di Carnevali, un trasferimento all'estero potrebbe giovare a tutte le parti – offrendo al giocatore un nuovo palcoscenico e al Sassuolo un bel profitto da reinvestire in rosa.
Le implicazioni più ampie delle dichiarazioni di Carnevali vanno oltre i singoli nomi. Riaffermano l'identità del Sassuolo come club che fonde ambizione e pragmatismo. Che si tratti di formare allenatori per palcoscenici più grandi o di vendere asset pregiati al momento opportuno, i Neroverdi hanno sempre lottato al di sopra del loro peso nel massimo campionato italiano. La partenza imminente di Grosso e la possibile uscita di Muharemovic non rappresentano sconvolgimenti ma piuttosto l'evoluzione naturale di un modello sostenibile.
Con l'avvicinarsi della finestra estiva, la dirigenza del Sassuolo si concentrerà ora su una approfondita ricerca dell'allenatore. La menzione di candidati stranieri suggerisce il desiderio di gettare una rete ampia, portando potenzialmente una nuova prospettiva tattica a una squadra che si è affermata come punto fermo della Serie A. Chiunque subentrerà erediterà un gruppo costruito su solide fondamenta, con un mix di veterani esperti e talenti emergenti pronti per essere lucidati.
Per i tifosi, la franchezza di Carnevali offre rassicurazione che ci sono piani in atto. Dire addio a un allenatore che ha portato promozione e stabilità non è mai facile, ma il curriculum del club nel trovare successori capaci dovrebbe ispirare fiducia. Allo stesso modo, se Muharemovic dovesse partire, i fondi verranno probabilmente incanalati in ulteriori rinforzi della squadra, proseguendo un circolo virtuoso che ha mantenuto il Sassuolo competitivo.
Nelle prossime settimane, il quadro si chiarirà. Gli incontri con il clan di Grosso finalizzeranno la sua uscita, e la ricerca del suo sostituto si intensificherà. Contemporaneamente, il reparto trasferimenti del Sassuolo valuterà eventuali offerte concrete per Muharemovic, sapendo che il suo valore è alto. Attraverso tutto ciò, le parole di Carnevali servono come tabella di marcia per un'estate di transizione che, in verità, è solo un altro capitolo della straordinaria storia del Sassuolo. Basato su un reportage di Tuttosport.