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I deputati francesi riducono i voti dei club professionisti

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La commissione parlamentare appoggia la riduzione del voto dei club professionisti al 25% nella FFF, scavalcando la FFF. Le norme sulla multiproprietà dei club

La commissione cultura e istruzione dell'Assemblea nazionale francese ha inferto un duro colpo all'establishment del calcio professionistico, confermando la riduzione del potere di voto dei club di vertice all'interno della Federazione calcistica francese (FFF). In una seduta notturna di martedì, i deputati hanno adottato un emendamento che fissa al 25% il peso dei voti dei club professionisti nelle assemblee elettive della FFF, in calo rispetto all'attuale 33%. La mossa contraddice direttamente i desideri sia della FFF che della Ligue de Football Professionnel (LFP), che avevano fatto pressioni congiuntamente per mantenere lo status quo.

La contesa sulle percentuali di voto è al centro di una più ampia riforma legislativa dello sport francese, avviata al Senato quasi un anno fa. I senatori Michel Savin e Laurent Lafon avevano originariamente proposto il tetto del 25%, sostenendo che avrebbe riequilibrato l'influenza allontanandola dall'élite professionistica abbiente e dirigendola verso la vasta rete di club amatoriali che costituiscono il fondamento del calcio francese. I club professionisti, tuttavia, consideravano la riduzione una minaccia alla loro capacità di indirizzare la federazione, in particolare per quanto riguarda la distribuzione dei ricavi e le decisioni sul calendario.

Sperando di scongiurare il taglio, la FFF aveva presentato un emendamento durante i negoziati tra la federazione e la LFP prima dell'esame del disegno di legge all'Assemblea. Tale emendamento mirava a preservare la quota esistente del 33%. Ma martedì sera la commissione ha invece appoggiato l'emendamento AC178, presentato da Lionel Duparay del centrodestra repubblicano, che impone il limite del 25% originario del Senato. Con entrambe le camere ora allineate su questo punto specifico, la disposizione è quasi certa di sopravvivere al processo della commissione mista e diventare legge, senza lasciare spazio a ulteriori negoziati.

Per il calcio professionistico, le implicazioni sono profonde. Un blocco di voto ridotto all'interno dell'assemblea generale della FFF significa una minore influenza sulle nomine chiave, inclusa la presidenza, e un'influenza ridotta sulle politiche regolatorie. La cifra del 33% dava alla LFP un quasi-veto su alcuni cambiamenti strutturali; perdere un quarto di quel peso potrebbe spostare l'equilibrio in modo decisivo a favore degli interessi amatoriali. Gli osservatori notano che ciò potrebbe influenzare le prossime discussioni sulla distribuzione dei proventi dei diritti televisivi e il dibattito controverso sulla programmazione delle partite.

La battuta d'arresto per l'asse FFF-LFP arriva mentre il disegno di legge di riforma naviga in un'agenda parlamentare affollata. Originariamente previsto per il dibattito in Assemblea plenaria il 18 maggio, l'esame è stato rinviato e non è stata fissata una nuova data. Il ritardo sottolinea la sensibilità politica della legge proposta, che ha attirato centinaia di emendamenti. "Ci saranno tra 300 e 350 emendamenti", ha detto Belkhir Belhaddad, deputato socialista della Mosella, che ha espresso un cauto ottimismo sul fatto che il disegno di legge alla fine passerà. "Se il governo trova una data per far esaminare il testo all'Assemblea, passerà. Sono ottimista."

In uno sviluppo separato ma correlato, la commissione ha anche adottato tre emendamenti riguardanti la multiproprietà dei club, presentati dal deputato di sinistra Éric Coquerel. Questi non arrivano a un bando totale ma mirano a introdurre un quadro normativo più solido e giuridicamente valido. Belhaddad ha descritto l'approccio come "più sicuro e giuridicamente pensato" piuttosto che proibitivo. La questione è diventata urgente poiché i modelli di multiproprietà proliferano in Europa, sollevando preoccupazioni su conflitti di interesse e integrità competitiva.

I due risultati — il tetto al potere di voto e la supervisione della multiproprietà — segnalano l'intenzione del Parlamento di imporre standard di governance più severi a uno sport spesso criticato per operare a porte chiuse. Usando la legge piuttosto che lasciare che le strutture interne del calcio si autoregolamentino, i deputati affermano che il calcio professionistico deve rispondere a un interesse pubblico più ampio. Come ha osservato in precedenza un senatore coinvolto nel processo, questo è precisamente il rischio di invitare un intervento legislativo: lo Stato può stabilire termini che le istituzioni sportive non avrebbero mai accettato volontariamente.

La notizia segna un notevole capovolgimento per il presidente della FFF Philippe Diallo e il presidente della LFP Vincent Labrune, che contavano su un'Assemblea più favorevole ai club di vertice rispetto al Senato. Invece, il consenso trasversale in commissione suggerisce che la spinta per una federazione più democratica e meno dominata commercialmente risuona ampiamente. Per i club amatoriali, che sono oltre 14.000, il rafforzamento del loro potere di voto relativo rappresenta una vittoria per la rappresentanza di base.

Con la commissione mista improbabile che torni sulla clausola del 25%, l'attenzione ora si sposta sui restanti oltre 300 emendamenti, che coprono aree dall'impegno dei tifosi ai controlli finanziari. Il fatto che il disegno di legge abbia già superato più cicli di esame e mantenuto le sue disposizioni fondamentali indica una volontà politica ampia di portarlo a termine, anche se la tempistica rimane incerta. Mentre l'Assemblea attende un posto nel calendario legislativo del governo, tutti gli occhi sono puntati sulla possibilità che ulteriori concessioni possano essere estratte dalla lobby professionistica.

In definitiva, questo capitolo nell'evoluzione della governance del calcio francese serve a ricordare che quando le porte del parlamento si aprono, i risultati possono sfidare le aspettative anche degli attori più potenti. La riduzione del potere di voto e le nuove regole sulla multiproprietà, una volta finalizzate, rimodelleranno il processo decisionale in federazione per anni a venire. Basato su un reportage di L'Equipe.