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Il Milan punta D'Amico: lo scambio di direttori potrebbe

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Tony D'Amico, il direttore sportivo dell'Atalanta, è di nuovo il primo obiettivo del Milan. Con anche la Roma interessata, il suo trasferimento potrebbe

L'AC Milan sta riaccendendo la sua ricerca del direttore sportivo dell'Atalanta, Tony D'Amico, una mossa che potrebbe inviare onde d'urto attraverso la struttura di potere della Serie A. Il dirigente 44enne, sotto contratto con la Dea fino al 2027, è emerso come il candidato preferito dei rossoneri per rinnovare le loro operazioni calcistiche, secondo fonti vicine al club.

Il potenziale arrivo di D'Amico a San Siro arriva dopo che un precedente tentativo è fallito l'anno scorso quando l'Atalanta ha bloccato la sua uscita dopo la partenza di Gian Piero Gasperini. Ora, con l'attuale direttore del Milan, Igli Tare, che affronta un futuro incerto nonostante un contratto fino al 2027, la gerarchia del club - guidata dall'amministratore delegato Giorgio Furlani - spinge per un nuovo inizio.

«Tony è l'uomo che ha cambiato il modello di reclutamento dell'Atalanta», ha detto a Tuttosport un alto dirigente del calcio italiano. «La sua capacità di trovare talenti sottovalutati e generare enormi plusvalenze è esattamente ciò di cui il Milan ha bisogno per competere in modo sostenibile ai vertici.»

Il curriculum di D'Amico a Bergamo è impressionante: ha supervisionato l'ingaggio di giocatori chiave come Rasmus Højlund e Ederson, mentre il trionfo del club in Europa League nel 2024 rappresenta un punto culminante della carriera. La sua rete si estende in tutta Europa e il suo approccio basato sui dati si allinea con l'analisi moderna del calcio.

Tuttavia, l'affare è tutt'altro che semplice. La Roma, sotto l'influenza di Gasperini, è anch'essa desiderosa di assumere D'Amico come nuovo direttore sportivo, con l'attuale titolare Ricky Massara che dovrebbe unirsi all'Olympique Marsiglia. Gasperini e D'Amico hanno condiviso una partnership di successo di tre anni all'Atalanta, e i giallorossi sperano di riunirli.

«Gasp è un fattore enorme», ha detto una fonte vicina a D'Amico. «Rispetta profondamente Tony e lo vuole a Roma. Ma il progetto del Milan - con il suo marchio globale e le ambizioni di Champions League - è incredibilmente allettante.»

L'interesse del Milan non è condizionato dalla qualificazione in Champions League. Il club ha segnalato che D'Amico sarebbe portato indipendentemente dalla partita di domenica contro l'Atalanta, che potrebbe decidere il loro destino europeo. Questo impegno incrollabile sottolinea la loro convinzione che sia l'uomo giusto per guidare una nuova era.

Le implicazioni per la Serie A sono significative. Se D'Amico si unisce al Milan, l'Atalanta perderebbe il suo architetto principale, destabilizzando potenzialmente un club che ha costantemente sorpreso al di sopra delle aspettative. La Roma, nel frattempo, avrebbe bisogno di un piano alternativo, magari rivolgendosi ad altri candidati come Giovanni Sartori o Sean Sogliano.

Per il Milan, la nomina di D'Amico segnalerebbe un cambiamento strategico verso una politica di reclutamento più analitica e incentrata sui giovani. Significherebbe anche una netta rottura con l'attuale dirigenza, che è stata criticata per trasferimenti incoerenti e un'eccessiva dipendenza da stelle invecchiate.

Con l'avvicinarsi della sfida di domenica, tutti gli occhi saranno puntati sulla tribuna dei dirigenti. Se D'Amico finirà dalla parte del Milan del tavolo resta da vedere, ma i pezzi degli scacchi si muovono rapidamente.

«Questo è più di una voce di trasferimento: è una mossa di potere che potrebbe definire i prossimi cinque anni del calcio italiano», ha osservato un analista della Serie A.

Basato su report da Tuttosport.com - Calcio.