La Juventus ha visto svanire le sue speranze di Champions League in una serata surreale allo Stadio Olimpico Grande Torino, dove un pareggio 2-2 nel Derby della Mole—combinato con le vittorie di Roma e Como—le ha condannate alla prossima Europa League. La partita, segnata da violenti scontri fuori dallo stadio, è iniziata con oltre un'ora di ritardo e si è svolta in un'atmosfera tesa, con il settore ospiti lasciato vuoto dopo che i tifosi sono stati evacuati per motivi di sicurezza. La doppietta di Dusan Vlahovic nel primo tempo, forse i suoi ultimi gol in bianconero, sembrava aver messo la Juve sulla strada per un piazzamento tra le prime quattro, ma una combattiva rimonta del Torino e i risultati altrove hanno trasformato la serata in un'amara delusione.
La partita è finalmente iniziata alle 21:45 ora locale dopo scene caotiche che hanno lasciato un tifoso della Juventus di 36 anni in condizioni critiche con un grave trauma cranico, apparentemente causato da una bottiglia di vetro lanciata durante i disordini pre-partita. La vittima è stata portata d'urgenza in ospedale e sottoposta a neurochirurgia d'emergenza, rimanendo in terapia intensiva sotto stretta osservazione. Tale violenza ha oscurato la posta in gioco sportiva di una partita già considerata ad alto rischio, costringendo le autorità a ritardare l'inizio e infine a permettere solo i tifosi del Torino in alcune parti dello stadio una volta ristabilito l'ordine.
Quando il calcio è finalmente iniziato, è stata la Juventus a prendere il controllo. Vlahovic ha aperto le marcature al 24', raccogliendo un passaggio di Khéphren Thuram, girandosi rapidamente e calciando di destro oltre Tommaso Paleari. L'attaccante serbo ha raddoppiato nove minuti dopo l'inizio della ripresa, convertendo con freddezza un pallone basso di Francisco Conceição dopo un rapido contropiede, la sua compostezza sotto porta che smentiva il caos che aveva preceduto la partita.
Tuttavia, il Torino si è rifiutato di arrendersi. Cesare Casadei ha accorciato le distanze all'ora di gioco, saltando per colpire di testa un invitante corner di Raúl Obrador e dando nuova fiducia ai padroni di casa. La pressione è aumentata e a sei minuti dalla fine, Che Adams ha pareggiato, reagendo più rapidamente a una palla vagante dopo che un corner aveva creato panico nell'area della Juve. Una deviazione di Emil Holm ha spiazzato Mattia Perin, sigillando un pareggio 2-2 che sembrava più una sconfitta per gli ospiti.
Contemporaneamente, il panorama delle qualificazioni europee italiane è cambiato in modo decisivo. Una vittoria della Juventus l'avrebbe portata a superare il Milan e a strappare un posto in Champions League, ma la sorprendente sconfitta casalinga dei rossoneri per 1-0 contro il Cagliari ha aperto la porta. Tuttavia sono state Roma e Como ad approfittarne, con i giallorossi che hanno battuto il Verona 1-0 grazie a un gol di Donyell Malen e il Como che ha strapazzato il Cremonese 4-0. Questi risultati hanno fatto sì che la Juve, nonostante la rimonta, abbia concluso la stagione fuori dalle prime quattro, raggiunta dal Milan in Europa League.
La dirigenza del club ha mantenuto un atteggiamento composto nel dopo partita. Il direttore sportivo Fabio Comolli ha insistito con Sky: "Perdere la Champions League non cambia il nostro progetto a lungo termine. Vogliamo costruire una squadra forte con Luciano Spalletti." L'allenatore stesso, parlando prima della partita, aveva chiesto una reazione degna dell'importanza del derby, ma il crollo della sua squadra nel secondo tempo e le fragilità difensive che hanno caratterizzato la loro stagione li hanno lasciati esposti.
Per Vlahovic, la doppietta potrebbe avere un significato particolare. Con il contratto in scadenza nel 2026 e nessun rinnovo concordato, il futuro del 26enne a Torino è incerto, e questi potrebbero essere i suoi ultimi gol con il club. L'attaccante, che spesso ha diviso l'opinione pubblica, ha mostrato il suo istinto da finalizzatore ma non è riuscito a trascinare la squadra oltre il traguardo, lasciando il campo insieme ad Andrea Cambiaso mentre il fischio finale confermava una stagione di ambizioni non realizzate.
Il veleno del derby fuori dal campo dominerà i titoli dei prossimi giorni. La decisione di procedere con la partita, anche dopo la violenza, ha attirato critiche, e le condizioni del tifoso ferito rimangono una grave preoccupazione. La sua ombra sullo sport, specialmente in una partita storica come il Derby della Mole, non può essere ignorata.
Tatticamente, l'allenatore del Torino Roberto D'Aversa ha elogiato la resilienza della sua squadra, dichiarando: "Queste sono le emozioni che il calcio ti dà. Oggi abbiamo avuto la possibilità di giocare con un dodicesimo uomo, il nostro pubblico, e spero di avergli dato qualche soddisfazione." Il suo omologo Spalletti dovrà ora rispondere alle domande sull'incapacità della Juve di mantenere il vantaggio nei momenti cruciali—uno schema che è costato caro in questa stagione.
Per i Bianconeri, l'attenzione ora si sposta sull'Europa League e su un'estate di riflessione. Perdere la massima competizione europea rappresenta un duro colpo finanziario e complica i piani di trasferimento, anche se le parole di Comolli suggeriscono che una ricostruzione paziente sotto Spalletti rimane la priorità. Il club deve anche affrontare il crescente malcontento tra una tifoseria che ha assistito a una stagione senza trofei e a crescenti tensioni intorno alla squadra.
Il pareggio ha racchiuso una stagione di "se": lampi di qualità rovinati da incoerenza e errori difensivi. Mentre la squadra ha sentito il fischio finale, il contrasto con la gioia a Roma e Como era netto—un promemoria che nei margini crudeli della Serie A, un solo punto può ridefinire un intero anno.
Basato su resoconti di Tuttosport.