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Koné e Rabiot: 4 club lottano per 2 posti in UCL oggi

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Manu Koné (dubbio infortunio) e Adrien Rabiot guidano Roma e AC Milan nella corsa alla Champions League dell'ultimo giorno contro Juventus e Como; entrambi

L'ultimo giorno della stagione di Serie A porta un epilogo avvincente alla corsa alla qualificazione in Champions League, con quattro club che lottano per i due posti rimanenti. Tra quelli che hanno più da perdere ci sono i centrocampisti francesi Manu Koné della AS Roma e Adrien Rabiot dell'AC Milan, entrambi presenti nella lista dei 26 giocatori di Didier Deschamps per la Coppa del Mondo. Assicurarsi un piazzamento tra le prime quattro non solo soddisferebbe gli obiettivi minimi dei loro club, ma consentirebbe loro anche di unirsi ai Bleus con la sensazione di aver compiuto la missione.

Il Napoli ha già prenotato il suo biglietto per la Champions League, lasciando Roma, Milan, Juventus e la sorpresa Como a lottare per gli ultimi due posti. Con tutte le sette partite dell'ultimo giorno che iniziano contemporaneamente alle 20:45 ora locale, le combinazioni sono tese. La Roma, attualmente in testa alla corsa, si reca a Verona dall'Hellas già retrocesso sapendo che una vittoria garantisce la qualificazione. Il Milan, che ospita un Cagliari già salvo, controlla anche il proprio destino ma deve vincere per essere sicuro. La Juventus affronta un feroce Derby della Mole contro il Torino, mentre il Como visita il Cremonese minacciato di retrocessione, assicurando che nessun contendente abbia una strada facile.

Per la Roma, l'equazione è semplice ma complicata dalla condizione di Koné. Il 24enne è stato afflitto da problemi muscolari dall'inizio del 2026, saltando la vittoria nel derby dello scorso weekend contro la Lazio dopo che le scansioni all'inizio della settimana hanno rivelato un infortunio da sovraccarico. Ha totalizzato solo 516 minuti di azione da fine gennaio, con due problemi separati alla coscia destra che hanno interrotto il ritmo di quella che era stata una prima metà di stagione superba. L'allenatore Gian Piero Gasperini, pur elogiando il centrocampista, ha ammesso l'incertezza sulla sua disponibilità: «Koné è un ottimo giocatore e mi piacerebbe che restasse alla Roma, ma nel calcio moderno non ci sono giocatori veramente intoccabili.» La stampa italiana ha ripetutamente accostato Koné a una partenza estiva, con il club che avrebbe bisogno di bilanciare i conti per rispettare le norme del Fair Play Finanziario UEFA. Un introito dalla Champions League allevierebbe queste pressioni, ma la presenza—o l'assenza—di Koné potrebbe rivelarsi decisiva.

La dipendenza del Milan da Rabiot è aumentata nelle ultime settimane dopo una frattura dell'osso zigomatico sinistro subita dal veterano playmaker Luka Modric. Con il croato ai box, Rabiot ha assunto il ruolo di perno del centrocampo, fornendo prestazioni costantemente diligenti anche se i suoi contributi diretti ai gol si sono esauriti—un solo gol e nessun assist negli ultimi due mesi. Per il 30enne, un ritorno alla competizione d'élite europea ha un profondo significato personale: non ha giocato in Champions League per tre stagioni. Una vittoria contro il Cagliari porrebbe fine a questa siccità e riaffermerebbe il suo status in vista della Coppa del Mondo, dove dovrebbe giocare un ruolo chiave per la Francia.

Al di là degli impegni di club, la Coppa del Mondo si profila all'orizzonte per entrambi i giocatori. Deschamps e il suo staff stanno monitorando da vicino il dramma in Serie A, con Koné e Rabiot due dei soli cinque centrocampisti specialisti nella rosa francese. Il beneficio psicologico di arrivare a Clairefontaine con un importante obiettivo di club raggiunto non può essere sopravvalutato, specialmente per Koné, che assaggerebbe il calcio di Champions League per la prima volta in carriera. I loro connazionali in Italia, Mike Maignan e Marcus Thuram, hanno già concluso campagne di successo—il portiere del Milan e l'attaccante dell'Inter hanno completato un double nazionale—e si recheranno alla Coppa del Mondo spinti dai trofei.

La posta in gioco va oltre le ambizioni individuali. Per la Roma, perdere la Champions League non solo danneggerebbe il prestigio ma intensificherebbe anche il controllo del fair play finanziario che già getta dubbi sul futuro di Koné. Una vendita redditizia potrebbe diventare inevitabile senza le entrate del massimo tavolo europeo. I commenti pubblici di Gasperini sulla desiderabilità di Koné e le speculazioni di trasferimento sottolineano il delicato atto di equilibrio che il club deve affrontare. Al contrario, un piazzamento tra le prime quattro potrebbe garantire le risorse e la stabilità necessarie per mantenere il loro centrocampista stellare.

Il Milan, nel frattempo, cerca di ripristinare le proprie credenziali in Champions League dopo un periodo di incostanza. La leadership di Rabiot è stata fondamentale per stabilizzare la nave, e un ritorno alla competizione validerebbe il progetto del club sotto la sua attuale gestione. L'ultimo giorno contro il Cagliari, una squadra senza nulla da perdere dopo aver ottenuto la salvezza, presenta sia opportunità che rischio—l'autocompiacimento potrebbe rivelarsi fatale in un ambiente ad alta pressione.

Con l'avvicinarsi del calcio d'inizio, la finale della Serie A promette colpi di scena e emozioni crude. La corsa contro il tempo di Koné per dimostrare la sua forma fisica rispecchia la corsa della Roma verso il traguardo, mentre Rabiot porta sulle spalle le speranze del Milan. I loro percorsi paralleli racchiudono la narrazione della stagione: un mix di resilienza, battute d'arresto per infortuni e la ricerca incessante di gloria su più fronti. Per il calcio francese, l'esito in Italia potrebbe plasmare l'umore e lo slancio verso una campagna di Coppa del Mondo piena delle proprie aspirazioni.

Basato su notizie di L'Équipe.