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L'ultima partita di Vlahovic? Il rinnovo della Juventus

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Dusan Vlahovic potrebbe giocare la sua ultima partita per la Juventus oggi contro la Fiorentina, con un rinnovo da 6 milioni di euro netti l'anno bloccato

Mentre la Juventus si prepara ad affrontare la Fiorentina all'Allianz Stadium oggi, la narrazione su Dusan Vlahovic trascende una semplice partita di Serie A. L'attaccante serbo, il cui contratto scade a fine stagione, potrebbe fare la sua ultima apparizione casalinga in bianconero. Sebbene siano stati fatti progressi nei colloqui per il rinnovo — un accordo di massima di 6 milioni di euro netti a stagione per due anni — l'affare rimane bloccato a causa delle commissioni eccessive richieste dal suo numeroso entourage. Con Bayern Monaco, Newcastle United e AC Milan che monitorano da vicino la situazione, il futuro del 26enne è in bilico, e questo scontro di mezzogiorno potrebbe essere decisivo.

L'importanza di Vlahovic per la Juventus di Luciano Spalletti non può essere sopravvalutata. L'allenatore ha ripetutamente sottolineato il suo valore, dichiarando recentemente: "È uno con il giusto ringhio" e "non si può giocare senza qualcuno come lui". In una campagna segnata da un grave infortunio al retto femorale che lo ha limitato a soli 8 gol in campionato — il suo bottino professionistico più basso — Vlahovic ha comunque fornito quando contava di più. I suoi gol cruciali contro Verona e Lecce nelle ultime due uscite hanno tenuto vivi i sogni di Champions League della Juve, posizionandoli sull'orlo di un piazzamento tra le prime quattro. Spalletti lo vede più di un semplice attaccante di riferimento; è il perno tattico per la ricostruzione della prossima stagione.

L'avversario di oggi, la Fiorentina, aggiunge uno strato di complessità emotiva. Dal suo controverso trasferimento da 80 milioni di euro nel gennaio 2022, Vlahovic non è riuscito a segnare contro la sua ex squadra, i cui tifosi non gli hanno mai perdonato la partenza. Un gol oggi sarebbe non solo una dichiarazione professionale ma anche una catarsi personale. Più criticamente, potrebbe sigillare la qualificazione in Champions League di cui sia il club che il giocatore hanno disperatamente bisogno. Per Vlahovic, il calcio europeo è una leva contrattuale: restare alla Juve diventa più attraente — e finanziariamente sostenibile — se il club può offrire competizione d'élite. Al contrario, fallire potrebbe accelerare la sua partenza, con le parti interessate pronte a offrire un lucroso trasferimento a parametro zero.

Le poste in gioco finanziarie sono enormi. Permettere a un asset da 80 milioni di euro di andarsene a zero sarebbe una pillola amara per un club che sta ancora navigando le conseguenze della passata cattiva gestione fiscale. Il salario proposto di 6 milioni di euro netti colloca Vlahovic tra i più pagati in Serie A, ma il punto di attrito rimangono le commissioni aggiuntive. I suoi rappresentanti, sentendo la leva del contratto in scadenza, hanno gonfiato le loro richieste, supportati da un vago interesse dall'estero. Questa classica strategia di "scadenza di contratto" — lasciare che un contratto giunga alla scadenza — è diventata un gioco di potere familiare nel calcio moderno, e la Juventus è riluttante a creare un costoso precedente.

L'ammirazione di lunga data del Bayern Monaco non è un segreto, mentre il Newcastle United di Premier League potrebbe offrire una nuova sfida e stipendi significativi. Anche l'AC Milan si aggira, anche se un cambio in Italia potrebbe essere impopolare. Per Vlahovic, la decisione riguarda tanto l'ambizione quanto l'economia. A 26 anni, i suoi anni migliori sono davanti a sé, e il prossimo contratto definirà il picco della sua carriera. Rimanere a Torino sotto il progetto di Spalletti offre continuità e un ruolo centrale; andarsene significa un nuovo inizio ma anche incertezza.

Il contesto più ampio alla Juventus amplifica il dramma. Il club si prepara a un'importante revisione della rosa quest'estate, con diverse partenze di alto profilo già confermate. Jonathan David, Loïs Openda, Federico Gatti, Filip Kostić, Edon Zhegrova, Teun Koopmeiners, Fabio Miretti e Michele Di Gregorio dovrebbero tutti andarsene, liberando il campo per un nuovo ciclo. In questo cambiamento sismico, Vlahovic è una delle poche ancore che potrebbe fare da ponte tra il vecchio e il nuovo — se rimane. La sua partenza costringerebbe Spalletti a ripensare l'intero assetto offensivo, probabilmente richiedendo due nuovi attaccanti.

Questa partita, quindi, è più di tre punti. È un referendum sull'eredità di Vlahovic al club. Nonostante 116 gol in 4,5 stagioni e una medaglia da vincitore della Coppa Italia, il suo mandato è stato segnato da incostanza e potenziale non realizzato. I critici sottolineano la sua forma altalenante e il limitato gioco di raccordo; i sostenitori mettono in evidenza i suoi istinti da bomber e i momenti delle grandi partite. Oggi ha la possibilità di scrivere la sua fine — o di scrivere un nuovo inizio.

Il premio della Champions League è immenso. La Juventus siede attualmente sul filo del rasoio della qualificazione, e una vittoria contro la Fiorentina garantirebbe quasi il loro ritorno al tavolo d'élite europeo. L'iniezione finanziaria di oltre 50 milioni di euro allevierebbe il peso del rinnovo di Vlahovic e del mercato più ampio. Senza di essa, il club affronta un altro anno di austerità, rendendo la partenza del serbo quasi certa. Le poste in gioco non potrebbero essere più alte per entrambe le parti.

Mentre i tifosi affluiscono all'Allianz Stadium, molti si chiederanno se questo è un addio. La vista di Vlahovic che guida l'attacco, forse per l'ultima volta, evocherà emozioni contrastanti. Porta le speranze di una base di tifosi che anela alla stabilità e di un consiglio che cerca responsabilità fiscale. La sua prestazione oggi non influenzerà solo il risultato ma anche le dinamiche di negoziazione nelle prossime settimane. Mancano ancora due partite alla fine della stagione, ma questa sembra terminale.

Basato su resoconti di Tuttosport.