La saga della stagione di Dusan Vlahovic alla Juventus è stata un ottovolante di esclusioni tecniche, dolorosi stop per infortuni e un drammatico ritorno in forma. Dopo un periodo complesso e difficile di recupero da un infortunio agli adduttori, seguito da un nuovo problema al polpaccio, il percorso dell'attaccante serbo è stato tutt'altro che lineare. Il suo recente gol su punizione contro il Verona è stato un fondamentale 'cacciatore di guai', offrendo un assaggio del giocatore decisivo di cui la Juventus ha disperatamente bisogno per assicurarsi un posto in Champions League.
L'allenatore Luciano Spalletti ha monitorato meticolosamente le condizioni di Vlahovic, effettuando controlli quotidiani dopo ogni seduta di allenamento. L'attaccante ha lavorato con il gruppo e lo staff tecnico ha implementato un programma di allenamento personalizzato progettato per proteggere la sua forma fisica massimizzando al contempo la sua efficacia sotto porta. Questo regime minimizza deliberatamente le accelerazioni improvvise e i cambi di direzione, concentrandosi invece su forza, progressione del pallone e tecnica di tiro.
Il vincolo principale è l'attuale condizione di forma di Vlahovic, stimata intorno ai 60 minuti. Il piano tattico di Spalletti per la prossima partita contro il Lecce è costruito attorno a questo limite. Piuttosto che chiedere all'attaccante di spendere energie abbassandosi per creare spazi, l'istruzione è chiara: Vlahovic deve conservare la sua resistenza e posizionarsi nell'area di rigore avversaria, aspettando i rifornimenti. Questo approccio è stato accennato durante il secondo tempo della partita contro il Verona, dove Spalletti è stato sentito esortare ad alta voce il suo attaccante ad attaccare la profondità con più persistenza.
La decisione finale su se Vlahovic sarà titolare contro il Lecce – potenzialmente la sua prima titolarità in 162 giorni – dipende dall'ultima seduta di allenamento. Tuttavia, le risposte verbali e tecniche del giocatore hanno dato a Spalletti motivi di ottimismo. Nella competizione interna con Jonathan David, Vlahovic attualmente detiene un leggero vantaggio per il ruolo di titolare.
Oltre alla decisione su Vlahovic, il resto della formazione della Juventus per la trasferta di Lecce sembra in gran parte definito. Michele Di Gregorio dovrebbe mantenere il suo posto in porta nonostante un recente errore di valutazione all'Allianz Stadium. Il terzetto difensivo previsto è composto da Pierre Kalulu, Gleison Bremer e Lloyd Kelly, con Andrea Cambiaso e Weston McKennie come esterni a tutta fascia.
A centrocampo, si prevede che la coppia Manuel Locatelli e Khephren Thuram continui, con Thuram che ha superato il fastidio al ginocchio che lo ha afflitto nelle ultime settimane. Tuttavia, la condizione del centrocampista francese non è priva di rischi; in caso di ricaduta, Emil Holm è pronto a subentrare. In quello scenario, McKennie verrebbe probabilmente spostato in mediana centrale al fianco di Locatelli.
I posti di centrocampo offensivo dietro l'attaccante dovrebbero essere occupati da Kenan Yildiz e Francisco Conceição, fornendo creatività e supporto. Questa configurazione sottolinea l'intenzione di Spalletti di costruire una squadra equilibrata in grado di controllare il possesso palla fornendo al contempo un punto di riferimento in Vlahovic, la cui presenza in area potrebbe essere decisiva nelle partite equilibrate.
Per la Juventus, la posta in gioco nelle rimanenti gare di Serie A è monumentale. Assicurarsi un posto tra le prime quattro e la qualificazione in Champions League è l'obiettivo primario, e la prestazione della squadra in queste partite conclusive definirà la loro stagione. La capacità di Vlahovic di contribuire, anche in modo gestito, potrebbe fare la differenza. Il suo senso di debito verso il club, i tifosi e l'allenatore aggiunge un ulteriore strato di motivazione personale ai suoi sforzi in campo.
La partita contro il Lecce rappresenta un momento critico. Un risultato positivo rafforzerebbe le ambizioni europee della Juventus, mentre un passo falso potrebbe rivelarsi costoso in una corsa serrata. La gestione attenta della condizione del suo attaccante di punta da parte di Spalletti è una scommessa calcolata, mirata a estrarre il massimo impatto da minuti limitati. L'intero progetto della Juventus per il finale di stagione, incluso l'ultimo derby contro il Torino, potrebbe dipendere dal successo di questo piano delicato.
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