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La doppietta di Mancini affonda la Lazio, la Roma risorge

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La doppietta di Mancini ha battuto la Lazio 2-0 nel derby di Roma, portando la Roma al quarto posto in Serie A dopo una farsa di programmazione, a una vittoria

Gianluca Mancini ha regalato una memorabile vittoria nel derby alla Roma, segnando due volte per affondare la Lazio 2-0 e catapultare i giallorossi nelle prime quattro posizioni della Serie A. La vittoria, nell'ultimo fine settimana, significa che un altro successo – in trasferta contro il Verona già retrocesso – garantirà alla Roma la prima qualificazione in Champions League in sette anni. Per un club che sembrava in piena confusione solo un mese fa, rappresenta una svolta notevole.

Eppure questo derby di Roma sarà ricordato non solo per il calcio, ma per il caos amministrativo che ha quasi messo in ombra la partita. Originariamente previsto per un calcio d'inizio domenicale a mezzogiorno, la partita è entrata in conflitto con le finali dell'Italian Open di tennis, disputate a pochi passi all'interno del complesso del Foro Italico. Le autorità locali, temendo rischi per la sicurezza pubblica, hanno spostato la partita a lunedì sera, innescando una reazione a catena: il regolamento della Serie A richiede calci d'inizio simultanei per le squadre che inseguono gli stessi obiettivi negli ultimi turni, costringendo Napoli, Juventus, Milan e Como a riprogrammare. A seguire una sfida legale della Lega Serie A, e solo giovedì è stato raggiunto un compromesso – tutte le partite spostate a domenica a mezzogiorno, mezz'ora prima dell'orario originale del derby.

L'allenatore della Lazio, Maurizio Sarri, è stato uno dei critici più accesi dell'incertezza. Dopo che la sua squadra ha perso la finale di Coppa Italia contro l'Inter, ha minacciato il boicottaggio se il derby fosse tornato alla domenica a mezzogiorno, definendo la fascia oraria delle 12:30 un insulto per i club che lottano per 80 milioni di euro di ricavi dalla Champions League. Alla fine, Sarri ha preso posto in panchina, ma gli Ultras della Lazio no – organizzando un boicottaggio per protestare contro la presidenza di Claudio Lotito. Il risultato è stata un'atmosfera unilaterale all'interno dello Stadio Olimpico, con i tifosi della Roma che hanno trasformato l'occasione in una cacofonia di sostegno.

La partita in sé è stata prevedibilmente tesa, con grande impegno ma poca fluidità. La Lazio pensava di aver preso il vantaggio nel primo tempo con Boulaye Dia, solo per la bandierina del fuorigioco a interrompere i festeggiamenti. Invece, è stato il difensore centrale idolo della Roma a rompere l'equilibrio. Poco prima dell'intervallo, Mancini si è alzato per colpire di testa il calcio d'angolo di Niccolò Pisilli, poi ha sprintato per tutta la lunghezza del campo per festeggiare con la Curva Sud – una scena che racchiude il suo legame con i tifosi dal suo arrivo dall'Atalanta nel 2019.

Il suo secondo, un'altra testata imponente su calcio d'angolo, è arrivato al 66° minuto e ha praticamente chiuso la partita. Mancini ha poi ammesso di essere quasi sbalordito: «Non riuscivo nemmeno a credere di aver segnato di nuovo. Non sapevo come festeggiare». La doppietta significa che ora ha l'abitudine di segnare in questa partita, avendo già segnato il gol della vittoria in un derby due anni prima. A 30 anni, e con 20 presenze in Italia, non ha ancora giocato nella competizione d'élite europea – cosa che potrebbe finalmente cambiare la prossima stagione.

Il caotico contesto fuori dal campo rende la rimonta della Roma ancora più sorprendente. Una primavera di guerra nei consigli di amministrazione ha visto una lotta di potere tra l'allenatore Gian Piero Gasperini e la leggenda del club Claudio Ranieri, che fungeva da consulente senior per i proprietari. La partenza di Ranieri a fine aprile si pensava significasse un altro anno di delusione, ma invece ha galvanizzato la squadra. La Roma ha infilato quattro vittorie consecutive – contro Bologna, Fiorentina, Parma e ora la Lazio – la sua striscia di vittorie più lunga in Serie A della stagione.

Mentre i fischi finali risuonavano sugli stadi, le ripercussioni andavano oltre l'orgoglio. La Juventus ha perso 2-0 in casa contro la Fiorentina, il Milan ha ottenuto solo una vittoria di misura, e il Napoli ha tenuto il passo con una vittoria. Il balzo della Roma al quarto posto, grazie al trionfo nel derby, mette il suo destino in Champions League nelle proprie mani. Lo Stadio Olimpico, bagnato dal sole, sembrava un carnevale mentre Gasperini e i suoi giocatori si trattenevano per assaporare un risultato che sembrava impossibile solo poche settimane prima.

La saga della programmazione, sebbene risolta, ha esposto profonde lacune organizzative nel calcio italiano. Come ha potuto un conflitto tra due dei più grandi eventi sportivi del paese rimanere irrisolto fino alla settimana della partita? La risposta punta a un'inerzia più ampia che spesso interrompe il calendario della Serie A e frustra tifosi, giocatori e allenatori. Per la Roma, tuttavia, l'attenzione ora si sposta completamente sul Verona e la possibilità di porre fine a un lungo esilio europeo.

Le imprese di Mancini saranno ricordate come il catalizzatore, ma il derby ha anche evidenziato il cambio psicologico orchestrato da Gasperini. Con lo spogliatoio unito e la fiducia dalla loro parte, la Roma è a 90 minuti da un premio che rimodellerebbe il loro futuro finanziario e competitivo. L'incubo della programmazione potrebbe diventare una nota a piè di pagina, ma il dramma del derby – e le sue conseguenze – rimarrà a lungo nell'estate. Basato su un reportage del Guardian.