La stagione 2025/26 di Serie A si è chiusa con la solita frustrazione per la Juventus, che ha visto le sue ambizioni di Champions League definitivamente cancellate dopo un pareggio 2-2 nel derby a Torino. Il pareggio ha lasciato i bianconeri al sesto posto con 69 punti, mentre un Torino rinato ha concluso al dodicesimo con 45. Giocata sotto la nuvola di un ritardo di un'ora causato da disordini tra il pubblico, la partita è sembrata uno strano epilogo di una stagione di rendimento insufficiente.
Dal primo fischio, Dusan Vlahovic è stato al centro dell'attenzione con quella che molti hanno ipotizzato essere la sua esibizione d'addio in maglia juventina. L'attaccante serbo ha punito la difesa esitante di Ardian Ismajli, che ha vissuto un ritorno da incubo dopo l'infortunio, per portare in vantaggio gli ospiti. Ha poi raddoppiato dopo il lavoro incisivo di Francisco Conceição sulla fascia, mostrando quel tipo di finalizzazione clinica che lo ha mantenuto tra gli attaccanti più chiacchierati d'Europa.
Il Torino, tuttavia, ha rifiutato di arrendersi. Cesare Casadei, il centrocampista in prestito dal Chelsea, ha acceso la rimonta perdendo il suo marcatore su calcio d'angolo e colpendo di testa oltre Mattia Perin. Quel gol - il sesto in campionato - ha galvanizzato la squadra di Paolo D'Aversa, e dopo un periodo di pressione sostenuta, Che Adams ha infilato un'altra palla da palla inattiva scatenando festeggiamenti selvaggi. L'intervento dell'attaccante scozzese ha assicurato un punto che sembrava più una vittoria visto il contesto.
Gli errori difensivi hanno continuato a perseguitare la Juventus. Andrea Cambiaso è stato particolarmente colpevole, permettendo a Casadei di sfuggirgli per il primo gol - una svista che ha provocato sospiri udibili dall'allenatore della nazionale Spalletti sugli spalti. La prestazione complessiva del terzino sinistro è stata valutata un misero cinque su dieci, una condanna della sua forma di fine stagione. Federico Gatti, al contrario, è stato il difensore più affidabile della Juventus, ma i suoi sforzi sono stati minati da errori collettivi.
A centrocampo, i bianconeri hanno faticato a mantenere il controllo dopo l'intervallo. Una sostituzione pensata per rafforzare il possesso si è ritorta contro quando il giocatore entrato - incaricato di tenere la palla - ha perso ripetutamente il possesso, emblematico delle opzioni ridotte a disposizione di Spalletti. Manuel Locatelli, prima della sua uscita, era stato un'influenza stabilizzatrice, e la sua uscita ha coinciso con la crescente supremazia del Torino.
Per il Torino, la rinascita è stata costruita su momenti di qualità del veterano Nikola Vlasic. Di ritorno dalla squalifica, il creativo croato è uscito dal gioco per lunghi periodi ma si è riacceso quando contava di più, fornendo due palloni pericolosi in area. La sua calma sotto pressione ha aggiunto un livello di controllo che ha permesso ai padroni di casa di credere che un pareggio fosse sempre possibile.
Il pareggio ha racchiuso le stagioni di entrambi i club. La Juventus, sotto Luciano Spalletti, ha ora mancato la Champions League per il secondo anno consecutivo - un colpo finanziario e sportivo che accelererà un'estate di decisioni difficili. Il futuro di Vlahovic, accostato a un trasferimento all'estero, si profila all'orizzonte, mentre Spalletti deve affrontare una squadra che troppo spesso è crollata nei momenti chiave. Il Torino, invece, può essere orgoglioso di un finale vivace, concludendo la stagione da imbattuto nelle ultime tre partite casalinghe.
Le valutazioni dei giocatori hanno riflettuto la narrazione caotica: Vlahovic è stato incontrastato la star, Conceição ha ottenuto un 6,5 per la sua corsa incessante, mentre il 5 di Cambiaso e il duello fallito di Ismajli con Vlahovic hanno evidenziato i fallimenti difensivi. Locatelli e Vlasic hanno ricevuto elogi per la loro compostezza, e Perin ha effettuato un paio di parate decisive per evitare una sconfitta ancora più dolorosa.
Mentre il dramma del Derby della Mole si svolgeva sotto i riflettori e un'atmosfera strana, è servito da promemoria che nel calcio nulla è certo. Il punteggio di 2-2 potrebbe non aver soddisfatto nessuna delle due parti, ma ha prodotto una notte ricca di sottotrame - dal possibile canto del cigno di Vlahovic all'odissea di Cambiaso - che verranno analizzate per settimane. Alla fine, per la Juventus, il risultato è stato uno specchio crudele di una stagione costellata di occasioni mancate. Basato su un report di Tuttosport.