La ricerca di un nuovo allenatore da parte del Milan ha preso una svolta decisiva, con Mauricio Pochettino che emerge come il candidato principale per sostituire Massimiliano Allegri. I rossoneri, reduci da una seconda stagione consecutiva senza qualificazione in Champions League, sono sotto pressione per stabilizzare un club in piena trasformazione. I comproprietari Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic hanno lavorato in tandem per identificare il profilo giusto, ma la loro lista si è rapidamente ridotta dopo una serie di rifiuti di alto profilo.
L'ultimo colpo è arrivato da Xavi Hernández. L'ex allenatore del Barcellona, attualmente senza lavoro, è stato oggetto di intense trattative con il Milan. Tuttavia, una conferenza telefonica tra le parti è finita male, con Xavi che ha chiarito che la sua priorità è allenare una nazionale dopo il Mondiale 2026. Ciò ha fatto seguito al precedente rifiuto di Andoni Iraola, che ha scelto di rimanere nel suo attuale progetto. Con due obiettivi primari fuori gioco, l'attenzione si è spostata nettamente su Pochettino.
Nel frattempo, la potenziale nomina di Ralf Rangnick è stata di fatto congelata da Ibrahimovic. La leggenda svedese, ora con una notevole influenza nel consiglio di amministrazione del Milan, non ha dimenticato l'acrimonia del 2020, quando Rangnick era già stato accostato al club. All'epoca, Ibrahimovic disse: "Chi è Rangnick? Non so chi sia Rangnick," un commento che ancora brucia. Fonti suggeriscono che Ibra considera lo stile autoritario di Rangnick e il suo dogma del gegenpressing inadatti all'attuale spogliatoio del Milan, e il suo veto ha di fatto chiuso la candidatura del tedesco.
Le dinamiche interne sono ulteriormente complicate dalla ristrutturazione in corso al Milan. Cardinale ha criticato apertamente il precedente approccio "one man show" sotto Paolo Maldini, indicando il desiderio di un modello di leadership più collaborativo. Rangnick, con la sua notoria brama di controllo totale, si inserisce in quello stesso stampo criticato. Invece, il club sta ora lavorando verso una soluzione in tandem: Pochettino come allenatore e Ramon Planes come direttore sportivo.
Planes, che ha recentemente lasciato il suo ruolo all'Al-Ittihad, è immediatamente disponibile e potrebbe iniziare subito ad affrontare i problemi della squadra. La sua partnership con Pochettino è vista come una svolta pragmatica. A differenza dei candidati rifiutati, Pochettino non è legato a una singola filosofia tattica; la sua adattabilità sarebbe un vantaggio in un mercato limitato dall'assenza del Milan dalla competizione europea d'élite per il secondo anno consecutivo. Avendo guidato Tottenham, Paris Saint-Germain e Chelsea, porta con sé una vasta esperienza di alto livello.
Pochettino si sta attualmente preparando a guidare gli Stati Uniti al Mondiale, ma il Milan ha avuto colloqui con lui prima che si unisse al ritiro pre-torneo della nazionale in Georgia. Questo lavoro preliminare suggerisce che il club è ansioso di finalizzare rapidamente un accordo, anche se un annuncio ufficiale dovrà attendere dopo il torneo. La capacità dell'argentino di connettersi con giocatori di alto profilo potrebbe anche aiutare a convincere le stelle della squadra - otto delle quali sono al Mondiale - a rimanere impegnate nonostante l'incertezza.
Una di queste stelle il cui futuro è in bilico è Luka Modric. Il centrocampista croato, nonostante l'età, rimane una figura chiave al Milan, ma il presidente del Real Madrid, Florentino Pérez, gli ha offerto un ruolo dirigenziale al Santiago Bernabéu. Mentre ci sono ancora tentativi di persuadere Modric a prolungare la sua permanenza a San Siro, la sua partenza complicherebbe ulteriormente i piani di ricostruzione del Milan. La situazione sottolinea il senso di limbo che pervade il club, con molti giocatori e tifosi in attesa di sapere chi sarà a capo la prossima stagione.
L'ansia dei tifosi è palpabile. Il ritorno del Milan ai vertici del calcio italiano sotto Pioli e poi il breve mandato di Allegri sembrano ormai lontani. Perdere la Champions League due volte di fila ha ripercussioni finanziarie e di reputazione, e la nuova dirigenza deve realizzare rapidamente un progetto coerente. L'arrivo di Pochettino, insieme a Planes, segnerebbe un nuovo inizio, ma la strada è ardua.
Il fattore Ibrahimovic non può essere sottovalutato. La sua opposizione a Rangnick ha ridisegnato l'intera ricerca. Alcuni addetti ai lavori sostengono che l'influenza di Ibra, sebbene potenzialmente utile data la sua comprensione del DNA del club, rischia anche di restringere il campo in modo troppo aggressivo. Tuttavia, con il sostegno di Cardinale, la voce dell'ex attaccante è decisiva. Il rifiuto di Xavi, sebbene presentato come reciproco, riflette anche una certa selettività che ha lasciato il Milan a corto di opzioni.
Per Pochettino, il posto al Milan rappresenta un'opportunità per ricostruire la sua reputazione dopo una parentesi mista al Chelsea. La sfida di riportare un club storico in Champions League, con una rosa che possiede ancora un talento considerevole, potrebbe essere perfetta. Il suo lavoro con i giovani e la sua calma si allineano con ciò di cui il Milan ha bisogno: una mano ferma in un periodo tempestoso. Come ha detto una fonte vicina al club: "Mauricio non è un fondamentalista: trova soluzioni," un netto contrasto con gli approcci inflessibili che sono stati rifiutati.
Con maggio che volge al termine, la dirigenza del Milan è pienamente consapevole che il tempo non è dalla loro parte. I preparativi per il precampionato, i piani di trasferimento e il morale della squadra dipendono tutti dalla nomina. Pochettino e Planes rappresentano la strada più concreta da seguire, ma nel caos rossonero nulla è certo finché i contratti non vengono firmati. Il Mondiale aggiunge un ulteriore livello di complessità, ma il Milan scommette di poter blindare il nuovo regime prima che il torneo sconvolga il mercato.
Basato su informazioni di Tuttosport.