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La vittoria del PSG ai rigori contro l'Arsenal mantiene il

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Il PSG batte l'Arsenal ai rigori dopo il pareggio 1-1 e vince la seconda Champions League consecutiva; l'errore di Gabriel è decisivo, Marquinhos e Neves si

In un'avvincente replica della finale dell'anno scorso, il Paris Saint-Germain ha ancora una volta avuto la meglio sull'Arsenal per conservare il titolo di Champions League. La partita, in uno stadio gremito, è terminata 1-1 dopo 120 minuti, ma i parigini hanno mantenuto i nervi saldi nella lotteria dei rigori vincendo 5-4, con il tiro troppo alto di Gabriel a fare la differenza. È stata una fine crudele per la squadra di Mikel Arteta, che aveva preso un vantaggio iniziale ma è stata infine sconfitta da una prestazione resiliente del PSG, dovuta in gran parte alla leadership difensiva di Marquinhos e all'energia instancabile di Joao Neves.

L'Arsenal non poteva desiderare un inizio migliore. Dopo sei minuti, una normale respinta di Marquinhos è stata deviata da un attaccante avversario ed è caduta favorevole per i Gunners, che non hanno avuto che da spingere la palla in rete. Il capitano brasiliano, così spesso un pilastro, è apparso visibilmente scosso, ma ciò che è seguito è stata una lezione di risolutezza difensiva. Ha effettuato un tackle cruciale all'ultimo momento su Havertz appena prima dell'intervallo e ha vinto innumerevoli duelli aerei, senza mai nascondersi neanche quando la partita si è protratta ai supplementari. Al suo fianco, Willian Pacho ha avuto momenti di incertezza, specialmente nel gestire i palloni lunghi, ma ha anche prodotto interventi vitali, bloccando un tiro diretto in porta di Gyökeres negli istanti finali.

Joao Neves, schierato a centrocampo, ha inizialmente faticato a imporsi. Il giovane portoghese ha perso palla con troppa facilità e mancava del suo solito brio. Tuttavia, con il passare dei minuti, ha trovato una marcia in più. Le sue avanzate inarrestabili e la crescente sicurezza hanno aiutato il PSG a riprendere il controllo, e al fischio finale aveva compiuto una notevole trasformazione fisica, guadagnandosi elogi per la sua ripresa nel secondo tempo. Anche Vitinha e Fabian Ruiz hanno trovato difficoltà a penetrare il basso blocco dell'Arsenal, e quest'ultimo ha sprecato un'occasione d'oro per vincere la partita nei tempi regolamentari.

Per lunghi tratti, sembrava che la disciplina difensiva dell'Arsenal li avrebbe portati alla vittoria. Ben White aveva bloccato Kvaratskhelia in modo impressionante, ma l'ala georgiana è cresciuta nella partita. Poco dopo l'ora di gioco, è sfrecciato oltre White ed è stato atterrato goffamente in area. L'arbitro ha indicato il dischetto. Ousmane Dembélé, detentore del Pallone d'Oro, si è presentato e ha freddamente spiazzato il portiere. È stato un raro momento di lucidità per il francese, che per il resto ha sbagliato tiri e calci piazzati, cedendo infine ai crampi nei minuti avanzati dei supplementari.

Kvaratskhelia è stato il più vicino a segnare il gol decisivo nei tempi regolamentari quando il suo tiro a giro ha colpito il palo. Anche l'Arsenal ha avuto i suoi momenti: i calci piazzati di Declan Rice hanno seminato il panico, e il sostituto Jurrien Timber ha scoccato un tiro di avvertimento nei supplementari. Ma nessuna delle due squadre è riuscita a trovare un secondo gol, e la finale è inevitabilmente scivolata verso i rigori.

La lotteria dei rigori è stata un ottovolante. Nuno Mendes, così impressionante per il PSG in questa stagione, ha visto il suo penalty parato da David Raya, ma Safonov – che per il resto era stato spettatore – non è riuscito ad aggiungersi a quella parata. Quando Gabriel, il quinto tiratore dell'Arsenal, ha calciato alto, i parigini hanno esultato selvaggiamente. È stata una fine straziante per il brasiliano, che era stato impeccabile per 120 minuti insieme a William Saliba, il difensore francese anch'esso rimasto saldo prima di cedere nel finale.

Il risultato sottolinea il divario che ancora esiste per i club inglesi al vertice del calcio europeo. L'Arsenal, nonostante una prestazione matura, è mancato di concretezza in attacco. Bukayo Saka è stato operoso ma ben contenuto, Leandro Trossard ha lavorato instancabilmente in difesa ma ha offerto poco in fase offensiva, e il giovane Myles Lewis-Skelly ha mostrato lampi di promessa ma ha faticato nella battaglia fisica. Persino Rice, normalmente così dominante, ha perso il possesso 15 volte e ha ricevuto un'ammonizione evitabile.

Per il PSG, questo secondo titolo consecutivo consolida il loro posto tra le grandi squadre dell'era moderna. Luis Enrique, che ha preso decisioni di formazione coraggiose escludendo Warren Zaïre-Emery e Bradley Barcola dall'undici titolare – una ripetizione del suo schieramento della finale 2025 – ha visto la sua fiducia premiata, anche se la sua squadra è mancata della solita intensità per lunghi tratti. Le sue sostituzioni tardive hanno quasi avuto l'effetto opposto quando Barcola ha fallito un'occasione facile al 97°, ma la fortuna ha sorriso allo spagnolo.

I parallelismi con la finale dell'anno scorso sono inevitabili. Ancora una volta, il PSG ha trovato un modo per vincere senza essere al massimo della sua fluidità. Ancora una volta, Marquinhos e Neves sono stati i battiti cardiaci, incarnando uno spirito collettivo che si è rifiutato di cedere. E ancora una volta, l'Arsenal è rimasto a chiedersi cosa sarebbe potuto essere. Per Arteta, il progetto continua, ma l'attesa per un primo trofeo di Champions League si allunga. Basato sui resoconti di L'Equipe.