In un verdetto significativo emesso da una corte d'assise brasiliana, Moacir Gonçalves Júnior, di 50 anni, è stato condannato a 52 anni di reclusione in regime carcerario chiuso. La condanna deriva dal triplice omicidio della sua ex compagna e dei suoi genitori, un crimine che ha scioccato lo stato del Mato Grosso nel settembre 2009.
La decisione del tribunale, emessa giovedì 7 maggio 2026, ha riconosciuto Gonçalves Júnior colpevole di omicidio qualificato. L'accusa ha dimostrato con successo che l'autore ha agito con motivi vili e ha utilizzato metodi che hanno ostacolato la capacità delle vittime di difendersi, portando alla severa sentenza.
Gli eventi tragici si sono svolti quando Gonçalves Júnior si è recato alla residenza di Alexandra de Paula Leandro, dalla quale si era separato circa un anno prima. Lì, ha aperto il fuoco, uccidendo Alexandra, sua madre Maria Aparecida de Paula Leandro e il suo patrigno, Levi Monteiro de Souza.
Dopo gli omicidi brutali, il condannato è riuscito a eludere le forze dell'ordine per un periodo notevole di circa 15 anni. La sua latitanza è terminata nel 2025 quando è stato arrestato nella vicina Bolivia e successivamente riportato per affrontare la giustizia in Brasile.
Il Consiglio della giuria ha pienamente accettato gli argomenti presentati dal Pubblico Ministero, confermando sia l'autorialità che la materialità dei crimini. Il riconoscimento delle circostanze qualificanti è stato cruciale per ottenere la lunga pena detentiva per il triplice omicidio.
Questo caso evidenzia la lunga portata della legge e la persistenza del sistema giudiziario brasiliano nell'inseguire i fuggitivi. La sentenza porta una misura di chiusura a un caso che si è protratto per oltre un decennio e mezzo, garantendo che l'autore trascorrerà una parte significativa della sua vita rimanente dietro le sbarre.
Basato su informazioni di g1.