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Parma 1-0 Sassuolo: Cuesta, Grosso pronti a parlare del

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La vittoria per 1-0 del Parma sul Sassuolo spinge sia Carlos Cuesta che Fabio Grosso ad annunciare imminenti colloqui sul loro futuro da allenatori, con

Il Parma ha chiuso la sua campagna di Serie A con una nota positiva, superando i rivali locali del Sassuolo per 1-0 allo Stadio Ennio Tardini grazie a una rete tardiva di Mateo Pellegrino. Il gol decisivo al 79° minuto ha deciso un derby molto combattuto che sembrava a lungo destinato al pareggio, regalando un'ultima ondata di gioia ai tifosi di casa nell'ultimo giorno di stagione. Il risultato ha portato i Ducali a 45 punti, mentre il Sassuolo, nonostante la sconfitta, ha chiuso un posto più in alto con 49 punti – un ritorno lodevole per una squadra neopromossa.

La partita stessa è stata un microcosmo delle campagne delle due squadre: combattuta, tatticamente disciplinata, ma priva di incisività fino al momento decisivo di Pellegrino. Per lunghi tratti, entrambe le squadre si sono annullate a vicenda, con il Sassuolo che ha goduto di fasi di possesso senza minacciare davvero, e il Parma pericoloso in contropiede. Le pause di raffreddamento, che insolitamente sono diventate sessioni tattiche pubbliche mentre Carlos Cuesta radunava i suoi giocatori per istruzioni, hanno evidenziato il ritmo a singhiozzo, ma alla fine la svolta è arrivata da una mischia su calcio piazzato che Pellegrino ha sfruttato.

Dopo il fischio finale, l'attenzione si è rapidamente spostata dal campo alle panchine, dove sia Cuesta che Fabio Grosso affrontano estati incerte. Cuesta, che ha preso il comando a metà stagione e ha allontanato il Parma dai problemi di retrocessione, era visibilmente emozionato mentre abbracciava i suoi giocatori e salutava i tifosi. Nella conferenza stampa post-partita, ha parlato della « gioia » che provava e del profondo legame che ha stretto con il pubblico del Tardini. « Volevo rappresentare il club nel miglior modo possibile », ha detto. « Amiamo vincere e daremo sempre il massimo. » Le parole dell'allenatore spagnolo portavano una silenziosa sfida, suggerendo che crede che il suo lavoro non sia ancora finito.

Il messaggio di Cuesta sul suo futuro è stato tanto trasparente quanto non impegnativo: ha confermato che è previsto presto un incontro con la dirigenza del Parma, ma ha rifiutato di dare una percentuale sulle sue possibilità di restare. « Sono sempre stato chiaro. Dobbiamo valutare la situazione insieme. Ci incontreremo e diremo tutto con onestà », ha dichiarato. Questo approccio contrasta con i soliti luoghi comuni degli allenatori e riflette un uomo che apprezza la comunicazione diretta. Sotto la sua guida, il Parma ha mostrato segni di promessa, e con una intera preparazione estiva, i margini di miglioramento a cui ha fatto riferimento potrebbero essere sostanziali. L'ambizione del club e la visione di Cuesta dovranno allinearsi perché la collaborazione continui.

Dall'altra parte, il tono di Fabio Grosso è stato di orgoglio e riflessione. Il terzino sinistro vincitore della Coppa del Mondo ha rafforzato la sua reputazione guidando il Sassuolo verso un comodo piazzamento a metà classifica nella loro prima stagione di ritorno in Serie A. « In 33 giornate abbiamo raccolto 49 punti, segno di un percorso incredibile », ha detto, anche se probabilmente si riferiva al grosso della campagna prima di alcuni cali nel finale. I Neroverdi hanno subito la loro 17ª sconfitta in campionato, un numero che sottolinea la costanza richiesta a questo livello, ma complessivamente la squadra di Grosso ha giocato un calcio attraente e offensivo e ha conquistato la salvezza con settimane di anticipo.

Grosso, che ha perso suo padre durante questo capitolo, gli ha dedicato gli ultimi due anni in un commovente omaggio: « Voglio dedicare questi due anni al mio papà, che ne ha vissuto solo una parte ma mi piace pensare che mi abbia accompagnato. » È stato un raro momento di vulnerabilità personale da parte di un allenatore che ha costruito una solida identità in campo. La sua squadra, decimata dagli infortuni di giocatori chiave nel finale di stagione, è comunque riuscita a produrre momenti di qualità. Il futuro di Grosso sarà deciso nei prossimi giorni dopo i colloqui con la dirigenza del Sassuolo, un processo che affronta « con grande serenità ».

I futuri paralleli di Cuesta e Grosso hanno implicazioni significative per entrambi i club. Per il Parma, la scelta tra sostenere un giovane allenatore appassionato che ha già stretto un legame con i tifosi e optare per un nome più esperto potrebbe definire la loro traiettoria. I Ducali hanno avuto alti e bassi nelle ultime stagioni, e la stabilità potrebbe essere la mossa più intelligente. L'insistenza di Cuesta su una valutazione collettiva suggerisce che vuole garanzie sul progetto sportivo, magari riguardanti trasferimenti o infrastrutture.

Il Sassuolo, invece, ha una storia di sostegno ai propri allenatori – il mandato di Roberto De Zerbi ha gettato le basi per uno stile moderno e progressista – e Grosso si adatta a quel modello. Trattenerlo offrirebbe continuità, ma c'è sempre il rischio che una stagione eccezionale attiri pretendenti più in alto nella gerarchia. Il valore di Grosso è aumentato, e se il Sassuolo non potrà soddisfare le sue ambizioni, una partenza potrebbe essere all'orizzonte. Il suo vice o un altro candidato interno potrebbe quindi subentrare.

Oltre il confine dell'Emilia-Romagna, il panorama degli allenatori in Serie A è volatile come sempre. Diverse squadre di alta classifica dovrebbero apportare cambiamenti, e la disponibilità di manager affermati come Cuesta e Grosso potrebbe innescare un effetto domino. Entrambi hanno dimostrato di saper sviluppare talenti e competere con risorse limitate – attributi che sono oro colato in un campionato sempre più definito dal pragmatismo finanziario.

Per i giocatori, l'incertezza aggiunge un ulteriore livello all'off-season. Al Parma, giocatori come Pellegrino, che ha inciso il suo nome nella storia di questo derby, attenderanno indicazioni sulla filosofia tattica. Al Sassuolo, un nucleo giovane che è fiorito sotto Grosso spererà nella stabilità. L'abbraccio tra Cuesta e i suoi giocatori al triplice fischio è stata un'immagine potente – quella di un'unità che lotta per il suo leader. Se questa unità sopravviverà all'estate, lo si saprà presto.

Basato su resoconti di Tuttosport.