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Pep Guardiola lascia il Man City: 17 trofei in 10 anni

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Pep Guardiola conferma una pausa da allenatore dopo un decennio al Manchester City, vincendo 17 trofei importanti. La sua eredità include l'intitolazione di

Pep Guardiola ha ufficialmente confermato la sua partenza dal Manchester City, annunciando che si allontanerà dall'allenamento per un periodo prolungato dopo un decennio di successi senza precedenti. Lo spagnolo 55enne ha rivelato la decisione in una conferenza stampa, citando il calo dei livelli di energia come motivo principale della sua pausa. Guardiola ha sottolineato che non prevede di tornare in panchina a breve, dicendo ai giornalisti che aveva bisogno di ricaricarsi e che non assumerebbe un altro ruolo nel prossimo futuro.

La sua uscita cala il sipario su un'era scintillante all'Etihad Stadium, dove Guardiola ha collezionato 17 trofei importanti, inclusi sei titoli di Premier League, quattro Carabao Cup e la prima storica Champions League del club nel 2023. La vittoria per 1-0 di sabato scorso contro il Chelsea nella finale di FA Cup è servita come finale appropriata, aggiungendo un altro trofeo a un armadietto già traboccante e segnando il suo 20° trofeo complessivo includendo i Community Shield.

Il mandato di Guardiola ha trasformato il City in una potenza nazionale e una forza europea. La stagione dei Centurions 2017‑18, con un record di 100 punti e 106 gol, ha dato il tono, mentre il triplete 2022‑23 — coronato dalla gloria europea a Istanbul — ha consolidato la sua eredità. Riflettendo sul suo periodo, Guardiola ha espresso profonda soddisfazione e orgoglio, definendola l'esperienza di una vita e sottolineando il supporto incrollabile della dirigenza del club e dei tifosi.

La decisione di allontanarsi non è stata presa alla leggera. Guardiola ha ammesso che il processo era stato graduale, derivante da un persistente esaurimento delle sue riserve energetiche nel corso delle recenti campagne. Ha spiegato che dopo 17 o 18 anni di gestione intensa, inclusa la sua breve pausa sabbatica a New York, le richieste costanti avevano avuto il loro pedaggio. Sentendo che il club aveva bisogno di una nuova leadership, ha concluso che era il momento giusto per passare le redini a un nuovo allenatore che potesse portare rinnovato vigore alla squadra.

Il City si è mosso rapidamente per onorare il suo allenatore di maggior successo. La tribuna nord ampliata dell'Etihad Stadium sarà rinominata Tribuna Pep Guardiola, inaugurata ufficialmente per l'ultima partita casalinga della stagione contro l'Aston Villa. Inoltre, una statua sarà eretta vicino alla tribuna per sancire per sempre i suoi contributi. Un Guardiola profondamente commosso ha detto di essere rimasto senza parole per il gesto, sottolineando che suo padre di 94 anni sarebbe stato presente per assistere alla dedica — un momento familiare toccante che ha aggiunto un profondo significato personale al tributo.

L'attenzione ora si sposta sul successore di Guardiola. L'ex allenatore del Chelsea Enzo Maresca è il favorito per subentrare, incaricato di sostenere la dinastia. L'acume tattico dell'italiano e la familiarità con il calcio d'élite lo rendono una scelta logica, anche se affronta il poco invidiabile compito di seguire una leggenda. La transizione segna un momento cruciale per il club mentre mirano a costruire su un decennio di dominio.

Il palmarès di Guardiola al City sembra una fantasia calcistica: sei Premiership, due FA Cup, quattro Carabao Cup, due Community Shield, una Champions League, una Supercoppa UEFA e una Coppa del Mondo per club FIFA. I suoi 17 trofei maggiori oscurano anche gli allenatori più decorati nella storia del calcio inglese. Il risultato ha attirato un messaggio vocale di congratulazioni da Sir Alex Ferguson, un gesto che Guardiola ha custodito, ricordando che l'iconica osservazione dell'ex manager del Manchester United sui "vicini rumorosi" aveva da tempo lasciato il posto al rispetto.

Sebbene Guardiola insista di non avere piani immediati per allenare, rimarrà collegato al City Football Group in veste di ambasciatore. Ha affermato il suo desiderio di rimanere coinvolto con l'organizzazione, chiarendo che non prenderebbe decisioni ma sarebbe disponibile a rappresentare il club se necessario. Questo ruolo gli permette di mantenere i legami mentre gode di un meritato riposo, riflettendo il suo profondo legame con l'istituzione.

Il mondo del calcio osserverà con attenzione la prossima mossa di Guardiola. Dopo il suo periodo al Barcellona (2008-2012), ha preso un anno sabbatico prima di unirsi al Bayern Monaco. La storia suggerisce che potrebbe eventualmente riemergere, ma per ora la sua attenzione è sul ricaricarsi, senza una tempistica definita per il ritorno. La sua insistenza su una vera pausa stabilisce un chiaro confine contro le speculazioni anticipate.

L'era di Guardiola al City sarà ricordata per la sua brillantezza estetica, l'innovazione tattica e la mentalità vincente. Mentre il club si prepara per una parata che celebra i successi di più squadre, i pensieri dell'allenatore in partenza si rivolgono a Barcellona, dove lo attende un nuovo capitolo lontano dalla panchina. Basato su un report del Guardian.