Il Derby della Mole ha in palio poste enormi questa domenica, con la Juventus che lotta per un posto in Champions League sotto Luciano Spalletti e il Torino desideroso di far deragliare le ambizioni dell’acerrimo rivale. Gli uomini di Roberto D’Aversa potrebbero essere fuori dalla corsa europea, ma la possibilità di infliggere un colpo potenzialmente fatale alla Juve nella corsa al quarto posto ha elettrizzato l’ambiente granata. In vista dello scontro all’Olimpico Grande Torino, infortuni e squalifiche costringono l’allenatore a un puzzle tattico che darà forma all’incontro.
I problemi difensivi sono in cima alle preoccupazioni di D’Aversa. Maripan è escluso per squalifica, mentre Marianucci è in dubbio per problemi fisici. La nota positiva è il miglioramento delle condizioni di Ardian Ismajli; il difensore centrale albanese è stato fuori dal 26 aprile per una lesione parziale del tendine del ginocchio, saltando le partite contro Udinese, Sassuolo e Cagliari. Lo staff medico è ottimista sul suo impiego, e il suo ritorno sarebbe decisivo. Una difesa a tre composta da Coco, Ebosse e Ismajli davanti al portiere Paleari è la configurazione più probabile se supererà un test di forma fisica, ripristinando una certa solidità contro l’attacco della Juve.
A centrocampo, Gineitis torna dalla squalifica e dovrebbe inserirsi nel motore insieme a uno tra Ilkhan, Casadei o Prati. Sulle fasce si dovrebbero vedere Pedersen a destra, scavalcando Lazaro, mentre Obrador parte a sinistra. Il peso creativo cadrà su Nikola Vlasic, che opererà nel buco dietro un attacco a due. Davanti, D’Aversa sembra favorire un approccio audace: Giovanni Simeone e Duván Zapata sono attualmente in vantaggio su Che Adams nelle gerarchie. La decisione di schierare due centravanti naturali sottolinea l’intenzione del Torino di mettere pressione alla difesa della Juve fin dal primo fischio.
Il presidente Urbano Cairo ha aggiunto benzina sul fuoco. Parlando a Rai Radio 1, il patron del Torino—che compie 69 anni oggi—non ha nascosto il suo desiderio: “Il più bel regalo per il mio compleanno sarebbe battere la Juve domenica.” Ha anche scherzato sul vedere i bianconeri fuori dalla Champions League, anche se ha sottolineato che la buona prestazione della sua squadra conta di più. Il mandato di Cairo è stato segnato da delusioni nel derby: da quando ha preso le redini, il Torino ha vinto solo una volta contro la Juventus in 33 incontri, un successo per 2-1 nell’aprile 2015 grazie a Darmian e Quagliarella. Gli altri 32 confronti hanno prodotto 8 pareggi e 24 sconfitte, un bilancio cupo che intensifica la fame di un risultato a sorpresa.
La leggenda del club Ciccio Graziani, vincitore dello Scudetto con il Torino nel 1976, ha fatto eco al peso emotivo. “Il valore del derby va oltre la classifica,” ha detto in una conferenza stampa DentalPro-Torino FC. “Se regali il derby al popolo granata, un ringraziamento uscirà sicuramente. Purtroppo, negli ultimi 30 anni abbiamo avuto pochissime soddisfazioni in queste partite.” Graziani non ha esitato a criticare le passate politiche di mercato, sostenendo che budget sostanziosi sono stati sprecati per acquisti infortunati. Ha elogiato il nuovo direttore sportivo Gianluca Petrachi—un tifoso dichiarato del Torino—e ha esortato a una strategia di mercato più intelligente per costruire un nucleo che possa finalmente dare i suoi frutti.
Nel tentativo di galvanizzare la squadra, il club ha aperto ai tifosi la seduta di allenamento di sabato allo Stadio Filadelfia. I tifosi possono entrare dalle 10:45, trasformando l’ultimo allenamento in un raduno prima del giorno del derby. L’Olimpico è già tutto esaurito, garantendo un’atmosfera da calderone che potrebbe scuotere la Juventus, la cui qualificazione in Champions League è appesa a un filo.
Una vittoria del Torino non solo infliggerebbe una sconfitta dannosa alla squadra di Spalletti, ma potrebbe anche permettere ai rivali contendenti di scavalcarli nelle ultime settimane di Serie A. Per i Granata, rappresenta una possibilità di ripristinare l’orgoglio dopo una stagione deludente e sconvolgere la gerarchia calcistica cittadina. L’ultima vittoria nel derby sotto Cairo rimane un ricordo lontano; il successo qui scriverebbe un nuovo capitolo e potrebbe definire il futuro di Spalletti, data la pressione di assicurarsi un posto tra le prime quattro.
Oltre alla rivalità immediata, le osservazioni di Graziani accennano a problemi più profondi nel club. Con un budget di trasferimento significativo riportato disponibile, la prossima finestra sotto Petrachi è vista come cruciale. La speranza è che l’acume del nuovo direttore, unito all’onda emotiva di questo derby, possa guidare il Torino verso una traiettoria più ambiziosa. Per ora, tutte le energie sono concentrate sullo scontro di domenica e sulla possibilità di fare una dichiarazione che risuoni ben oltre il campo.
Basato su reportage di Tuttosport.