Il Manchester United ha affidato a Michael Carrick il compito monumentale di porre fine alla loro siccità di titoli di Premier League entro il 2028, legando direttamente la sua nomina all'ambizioso Progetto 150 del club. L'ex centrocampista, che ha firmato un contratto biennale con opzione di prolungamento fino al 2029, siede sulla panchina dopo aver guidato la squadra a un terzo posto e alla qualificazione in Champions League nel suo periodo ad interim. L'amministratore delegato Omar Berrada si è pubblicamente impegnato verso l'obiettivo del 150° anniversario, dichiarando: "Perché non puntarci? Perché non fare tutto ciò che è in nostro potere?" — un mantra che ora grava sulle spalle di Carrick.
Da quando Sir Alex Ferguson si è ritirato nel 2013, sei allenatori permanenti hanno provato e fallito nel riportare lo United al vertice. Carrick, cinque volte vincitore della Premier League da giocatore, conosce intimamente il DNA del club, ma il suo unico precedente ruolo da capo allenatore è stato al Middlesbrough, dove è stato licenziato per aver mancato la promozione. Nonostante ciò, la sua percentuale di vittorie allo United supera quella di tutti gli allenatori post-Ferguson, sebbene su un campione più piccolo. I parallelismi con Mikel Arteta sono allettanti: un ex capitano diventato allenatore, privo di trofei importanti, ora incaricato di una ricostruzione a lungo termine. Il trionfo finale di Arteta in campionato offre speranza, ma il salto è considerevole.
La nomina di Carrick è stata in parte modellata dalle circostanze. I Mondiali del 2026 complicano la disponibilità degli allenatori, con tecnici d'élite come Julian Nagelsmann impegnati fino a metà luglio. L'integrazione senza intoppi di Carrick, il forte supporto dello spogliatoio e il coinvolgimento nella pianificazione estiva hanno fatto pendere la bilancia. Tuttavia, i critici sostengono che sia una 'soluzione tampone' piuttosto che la soluzione a lungo termine — un allenatore assunto perché era nel posto giusto al momento giusto.
La rosa che Carrick eredita richiede un intervento chirurgico significativo. La pulizia estiva è già in atto: Casemiro, Manuel Ugarte, Alejandro Garnacho e Antony sono tutti partiti a titolo definitivo. Victor Lindelöf è partito alla scadenza del suo contratto la scorsa estate, mentre Jadon Sancho, Casemiro e Tyrell Malacia sono destinati a partire come agenti liberi. Marcus Rashford torna da un prestito al Barcellona, e André Onana dal Trabzonspor, ma il loro futuro rimane incerto in mezzo alla ristrutturazione. Il prestito di Rasmus Højlund al Napoli diventerà permanente a giugno dopo che il club italiano ha ottenuto la qualificazione in Champions League, eliminando un'altra opzione offensiva.
Queste uscite sottolineano l'intenzione dello United di resettare, ma lasciano anche buchi evidenti. Il club punta ad almeno due centrocampisti, con Elliot Anderson, Carlos Baleba, Mateus Fernandes ed Ederson tra i nomi in lista. La campagna di reclutamento deve essere precisa; il fallimento nel sostituire adeguatamente le partenze potrebbe far deragliare qualsiasi corsa al titolo prima ancora che inizi.
L'approccio tattico di Carrick sarà immediatamente sotto esame. Al Middlesbrough, la sua squadra giocava un calcio attraente basato sul possesso palla, ma a volte mancava di incisività. Lo United ha bisogno di un sistema che massimizzi i talenti rimanenti mentre inserisce i nuovi arrivi. I ritorni di Rashford e Onana offrono esperienza, ma entrambi provengono da prestiti contrastati. La pressione di integrare rapidamente i nuovi acquisti mentre si mantiene una campagna di Champions League metterà alla prova l'inesperienza di Carrick a questo livello.
La scadenza del 2028 è sia uno strumento motivazionale che una potenziale trappola. La dirigenza dello United, guidata da INEOS, l'ha presentata come un obiettivo ambizioso, ma il tempo stringe. Se Carrick inciampa, il club potrebbe essere costretto a un altro reset, ritardando ulteriormente il loro ritorno al dominio. La nomina di un allenatore relativamente inesperto suggerisce una volontà di costruire pazientemente, ma l'impazienza dei tifosi e del consiglio potrebbe scontrarsi se i risultati vacillano.
In definitiva, il successo di Carrick potrebbe dipendere da quanto bene lo United eseguirà la ricostruzione estiva. La rosa che ha concluso al terzo posto era funzionale ma non da titolo; l'esodo di massa di veterani con ingaggi elevati potrebbe liberare stipendi, ma rimuove anche qualità comprovata. L'ex centrocampista diventato allenatore deve dimostrare di non essere semplicemente un custode dell'eredità ma l'architetto di una nuova era. Con i rivali del Manchester City ancora formidabili, il percorso è in salita. Solo il tempo dirà se il Progetto 150 è un piano visionario o un sogno irrealistico. Basato sui report di Sky Sports.