Il PSG ha mantenuto la corona di Champions League con una vittoria sofferta contro l'Arsenal in finale, e João Neves non ha usato mezzi termini. Il centrocampista portoghese ha insistito sul fatto che la sua squadra meritava pienamente il trionfo perché era l'unica ad aver mostrato un genuino desiderio di giocare a calcio quella sera.
Parlando dopo il fischio finale, un euforico Neves si è goduto la gloria di un secondo titolo europeo in due stagioni. "L'emozione c'è", ha detto, sottolineando che la gioia non veniva solo dalla vittoria, ma dalla condivisione del momento con compagni eccezionali, uno staff dedicato e una dirigenza ambiziosa. Le sue parole hanno dipinto l'immagine di un club unito.
Neves, che si è trasferito al Parco dei Principi la scorsa estate, ha definito il trasferimento la decisione migliore della sua vita. La sua rapida integrazione e la crescente influenza a centrocampo sono state fondamentali per il dominio nazionale e continentale del PSG. Quest'ultima medaglia non fa che rafforzare la saggezza della sua scelta.
La finale stessa è stata una storia di intenzioni contrastanti. Secondo Neves, l'Arsenal è arrivato con una mentalità difensiva, contento di restare indietro ed evitare rischi, mentre i parigini sono stati incessanti nella loro ricerca di un calcio propositivo. "Lo meritavamo perché eravamo gli unici a voler giocare", ha dichiarato, una critica velata all'approccio passivo dei Gunners.
Questa campagna si è rivelata molto più ardua della precedente. Difendere il titolo ha portato aspettative più elevate e un bersaglio sulla schiena del PSG. Neves ha riconosciuto il maggior costo fisico e le battaglie tattiche che hanno dovuto affrontare, rendendo il successo finale ancora più dolce.
La partita è stata una gara estenuante, con ogni palla contesa ferocemente. Ma la qualità superiore del PSG e l'inflessibile intenzione offensiva hanno infine spezzato la resistenza dell'Arsenal. I campioni francesi hanno dettato il ritmo, controllato il possesso e creato le occasioni più nitide, lasciando gli avversari a correre dietro le ombre per gran parte della serata.
Il ruolo di Neves nel dettare il gioco dalla profondità è stato determinante. La sua compostezza sotto pressione e i passaggi incisivi hanno permesso al PSG di ripartire rapidamente e mantenere una pressione costante. È stata una prestazione che ha incarnato il centrocampista moderno: in egual misura distruttore e creatore.
In un momento più leggero, Luís Campos – l'influente consulente sportivo del club – ha interrotto l'intervista di Neves saltandogli sulle spalle per festeggiare. Il gesto spontaneo ha sottolineato il legame stretto all'interno della squadra e l'euforia che attraversava l'organizzazione. Per Neves, è stato un altro segno di aver trovato una casa calcistica.
Con questo trionfo, il PSG ha inciso il proprio nome più a fondo nel folclore della Champions League. Titoli consecutivi li collocano tra le dinastie d'élite dell'era moderna. Il progetto, alimentato dagli investimenti qatarioti e da acquisti intelligenti come Neves, sta ora offrendo i premi ultimi con regolarità.
Per l'Arsenal, la sconfitta brucerà. Dopo una corsa notevole fino alla finale, la squadra di Mikel Arteta è caduta all'ultimo ostacolo, incapace di imporre il proprio piano di gioco. Il risultato potrebbe portare a un esame di coscienza a Londra, ma il dominio del PSG su questo palcoscenico non può essere sottovalutato.
Mentre i festeggiamenti continuano a Parigi, l'attenzione si sposterà presto sul futuro. Il PSG può mantenere questa supremazia? Con un nucleo giovane che include Neves, le basi sono gettate per un successo sostenuto. Per ora, però, il centrocampista e i suoi compagni sono determinati a godersi ogni momento.
Basato su un reportage de L'Équipe.