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Perché il PSG rischia di perdere le stelle per la finale di

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L'infortunio alla coscia di Achraf Hakimi e il problema al polpaccio di Ousmane Dembélé lasciano il PSG in ansia per i giocatori chiave in vista della finale

Mentre il Paris Saint-Germain conta i giorni che mancano alla finale di Champions League contro l'Arsenal, i campioni francesi attendono con ansia notizie sulla condizione fisica di due giocatori cardine. Achraf Hakimi e Ousmane Dembélé sono entrambi in corsa per dimostrare la loro disponibilità per la sfida di sabato a Budapest, con le loro potenziali assenze che gettano un'ombra sulla preparazione del PSG. L'amichevole interna tenutasi al campus di Poissy sabato ha offerto alcuni segnali positivi, ma la vera storia ruotava attorno a coloro che non erano pienamente coinvolti.

Hakimi, l'irruento terzino destro marocchino, ha subito una lesione alla coscia durante la gara di andata della semifinale di Champions League contro il Bayern Monaco il 28 aprile. L'infortunio lo ha costretto a saltare le successive uscite e, nonostante una seduta di allenamento individuale al centro sportivo del club sabato, la sua partecipazione alla finale rimane incerta. Lo staff medico del PSG ha definito il suo ritorno collettivo come "imminente", ma con solo una manciata di sedute prima della sfida con l'Arsenal, il tempo è chiaramente contro di lui. L'assenza di Hakimi comprometterebbe gravemente i pattern offensivi del PSG sul lato destro, dove le sue sovrapposizioni e la capacità di cross sono parte integrante del sistema di Luis Enrique.

Il 25enne è stato anche sotto i riflettori fuori dal campo questa settimana, essendo comparso davanti a un tribunale francese per una questione separata. Sebbene non direttamente legata al calcio, aggiunge un ulteriore elemento di distrazione durante un periodo critico di recupero. Se Hakimi non dovesse farcela per l'undici titolare, Enrique probabilmente ricorrerebbe ad alternative come Nordi Mukiele, forzando un rimpasto difensivo che potrebbe smorzare il ritmo offensivo del PSG. Il marocchino è stato uno dei giocatori più costanti della squadra in questa stagione e la sua assenza sarebbe un duro colpo psicologico per la rosa.

Il problema di Ousmane Dembélé è meno drammatico ma altrettanto preoccupante per il campo parigino. L'elettrizzante ala ha avvertito un fastidio al polpaccio destro durante la recente amichevole contro il Paris FC – una sconfitta per 2-1 – ed è stato sostituito per precauzione. Dopo la partita, l'internazionale francese ha adottato un tono rassicurante, dichiarando ai broadcaster di aspettarsi di essere "pronto per il calcio d'inizio". Gli addetti ai lavori del PSG confermano questo ottimismo, ma la sua effettiva partecipazione dipende dalla possibilità di completare una seduta di allenamento completa quando la squadra tornerà al lavoro martedì. Dembélé si è allenato individualmente e il club monitora i suoi progressi con cauto ottimismo.

Dembélé è stato una presenza trasformativa dal suo arrivo dal Barcellona, fornendo l'ampiezza e la direttezza che spesso mancavano al PSG nelle precedenti campagne europee. La sua capacità di allungare le difese e creare situazioni di uno contro uno è un'arma su cui Enrique ha fatto affidamento nelle fasi a eliminazione diretta. Perderlo non solo priverebbe la squadra di un vero match-winner, ma costringerebbe anche a ripensare la struttura offensiva, spostando potenzialmente Kylian Mbappé in un ruolo più largo o modificando completamente la formazione. L'ex giocatore del Borussia Dortmund ha anche sviluppato una solida intesa con Mbappé, rendendo la sua potenziale assenza doppiamente problematica.

L'amichevole interna di sabato a Poissy ha fornito alcuni spunti incoraggianti. Nuno Mendes e Willian Pacho sono entrambi tornati dopo essere stati tenuti a riposo per la partita contro il Paris FC, mentre Vitinha e Fabián Ruiz hanno trovato la rete in una sessione competitiva giocata davanti a centinaia di tifosi. Tuttavia, la visione di Hakimi che si allenava da solo e di Dembélé limitato a esercizi individuali ha ricordato la fragilità della preparazione del PSG. Lo staff tecnico aveva già condotto una sessione di analisi video sui moduli dell'Arsenal quella mattina, sottolineando come il lavoro tattico sia ben avviato – ma quei piani rimangono subordinati alla disponibilità dei giocatori.

Storicamente, il PSG ha sofferto di infortuni nei momenti decisivi delle sue campagne di Champions League. I ricordi dei problemi al metatarso di Neymar o dei problemi muscolari di Marco Verratti nelle precedenti semifinali persistono. Questa volta, tuttavia, la profondità della rosa è senza dubbio maggiore, con giocatori come Mukiele, Marco Asensio e Gonçalo Ramos in grado di subentrare. Eppure il calo di qualità è innegabile: Hakimi e Dembélé non sono semplici titolari, ma giocatori che fanno la differenza, i cui attributi unici sono difficili da replicare. Di fronte a un Arsenal che è stato difensivamente risoluto in Europa, il PSG ha bisogno di tutte le sue armi.

La tempistica è spietata. A sei giorni dalla finale, la seduta di martedì diventa un momento decisivo per le possibilità di Dembélé. Hakimi, che è stato fuori più a lungo, potrebbe essere affrettato nel rientro ma rischierebbe una ricaduta – un azzardo che nessuna squadra medica vuole prendere in una partita così importante. La prudenza del PSG è comprensibile: una finale di Champions League non è l'occasione per testare la forma fisica, eppure la pressione per schierare l'undici più forte è immensa. Il club è già stato privato della finale di Coppa di Francia, rendendo questo appuntamento europeo la sua unica rimanente possibilità di vincere un trofeo importante in questa stagione.

In mezzo all'incertezza, la squadra attinge fiducia da una stagione che li ha visti vincere il titolo di Ligue 1 con partite d'anticipo. Quel dominio domestico ha permesso rotazioni e periodi di riposo, ma la sconfitta amichevole contro il Paris FC – con un mix di titolari e giovani – ha ricordato che la forma non può essere data per scontata. Per Enrique, la sfida è trovare un equilibrio tra recupero e ritmo, assicurandosi che la sua squadra sia fisicamente e mentalmente pronta per l'Arsenal.

Mentre le ore scorrono verso il calcio d'inizio al Puskás Aréna, ogni aggiornamento dal campo del PSG sarà scrutato. Per ora, la linea ufficiale è di un ottimismo misurato: Dembélé si aspetta di essere pronto e il ritorno di Hakimi è imminente. Ma finché entrambi non saranno visti allenarsi completamente con il gruppo, i dubbi persisteranno. Questa finale rappresenta un momento decisivo per un club che ha investito somme enormi per conquistare l'Europa; la disponibilità di due dei suoi talenti più dinamici potrebbe benissimo far pendere l'ago della bilancia tra la gloria e un altro fallimento.

Basato sui resoconti di L'Equipe.