A meno di un mese dai Mondiali di FIFA 2026, il commissario tecnico della Francia Didier Deschamps ha rivelato la sua rosa di 26 giocatori, scatenando dibattiti con esclusioni di alto profilo. I campioni in carica? Non esattamente, ma sono candidati. La squadra presenta un mix di stelle esperte e talenti emergenti, ma l'assenza di due giocatori della Juventus—il difensore Pierre Kalulu e il centrocampista Khéphren Thuram—ha attirato l'attenzione, specialmente considerando i contributi del club di Serie A alle migliori nazionali.
Deschamps ha convocato tre portieri: Mike Maignan (Milan), Robin Risser (Digione) e Brice Samba (Lens). In difesa, le scelte sono Lucas Digne, Malo Gusto, Lucas e Theo Hernandez, Ibrahima Konaté, Jules Koundé, Maxence Lacroix, William Saliba e Dayot Upamecano. Il centrocampo è composto da N'Golo Kanté, Manu Koné (Roma), Adrien Rabiot (Milan), Aurélien Tchouaméni e Warren Zaïre-Emery. L'attacco è guidato da Kylian Mbappé, con il supporto di Maghnes Akliouche, Bradley Barcola, Rayan Cherki, Ousmane Dembélé, Désiré Doué, Jean-Philippe Mateta, Michael Olise e Marcus Thuram (Inter). Nota: Antoine Griezmann, Eduardo Camavinga, Randal Kolo Muani e Corentin Tolisso sono stati anch'essi esclusi, segnalando un cambio generazionale.
Per Pierre Kalulu, l'esclusione arriva nonostante una solida stagione alla Juventus, dove è stato un elemento affidabile in difesa centrale. L'ex difensore milanista 25enne ha versatilità in tutta la difesa, ma ha faticato a sfondare in una selezione francese piena di difensori centrali d'élite. Giocatori come Saliba, Konaté, Upamecano e Koundé offrono un mix di fisicità e capacità di costruzione dal basso che Deschamps chiaramente predilige. Anche con Deschamps che sceglie quattro difensori centrali più terzini versatili, Kalulu non è riuscito a scalzare nessuno di loro. La sua esclusione suggerisce che le sue prestazioni, sebbene costanti a livello di club, non hanno convinto lo staff francese in ambito internazionale, dove non ha ancora ottenuto una presenza in nazionale maggiore.
Khéphren Thuram, fratello minore di Marcus, ha affrontato una concorrenza altrettanto feroce a centrocampo. Il centrocampista della Juventus 24enne ha mostrato lampi di dinamismo e abilità tecnica in Serie A, ma la sua stagione è stata segnata da incostanza e infortuni. Deschamps ha optato per guerrieri provati come Kanté e Tchouaméni, la creatività di Rabiot e la promessa emergente di Koné e Zaïre-Emery. Anche l'inclusione a sorpresa del versatile Akliouche in attacco potrebbe aver sacrificato un posto a centrocampo. Thuram ha solo due presenze in nazionale maggiore, e la sua mancanza di esperienza internazionale potrebbe aver giocato a suo sfavore quando i margini erano sottili.
Il sottotesto più sorprendente è l'assenza di Antoine Griezmann, pilastro della squadra vincitrice dei Mondiali 2018. A 35 anni, la forma di Griezmann con l'Atlético Madrid è calata, e Deschamps sembra pronto ad affidare la creatività a giovani registi come Cherki e Olise. Allo stesso modo, l'esclusione di Camavinga, nonostante il suo talento, sottolinea la profondità a centrocampo e forse una preferenza per la fisicità rispetto alla tecnica in certi ruoli. Anche Kolo Muani, dopo un periodo turbolento al PSG, è escluso. Queste decisioni evidenziano la natura spietata di Deschamps: nemmeno le leggende sono garantite se non sono in forma ottimale.
Le implicazioni per la Francia sono significative. La rosa unisce gioventù ed esperienza, con un'età media abbassata dall'inclusione di diversi giocatori sotto i 23 anni. La difesa sembra formidabile, ma il centrocampo potrebbe mancare della capacità di passaggio creativo di un Griezmann al top o dell'energia box-to-box di un Camavinga in forma. In attacco, Mbappé rimane il punto focale, ma il cast di supporto è inesperto al massimo livello, con giocatori come Doué e Akliouche non testati nei grandi tornei. Il successo della Francia potrebbe dipendere dalla condizione fisica dei fratelli Hernandez e dalla capacità del nuovo centrocampo di controllare le partite contro avversari d'élite.
Dal punto di vista della Juventus, le esclusioni sono un'arma a doppio taglio. Da un lato, Kalulu e Thuram eviteranno il logorio fisico di un lungo torneo, il che potrebbe giovare al club nelle prime fasi della stagione 2026-27. Dall'altro, saltare un Mondiale è una pillola amara per qualsiasi giocatore, e potrebbe minare la loro fiducia o reputazione. La Juventus dovrà gestire attentamente il loro morale. Inoltre, la mancanza di rappresentanza su un palcoscenico così grande potrebbe sminuire leggermente la percezione del club come polo di talenti, specialmente dopo le precedenti critiche sul suo sviluppo dei giocatori.
La narrazione più ampia di questa squadra francese è quella di una transizione. Il nucleo del trionfo del 2018, tra cui Hugo Lloris, Raphaël Varane e Paul Pogba, si è già ritirato. Deschamps sta costruendo per il presente e il futuro contemporaneamente, bilanciando la vecchia guardia come Kanté (35 anni) e Dembélé (28 anni) con la nuova generazione. Resta da vedere se questa miscela può regalare una seconda stella sulla maglia della Francia, ma l'audacia delle scelte indica un allenatore che non teme decisioni impopolari.
Con l'avvicinarsi del torneo, la pressione aumenterà sui 26 scelti. Le amichevoli delle prossime settimane offriranno un assaggio del piano tattico di Deschamps, ma la vera prova arriva l'11 giugno, quando la Francia inizierà la sua campagna. Per gli esclusi, tutto ciò che possono fare è riorganizzarsi, sostenere da lontano e sperare di dimostrare che l'allenatore ha torto nella stagione a venire. Per Khéphren Thuram e Pierre Kalulu, il sogno del Mondiale dovrà attendere altri quattro anni.
Basato su notizie di Tuttosport.