Nell'ultimo turno della fase a gironi della Copa Sudamericana, il Santos ha registrato una comoda vittoria per 3-0 sul Deportivo Cuenca dell'Ecuador allo storico Vila Belmiro. Ma il risultato era solo metà della storia. Tra gli spettatori c'era Rodrygo Goes, un prodotto della rinomata accademia del club ora in forza al Real Madrid. Seduto nella zona VIP accanto a un'altra icona del Santos, Neymar, l'apparizione di Rodrygo è stato un momento di unità tra due generazioni di talento brasiliano.
La visita di Rodrygo è avvenuta in circostanze personali difficili. L'attaccante 23enne ha subito una lacerazione del legamento crociato anteriore all'inizio di marzo, un infortunio che ha concluso prematuramente la sua stagione di club e, ben più devastante, lo ha escluso dalla Coppa del Mondo 2026 co-ospitata da Stati Uniti, Messico e Canada. La sua apparizione al Vila Belmiro, senza stampelle ma ancora in recupero, è stata una silenziosa dichiarazione di lealtà alle sue radici.
Il contrasto con Neymar non potrebbe essere più netto. Il capitano brasiliano, che è tornato al Santos all'inizio di quest'anno dopo un lungo periodo in Europa e Arabia Saudita, è stato inserito nella lista finale dei 26 giocatori di Carlo Ancelotti per il torneo. Per Neymar, la Coppa del Mondo rappresenta forse un'ultima opportunità per cementare la sua eredità con la Seleção, una storia ora intrecciata con l'assenza di Rodrygo.
La traiettoria di Rodrygo da prodigio del Santos a stella del Madrid è ben documentata. Ha esordito da professionista il 4 novembre 2017, a 16 anni, schierato contro l'Atlético Mineiro in una vittoria per 3-1. Così facendo, è diventato il giocatore più giovane di sempre a rappresentare la prima squadra del Santos. Due anni dopo, ha eguagliato quella precocità diventando il più giovane brasiliano a segnare in Copa Libertadores, un'impresa realizzata contro il Club Nacional allo stadio Pacaembu.
In 82 presenze con il Santos, Rodrygo ha segnato 17 gol e fornito otto assist, numeri che solo accennano alla sua influenza. La sua rapida ascesa gli è valsa un trasferimento al Real Madrid nel 2019, ma il suo legame con il Peixe non si è mai spezzato. I canali social del club hanno riflesso quel legame dopo la partita contro il Cuenca, pubblicando un tributo emozionante: «Oltre ad essere un Rayo, è il nostro portafortuna! Sarai sempre il benvenuto a casa, Rodrygo! Rimettiti presto, continueremo a sostenerti!»
Dopo il fischio finale, Rodrygo si è diretto allo spogliatoio di casa. Lì, ha condiviso abbracci con ex colleghi e amici, una riunione che sembrava più un ritorno a casa che una visita da turista. Il club gli ha regalato una maglia personalizzata, un segno di gratitudine che sottolinea l'affetto reciproco tra l'atleta e la sua istituzione formativa.
La presenza di Neymar accanto a Rodrygo portava ulteriori strati di significato. Nel corso della sua carriera, Rodrygo non ha mai nascosto la sua ammirazione per il più anziano, spesso chiamandolo suo idolo. Sedersi spalla a spalla sugli spalti mentre Neymar si prepara per un Mondiale che Rodrygo guarderà da lontano è stato sia una scena toccante che un duro promemoria degli alti e bassi del calcio.
I preparativi del Brasile per la Coppa del Mondo sono stati costretti a un ricalibratura. La versatilità e la capacità di segnare nei momenti cruciali di Rodrygo—evidenti nelle sue imprese in Champions League—mancheranno enormemente. Ancelotti ora deve rimodellare il suo piano offensivo, facendo più affidamento su Neymar, Vinícius Júnior e forse opzioni non testate. L'infortunio sconvolge un temuto tridente offensivo che molti avevano indicato come favorito del torneo.
Eppure, la connessione Santos offre un barlume di speranza. Il ritorno in forma di Neymar e la sua leadership potrebbero galvanizzare una squadra che affronta le avversità. L'immagine delle due icone insieme segnala anche una continuità di cultura: il talento brasiliano, forgiato nella pentola a pressione del calcio domestico, che si sostiene a vicenda oltre i confini del club.
Per Rodrygo, il futuro immediato è la riabilitazione e il lungo e cauto ritorno alla massima forma fisica. La sua visita al Santos ha fornito sostegno emotivo, un ricordo di ciò che ha raggiunto e di ciò che lo aspetta. La Coppa del Mondo si svolgerà senza di lui, ma il suo affetto per la nazionale e il suo vecchio club assicura che rimarrà una figura centrale nella narrazione.
Basato su un reportage di Marca.