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Perché la caccia della Juventus per Alisson dipende dal

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Alisson disposto a restare al Liverpool solo se gli viene garantito un ruolo da titolare; la Juventus monitora mentre il caos manageriale inghiotte Anfield

La caccia al portiere del Liverpool Alisson Becker è diventata un sottotrama decisiva della finestra di trasferimenti estiva della Juventus, e il futuro del brasiliano dipende da una situazione turbolenta in corso ad Anfield. Quello che inizialmente sembrava un semplice tentativo del 33enne di riunirsi con il suo amico e mentore Luciano Spalletti a Torino si è ora trasformato in un complesso gioco di attesa, con la Juventus che osserva da vicino mentre il Liverpool naviga un periodo di sconvolgimenti straordinari dentro e fuori dal campo.

Alisson non ha nascosto il suo desiderio di una nuova sfida, trascorrendo le ultime settimane in frequente contatto con Spalletti mentre il suo entourage metteva a punto i dettagli del contratto con i Bianconeri. Tuttavia, nonostante i colloqui avanzati, il portiere ha segnalato la disponibilità a rimanere a Merseyside per un'altra stagione—a condizione che gli venga data una garanzia inequivocabile del ruolo da titolare. Se il Liverpool esita o mostra segni di voler inserire gradualmente Giorgi Mamardashvili, Alisson chiederà quasi certamente un trasferimento, riaprendo la porta per la Juventus.

Quella porta sembrava chiudersi all'inizio di questo mese quando l'allenatore uscente Arne Slot, su richiesta del direttore sportivo Richard Hughes, ha posto il veto all'uscita di Alisson e ha istruito gli agenti di Mamardashvili di trovargli una destinazione di prestito temporaneo per la stagione 2026–27. La logica era chiara: con le partenze dei leader affermati Andy Robertson, Mohamed Salah e Ibrahima Konaté già considerate, perdere Alisson priverebbe lo spogliatoio del suo ultimo ancoraggio veterano. La rimozione drammatica di Slot, tuttavia, ha gettato quel piano in subbuglio.

L'annuncio del Liverpool di una risoluzione consensuale del contratto con Slot era, secondo fonti solide dall'Inghilterra, semplicemente una copertura diplomatica per un licenziamento in tronco. La decisione ha colto di sorpresa l'olandese, che aveva recentemente lottato per tenere Alisson al club. Ora, con Andoni Iraola che emerge come il candidato principale per subentrare, la gerarchia dei portieri potrebbe essere completamente azzerata—specialmente se il nuovo allenatore preferisce costruire attorno al più giovane Mamardashvili.

Ad aggravare l'incertezza c'è la possibile partenza di Richard Hughes. Il direttore del Liverpool starebbe valutando un'esodo in Arabia Saudita quest'estate, una mossa che priverebbe il club del dirigente più impegnato a trattenere Alisson. Un vuoto di leadership in un momento così delicato potrebbe facilmente riaprire le linee di comunicazione con la Juventus, dove il direttore Emanuele Comolli ha mantenuto un contatto discreto ma continuo con l'entourage del giocatore.

La Juventus, tuttavia, non sta puntando tutto su un colpo da novanta Alisson. Il club sta attivamente coltivando percorsi alternativi, in particolare una mossa concreta per David de Gea della Fiorentina. La Viola è desiderosa di liberarsi del veterano spagnolo per ridurre il monte ingaggi e ringiovanire la squadra, fissando un prezzo modesto tra i 5 e i 10 milioni di euro. Comolli dovrebbe programmare un incontro formale con la Fiorentina nei prossimi giorni per far avanzare queste trattative, offrendo alla Juventus un piano B conveniente con un pedigree internazionale comprovato.

Una terza opzione in considerazione è Alexander Nübel, che dovrebbe tornare al Bayern Monaco dopo un impressionante prestito allo Stoccarda. I campioni tedeschi sono pronti a vendere o prestare il 29enne con un obbligo condizionale di acquisto, valutandolo a circa 15 milioni di euro. Il profilo di Nübel si adatta alla tempistica della Juventus—più giovane di De Gea e con potenziale di rivendita—ma la cifra e l'insistenza del Bayern per una soluzione definitiva potrebbero richiedere una negoziazione più complessa rispetto al semplice affare De Gea.

Per il Liverpool, il dilemma Alisson non può essere visto isolatamente. Le partenze di Salah, Robertson e Konaté rappresentano uno smantellamento generazionale della spina dorsale che ha alimentato i trionfi del club in Champions League e Premier League. Alisson, come ultima icona rimasta di quell'epoca, detiene un immenso valore simbolico e pratico. Tuttavia, costringere un giocatore infelice a rimanere contro la sua volontà, specialmente senza chiarezza sulla visione del prossimo allenatore, rischia di creare un'atmosfera corrosiva che potrebbe minare un processo di ricostruzione già fragile.

Se Alisson dovesse finalmente approdare a Torino, le implicazioni per la Serie A sarebbero sismiche. La Juventus aggiungerebbe un portiere di classe mondiale, comprovato vincitore di titoli, a un progetto già acceso dall'acume tattico di Spalletti, aumentando immediatamente la solidità difensiva e le credenziali per il campionato. Il solo slancio psicologico—assicurarsi un acquisto di alto profilo da un gigante europeo—sposterebbe gli equilibri di potere in una lega dove Inter e Milan hanno stabilito uno standard elevato.

Nel frattempo, la Juventus sta esercitando pazienza e pragmatismo. La pista Alisson rimane lo scenario da sogno, dipendendo interamente dal fatto che il caos al Liverpool si approfondisca o si risolva a favore di un nuovo inizio. Con De Gea e Nübel che forniscono un'assicurazione praticabile, i Bianconeri sono posizionati per colpire rapidamente una volta che la nebbia su Anfield si solleverà. Fino ad allora, Spalletti terrà il telefono vicino, in attesa di una chiamata che potrebbe definire l'estate della Juve.

Basato su reportage di Tuttosport.