Xxgwise
PremiumAccedi
Notizie

Perché la promozione di Ariaudo della Sampdoria potrebbe

Serie BSampdoriaStandard LiegiCongo DRHaitiDinamo MinskMar Nero VarnaTrabzonsporChelseaCagliariJuventusPalermoInternazionaleItaliaBariAnderlecht

La Sampdoria promuove Lorenzo Ariaudo a direttore tecnico mentre la caccia a un nuovo direttore sportivo si blocca a causa di problemi di licenza.

Il rimpasto dietro le quinte della Sampdoria ha preso una svolta decisiva oggi quando il club ha promosso Lorenzo Ariaudo da team manager a direttore tecnico. L'ex difensore di Juventus e Cagliari, 36 anni, che si è unito ai Blucerchiati come giocatore nel 2018, si è gradualmente trasformato in un dirigente polivalente, sopravvivendo a numerosi cambi di regime per guadagnarsi la fiducia dell'attuale proprietà. La sua promozione non è solo una tappa personale—ridefinisce le dinamiche di potere all'interno di un club che affronta una delle sue ricostruzioni più delicate da anni.

La carriera di Ariaudo alla Sampdoria è iniziata sul campo, ma dopo il ritiro nel 2020 si è inserito senza intoppi nei ranghi dirigenziali. Come team manager, gestiva la logistica quotidiana della squadra, le relazioni con i media e fungeva da cuscinetto tra giocatori e consiglio. Fonti vicine al club dicono che la sua capacità di mantenere la calma nel caos—la Sampdoria ha avuto sei allenatori e tre gruppi di proprietà dal 2018—lo ha reso prezioso. Ora, come direttore tecnico, supervisionerà la strategia sportiva, la politica dei trasferimenti e i percorsi del settore giovanile, dando al club un volto familiare alla guida delle sue decisioni calcistiche.

I tempi non sono affatto casuali. Solo poche settimane fa, la Sampdoria ha licenziato il direttore sportivo Andrea Mancini e il segretario generale Gianni Invernizzi, una doppia uscita che ha scatenato una significativa reazione dei tifosi. I sostenitori vedevano la coppia come una presenza stabile in un periodo turbolento, e la loro rimozione ha sollevato domande sulla direzione del club. La promozione di Ariaudo è in parte una risposta a quel vuoto—un candidato interno che può proiettare stabilità mentre la ricerca di un sostituto DS si trascina.

La caccia a un nuovo direttore sportivo è dove risiede il vero intrigo. Il club ha identificato almeno due candidati esterni, ma un nome, Hemmersam, è emerso come favorito. Il dirigente danese vanta un solido curriculum nel calcio scandinavo, ma c'è un ostacolo critico: non possiede la licenza rilasciata dalla FIGC necessaria per agire come direttore sportivo in Italia. Senza quella credenziale, qualsiasi contratto firmerebbe sarebbe legalmente invalido secondo le regole del campionato, creando un blocco burocratico che la Sampdoria deve risolvere prima di finalizzare una nomina.

Questo ostacolo della licenza è più di un semplice mal di testa burocratico. Le normative calcistiche italiane impongono che qualsiasi DS operante in Serie A, B o C superi l'esame biennale della FIGC, che copre competenze amministrative, legali e tecniche. Il processo non può essere accelerato; la prossima finestra d'esame è tra mesi. Per la Sampdoria, ciò significa aspettare, assumere una figura ad interim, o nominare un co-direttore con licenza per affiancare Hemmersam—tutte opzioni che comportano rischi e ritardano ulteriormente la pianificazione della squadra.

Le implicazioni dell'ascesa di Ariaudo vanno ben oltre il puzzle del DS. Mettendo una figura conosciuta nel ruolo di direttore tecnico, il club segnala che apprezza la memoria istituzionale più del potere esterno. La sua profonda conoscenza dello spogliatoio, del settore giovanile e delle peculiari pressioni dell'ambiente genovese potrebbe rivelarsi essenziale per attrarre giocatori che altrimenti esiterebbero a unirsi a un club in fermento. Tuttavia, ciò aggiunge anche ulteriore pressione sul nuovo DS affinché fornisca risultati immediati, sapendo che la struttura interna si basa già sul giudizio di Ariaudo.

La reazione dei tifosi alla mossa di Ariaudo è stata cautamente ottimista. Molti ricordano il suo professionismo silenzioso come giocatore e il suo lavoro discreto fuori dal campo. Tuttavia, le ferite dei licenziamenti di Mancini e Invernizzi sono ancora fresche, e il nuovo direttore tecnico dovrà dimostrare di essere più di un candidato della continuità. Il suo primo test arriverà nella finestra di trasferimento estiva, dove la Sampdoria deve liberarsi dei pesi morti e aggiungere qualità con un budget limitato, respingendo al contempo l'interesse dei club più grandi per i loro asset più pregiati.

Guardando al panorama più ampio della Serie B, i disordini nella dirigenza della Sampdoria non potrebbero arrivare in un momento peggiore. Il campionato è sempre più competitivo, con giganti caduti come Palermo e Bari che spendono aggressivamente per porre fine al loro esilio in Serie A. Il percorso della Sampdoria verso la massima serie dipende tanto dalle decisioni fuori dal campo quanto dalle tattiche del giorno della partita. Un passo falso nella selezione del DS potrebbe relegare il club in seconda divisione per anni, scenario che la famiglia Pozzo, in difficoltà finanziarie, non può permettersi.

Il viaggio di Ariaudo da difensore di lusso a direttore tecnico riflette anche una tendenza in cambiamento nel calcio italiano, dove sempre più club si rivolgono a ex giocatori per ruoli dirigenziali. Come Paolo Maldini al Milan o Javier Zanetti all'Inter, un ex giocatore amato porta credibilità immediata. Ma dove quelle leggende avevano supporto dalla dirigenza, Ariaudo dovrà camminare su un filo più sottile, chiamato a colmare il divario tra una proprietà assente e una tifoseria esigente quasi da solo.

Mentre la ricerca del DS si trascina, il club non ha escluso l'ingresso in scena di un terzo candidato ancora senza nome. Qualunque sia l'esito, la doppia nomina di Ariaudo e di un nuovo direttore sportivo definirà l'identità della Sampdoria per il prossimo decennio. Per ora, la promozione di un servitore fedele offre il primo indizio di un progetto—costruito dall'interno. Se quel progetto porterà di nuovo in Serie A rimane la domanda da un milione di euro che aleggia sul Marassi.

Basato sui report di Tuttosport.