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Perché Vlahovic ha rifiutato la Juve: 8M€ di ingaggio

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Dusan Vlahovic ha lasciato la Juventus dopo il fallimento dei colloqui per il rinnovo, rifiutando un'offerta da oltre 6M€ e chiedendo 8M€ all'anno dopo la maxi

Il matrimonio di quattro anni e mezzo tra la Juventus e Dusan Vlahovic è finito, non con un lamento ma con una domanda brutale che ha racchiuso la frattura: "Perché dovrei essere pagato come David?" Questa domanda retorica, pronunciata durante gli ultimi istanti delle trattative contrattuali, ha esposto il divario inconciliabile tra l'autopercezione dell'attaccante e la rigida struttura salariale del club. La rottura, confermata il 2 giugno dopo un incontro serale infruttuoso, vede entrambe le parti allontanarsi con una parvenza di soddisfazione: la Juventus fiduciosa di essersi fermata prima di un rinnovo finanziariamente rovinoso, Vlahovic convinto di poter atterrare in piedi altrove.

Le tensioni sono scoppiate per la prima volta la scorsa estate, poco dopo l'arrivo di Damien Comolli come nuovo architetto del club. Nel suo primo incontro con l'entourage del giocatore, Comolli è stato brutale: trova una nuova destinazione prima che il contratto entri nell'ultimo anno, liberando i riflettori per il colpo da novanta Jonathan David. Vlahovic, che guadagnava 12 milioni di euro netti garantiti nella sua ultima stagione, ha rifiutato di farsi cacciare. La conseguente situazione di stallo è traboccata sugli spalti, dove i tifosi lo hanno fischiato senza pietà durante un'amichevole pre-campionato, segnalando da che parte stavano. L'allenatore Igor Tudor inizialmente si è allineato con la linea dura della dirigenza, ma mentre David e il nuovo arrivo Loïs Openda annaspavano all'inizio della stagione, Vlahovic è diventato il super-sub che segnava con una regolarità esasperante.

Il panorama è cambiato radicalmente quando Luciano Spalletti ha preso le redini e ha affidato a Vlahovic un ruolo centrale e non negoziabile. Da fine ottobre a novembre, la loro sinergia ha prosperato, finché non è arrivato il disastro. Una lesione di alto grado della giunzione muscolotendinea dell'adduttore lungo sinistro ha tenuto fuori il serbo per tre mesi, un colpo devastante sia per il giocatore che per il club. Spalletti in seguito avrebbe lamentato l'assenza, ma ormai il seme per i colloqui di rinnovo era stato piantato. Su insistenza dell'allenatore, il dialogo è ripreso, con la Juventus che ha accolto favorevolmente il gesto di Vlahovic di mettere da parte l'agente Darko Ristic a favore di suo padre Milos, percepito come un partner negoziale più morbido.

I termini iniziali sono stati provvisoriamente strutturati: uno stipendio base di 6 milioni di euro più bonus raggiungibili. I punti critici erano il premio alla firma e le commissioni all'agente: Vlahovic chiedeva oltre 8 milioni di euro in extra, mentre la Juventus ha limitato tali costi a 3 milioni, rigorosamente separati dagli stipendi annuali. Poi è arrivata l'esplosione di quattro gol a maggio, e i pali si sono spostati decisamente. Forte di una rinnovata leva, il clan di Vlahovic ha avanzato una richiesta di 8 milioni di euro netti all'anno, catapultandolo sopra il tetto dei 7 milioni del club, una soglia che nemmeno il gioiello della corona Kenan Yildiz aveva superato.

Al centro dello stallo c'era l'ombra di Jonathan David. Il canadese era arrivato con un accordo da 6 milioni di euro annui più 12,5 milioni di commissioni, un pacchetto che, dal punto di vista di Vlahovic, sottovalutava i suoi contributi. La famosa frase — "Perché dovrei essere pagato come David?" — è diventata un manifesto del suo malcontento. I rapporti con Comolli, già distanti, si sono congelati del tutto. Il consiglio del direttore all'inizio della stagione di vendere ora aleggiava su ogni scambio, specialmente mentre le prestazioni di Vlahovic rendevano le difficoltà di David ancora più evidenti. Un alterco in allenamento con Manuel Locatelli durante la partita contro la Fiorentina ha ulteriormente accennato a fazioni divise nello spogliatoio.

L'atto finale si è svolto la sera del 2 giugno. La Juventus ha comunicato chiaramente che la loro offerta economica non sarebbe stata migliorata, e Vlahovic ha risposto con ringraziamenti e addio. Il giorno dopo, è arrivato a Continassa solo per la terapia, andandosene senza nemmeno una stretta di mano con un dirigente. Per un giocatore che spesso professava amore per il club, l'uscita è app apparsa marcatamente transazionale. Tuttavia, il suo impegno in campo — giocare ostinatamente nonostante l'affaticamento muscolare nel Derby della Mole di fine stagione senza importanza — ha lasciato un retrogusto amaro di ciò che avrebbe potuto essere.

E adesso? Il Napoli ha già fatto richieste informali tramite il padre Milos, ma le strade più allettanti portano all'estero. Bayern Monaco, Atletico Madrid e Chelsea presentano il tipo di prestigio e potenza finanziaria che possono soddisfare le sue aspettative salariali. Vlahovic ha scelto una rottura netta all'inizio di giugno proprio perché crede che queste opzioni siano superiori alla Juventus che avrebbe potuto riunire. Il club, dal canto suo, ha fatto pace con la separazione. Giorgio Chiellini, parlando dal suo ruolo basato a Roma, ha riassunto il sentimento: "Mi dispiace molto — fino all'ultimo ha tenuto questa Juve vicina al cuore. È una persona seria. A queste cifre non resterà in Italia, ma è legittimo che cerchi un altro tipo di contratto."

Per la Juventus, il divorzio evita un potenziale armageddon salariale, preservando il tetto di 7 milioni che sostiene l'armonia dello spogliatoio. Per Vlahovic, è una scommessa che il suo pedigree da goleador — 76 reti in 164 presenze in tutte le competizioni con la maglia bianconera — gli garantirà la paga che ritiene di meritare. Ma la saga lascia dietro di sé una storia ammonitrice su quanto velocemente un acquisto record possa diventare un parafulmine finanziario. Con l'apertura del calciomercato estivo, il prossimo capitolo del serbo sarà scritto in un nuovo campionato, mentre la Juventus deve ora affrettarsi a colmare il vuoto che lascia, guardando alla costosa scommessa che è stato l'affare David.

Basato su informazioni di Tuttosport.