La Juventus si prepara a un'estate di trasformazione, anche se la prospettiva di giocare in Europa League si profila all'orizzonte. Il fallimento nel raggiungere un piazzamento tra le prime quattro non ha smorzato l'ambizione del club; ha invece forzato un ricalibratura di una strategia di reclutamento già audace. I bianconeri intendono ancora rinnovare aree chiave—portiere, attacco, centrocampo e ala sinistra—ma potrebbero ora dover finanziare queste operazioni con almeno una cessione significativa. Sotto la superficie, il direttore sportivo Comolli ha riattivato un dossier di alternative, assicurando che la rivoluzione torinese non si fermi.
Tra i pali, un'operazione per Alisson Becker del Liverpool è decisamente viva. Il portiere brasiliano avrebbe accettato i termini personali per un contratto triennale, segnalando la sua volontà di scambiare Anfield con l'Allianz Stadium. L'ostacolo rimane il costo del trasferimento, da concordare con il Liverpool. Tuttavia, l'affare è considerato fattibile, indipendentemente dallo status continentale della Juventus, e rappresenterebbe una dichiarazione d'intenti in un ruolo che è stato fonte di preoccupazione.
A centrocampo, il sogno di ingaggiare Bernardo Silva si sta affievolendo. Il regista portoghese, precedentemente un obiettivo primario, sarebbe riluttante a unirsi a un club che non partecipa alla Champions League. Con quella porta che si chiude, l'attenzione si è spostata su Brahim Diaz del Real Madrid. Il futuro del 26enne al Bernabéu dipende fortemente dalla valutazione del nuovo allenatore José Mourinho. Se ritenuto superfluo, si apre una strada per la Juventus per negoziare un accordo, potenzialmente sfruttando il dialogo esistente tra i due club per altri giocatori.
La priorità assoluta, tuttavia, rimane Randal Kolo Muani. L'attaccante francese, attualmente valutato intorno ai 30 milioni di euro, è desideroso di tornare alla Juventus dopo una precedente esperienza e ha chiarito che il suo desiderio non dipende dalla partecipazione alla Champions League. Che Dusan Vlahovic resti o parta, Kolo Muani è considerato la pietra angolare del nuovo progetto offensivo. Ottenere la sua firma sarebbe un colpo che sottolinea il potere di attrazione del club anche senza competizioni europee d'élite.
Mentre i nomi stranieri di spicco dominano i titoli, la Juventus sta anche scrutando la Serie A per rinforzi interni. Sull'ala, Bernasconi è emerso come un'opzione concreta per iniettare qualità a sinistra. Per il centrocampo, Lorenzo Pellegrini della Roma è un'ammirazione di lunga data, offrendo esperienza e creatività. In attacco, si valuta un ritorno di Daniel Maldini, mentre la possibilità di prendere Leonardo Spinazzola a parametro zero aggiunge un livello economico alla pianificazione. Questi nomi riflettono un aspetto pragmatico del mercato, unendo ambizione e prudenza finanziaria.
Le implicazioni dell'Europa League vanno oltre il prestigio. Il fitto calendario giovedì-domenica richiede una rosa più profonda e resiliente. La Juventus quindi non cerca solo un undici titolare, ma sta costruendo un set parallelo di contributori affidabili. Questo approccio, che ricorda l'etica Moneyball di Comolli, suggerisce che potrebbero essere presi di mira profili sottovalutati o strategicamente identificati per completare la rosa. L'obiettivo è competere solidamente su più fronti senza sforare finanziariamente.
Per bilanciare le uscite, una cessione illustre potrebbe rivelarsi inevitabile. Sebbene non siano trapelati nomi specifici, la necessità di una "cessione importante" incombe sull'operazione. Il club cercherà di mantenere gli asset chiave mentre si separa da giocatori in grado di generare i fondi necessari. È un equilibrio delicato che metterà alla prova le capacità di Comolli nelle prossime settimane.
Tutto sommato, un'estate intensa attende a Continassa. Dal portiere pesante Alisson al creatore di gioco alternativo Diaz, passando per la fissazione per l'attaccante Kolo Muani e la profondità nostrana di Pellegrini e compagni, i piani sono multistrato e proattivi. Perdere la Champions League non ha zittito il ruggito di mercato della Juventus; ha semplicemente cambiato il campo. Il club sembra pronto ad abbracciare un capitolo impegnativo con la stessa ambizione aggressiva che caratterizzava i suoi anni d'oro.
Basato su notizie di Tuttosport.