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Portiere Bruno Fernandes trasferito: Carcere a Benfica, RJ

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Il portiere Bruno Fernandes, condannato per l'omicidio di Eliza Samudio, è stato trasferito al Carcere José Frederico Marques a Benfica, RJ, dopo essere stato

L'ex portiere Bruno Fernandes, il cui nome è diventato sinonimo di uno dei crimini più scioccanti dello sport brasiliano, è tornato sotto la custodia dello Stato. Venerdì scorso, l'8 maggio, è stato ammesso al Carcere José Frederico Marques, situato a Benfica, nella zona nord di Rio de Janeiro. Questo trasferimento segna la fine di un periodo di due mesi in cui l'atleta era latitante, sfuggendo alle conseguenze della violazione delle regole della sua libertà condizionale.

L'arresto è avvenuto la sera precedente, giovedì 7 maggio, nel quartiere di Porto da Aldeia, a São Pedro da Aldeia, nella regione dei Laghi. Secondo la Polizia militare, Bruno non ha opposto resistenza e ha collaborato con gli agenti durante tutta l'operazione. L'arresto è il frutto di un lavoro di intelligence congiunto tra il 25° BPM (Cabo Frio) e il servizio di intelligence della Polizia militare del Minas Gerais, dimostrando la coordinazione necessaria per localizzare un individuo che aveva già mostrato la volontà di eludere la giustizia.

Il mandato di arresto contro Bruno era stato emesso il 5 marzo di quest'anno. Il tribunale dell'esecuzione penale ha ordinato la sua reclusione dopo aver concluso che aveva sistematicamente violato le condizioni della sua libertà. Le infrazioni documentate sono gravi e numerose. Il 15 febbraio, Bruno si è recato nell'Acre senza autorizzazione giudiziaria, con l'obiettivo di giocare per il Vasco-AC, una squadra locale. Non è tornato al regime semiaperto come determinato dalla giustizia, il che costituiva una fuga diretta.

Il Pubblico Ministero di Rio de Janeiro (MPRJ) ha dettagliato un modello di comportamento provocatorio. Oltre al viaggio non autorizzato, Bruno non ha aggiornato il suo indirizzo con le autorità per tre anni. Ha anche violato i coprifuoco e frequentato luoghi espressamente vietati per lui. Tra gli esempi citati c'è la sua presenza a una partita al Maracanã in febbraio e in uno stadio nel Minas Gerais, violando chiaramente i termini della sua condizionale.

Per comprendere la gravità della situazione, è crucile riesaminare la storia del caso. Bruno Fernandes è stato arrestato nel 2010 per l'omicidio brutale della sua ex fidanzata, la modella Eliza Samudio. Il crimine, che includeva la occultazione di cadavere, il sequestro e la detenzione illegale, ha avuto risonanza internazionale. Nel 2013, è stato condannato a più di 22 anni di carcere. La giustizia ha concluso che Eliza è stata uccisa dopo aver chiesto il riconoscimento della paternità del figlio della coppia, Bruninho Samudio, oggi portiere nelle categorie giovanili del Botafogo.

Bruno ha scontato la maggior parte della sua pena in regime chiuso, dal 2010 al 2019. In quell'anno, c'è stata la progressione al regime semiaperto, che permette al condannato di uscire per lavorare o studiare, ma ancora sotto la custodia dello Stato. Nel 2023, è arrivata la libertà condizionale, la fase più lieve, dove la pena è scontata in libertà, a condizione che vengano seguite regole rigorose. La condotta recente di Bruno ha dimostrato un chiaro disprezzo per queste regole, portando alla sua reclusione.

La famiglia di Eliza Samudio ha espresso sollievo per la notizia dell'arresto. Per loro, ogni volta che Bruno viene restituito alla custodia dello Stato, rappresenta una piccola vittoria nella ricerca di giustizia e nel tentativo di garantire che sconti integralmente la pena imposta. Il caso continua a essere un promemoria cupo della violenza di genere e delle falle del sistema nella gestione dei condannati ad alta pericolosità.

Dal punto di vista sportivo, la saga di Bruno Fernandes è una macchia indelebile. Lui, che aveva una carriera promettente al Flamengo, è ora più ricordato per i suoi crimini che per le sue parate. Il suo tentativo di giocare per il Vasco-AC durante il periodo di fuga mostra un individuo che cerca ancora il campo, ma il cui passato e presente gli impediscono qualsiasi ritorno legittimo allo sport. Il trasferimento al carcere di Benfica chiude, per ora, un altro capitolo tumultuoso di questa storia, garantendo che Bruno Fernandes rimanga dove il sistema giudiziario ha determinato che appartiene: dietro le sbarre.

Basato sulle informazioni di g1.