La Juventus si avvicina all'ultimo fine settimana della stagione di Serie A sapendo che solo una vittoria nel Derby della Mole sarà sufficiente per mantenere vive le speranze di Champions League. Gli uomini di Luciano Spalletti ospitano i rivali cittadini del Torino domenica sera sotto una pressione immensa, dopo la sconfitta casalinga per 2-1 contro la Fiorentina la scorsa settimana che li ha lasciati pericolosamente indietro nella corsa al quarto posto. I Bianconeri ora devono battere i Granata e sperare in passi falsi delle squadre davanti a loro per strappare un posto al tavolo più importante d'Europa.
L'importanza di questo derby va ben oltre le rivalità locali. Per la Juventus, rappresenta un ultimo lancio di dadi in una campagna turbolenta che ha visto alti e bassi, ma in definitiva una lotta per la continuità. Perdere la Champions League sarebbe un duro colpo finanziario e per il prestigio del club, specialmente dopo che Spalletti è stato ingaggiato per ripristinare la posizione della squadra a livello nazionale ed europeo. La pressione è tutta sul veterano tattico per fare le scelte giuste in questo incontro decisivo.
Spalletti dovrebbe mantenere il sistema 4-2-3-1 diventato il suo default nelle ultime settimane, anche se permangono grossi punti interrogativi su due aree chiave. La prima è in porta, dove Michele Di Gregorio mantiene il posto da titolare nonostante una prestazione traballante contro la Fiorentina. Il portiere è stato colto in contropiede sul gol di apertura di Cher Ndour, una conclusione che lui pensa avrebbe dovuto parare, anche se il secondo di Rolando Mandragora da lontano era praticamente imparabile. Spalletti sembra disposto a sostenere Di Gregorio per questa partita cruciale, anche se le speculazioni sulle opzioni a lungo termine del club in porta riemergeranno senza dubbio in estate.
Il dilemma più grande riguarda la difesa, dove l'assenza di Gleison Bremer è un duro colpo. Il difensore centrale brasiliano, uno dei pochi elementi affidabili in questa stagione, è squalificato dopo aver ricevuto un costoso cartellino giallo nella sconfitta contro la Fiorentina. Già ammonito in precedenza, il suo cartellino tardivo gli impedisce di riunirsi al suo ex club. Al suo posto, Federico Gatti farà coppia con Lloyd Kelly al centro della difesa, un duo raramente testato insieme e che dovrà creare rapidamente intesa contro un Torino molto motivato a rovinare la festa della Juve. Sugli esterni, nessuna sorpresa: Pierre Kalulu opererà come terzino destro, mentre Andrea Cambiaso prenderà il ruolo a sinistra.
Più avanti in campo, la preoccupazione principale riguarda Khephren Thuram. Il centrocampista francese non è riuscito a scrollarsi di dosso il problema fisico che lo ha limitato a una presenza da sostituto contro la Fiorentina, allenandosi di nuovo separatamente dal gruppo venerdì. La sua disponibilità rimane seriamente in dubbio, e anche se viene dichiarato idoneo, sembra improbabile che venga rischiato dall'inizio. Spalletti deve decidere se inserire Thuram nella formazione e sperare che la sua qualità faccia la differenza, o se proteggerlo e affidarsi a Teun Koopmeiners dal primo minuto. L'olandese sembra destinato a formare il doppio perno con il capitano Manuel Locatelli, incaricato di fornire una piattaforma per gli attaccanti davanti a loro.
La presenza di Locatelli è vitale. L'internazionale italiano è maturato fino a diventare un leader in campo, e la sua capacità di dettare i ritmi sarà cruciale in una partita dove la freddezza potrebbe essere il fattore decisivo. Al fianco di Thuram o Koopmeiners, dovrà proteggere una difesa priva del suo elemento più impositivo, mentre lancia transizioni rapide per sfruttare la retroguardia del Torino. Spalletti avrà disperatamente bisogno che il suo motore di centrocampo funzioni, sapendo che il controllo in quella zona spesso determina l'esito dei derby ad alta posta.
In attacco, Spalletti ha il lusso di pochi grossi dubbi. Il quartetto offensivo si sceglie da solo in base alla forma e alla condizione fisica recenti, con Kenan Yildiz a sinistra e Francisco Conceicao a destra, che forniscono velocità, dribbling e ampiezza. Conceicao, in particolare, è diventato un'arma offensiva chiave nelle ultime settimane, assumendosi maggiori responsabilità per sfondare difese ostiche. Le sue corse dirette e la capacità di tagliare all'interno potrebbero rappresentare una minaccia costante per la retroguardia granata. Al centro, nel ruolo di numero dieci, Weston McKennie sarà nuovamente schierato come centrocampista offensivo. L'americano è apprezzato per i suoi inserimenti tardivi in area e le qualità aeree, attributi che potrebbero rivelarsi preziosi se la partita si impantana.
A guidare l'attacco è Dusan Vlahovic, l'uomo a cui la Juventus si è affidata per la potenza di fuoco dal suo ritorno dall'infortunio. L'attaccante serbo ha trovato la rete regolarmente, anche se alcuni dei suoi sforzi sono stati controversamente annullati, lasciandolo con un senso di lavoro incompiuto. Spalletti sosterrà il suo numero nove per fornire la prestazione fin dall'inizio, sperando che possa intimidire i difensori centrali del Torino e capitalizzare il servizio del trio creativo dietro di lui. La fisicità di Vlahovic e il suo fiuto per il gol lo rendono il punto di riferimento ovvio in una partita dove le occasioni potrebbero scarseggiare.
Le implicazioni di questa partita si estendono ben oltre i novanta minuti. Una vittoria manterrebbe vivo il sogno Champions League della Juventus, in attesa dei risultati altrove, e fornirebbe una misura di ottimismo in vista di quella che si preannuncia un'altra estate di sconvolgimenti. La sconfitta, invece, chiuderebbe la porta a una competizione essenziale per attrarre i migliori talenti e bilanciare i conti. Per Spalletti, potrebbe anche sollevare domande scomode sulla sua leadership dopo una stagione promettente che ha illuso per poi deludere. Il derby, quindi, è più di una partita di calcio; è un referendum sulla direzione del progetto.
Il Torino, dal canto suo, assaporerà il ruolo di guastafeste. Non avendo nulla da perdere e con l'orgoglio locale in gioco, sono in grado di rendere la vita estremamente difficile ai loro più illustri vicini. L'organizzazione difensiva dei Granata sotto il loro allenatore potrebbe frustrare la Juve, e i Bianconeri dovranno sfondarli presto per evitare una notte agitata. La probabile formazione di Spalletti fonde quindi esperienza e forma, ma l'inclusione di Thuram o Koopmeiners potrebbe far pendere l'equilibrio. È una scelta di formazione che potrebbe definire la stagione della Juve.
Basato su informazioni da Tuttosport.