Il Paris Saint-Germain ha inciso ancora più a fondo il proprio nome nel folklore del calcio europeo vincendo il secondo titolo consecutivo di UEFA Champions League, sconfiggendo l'Arsenal 5-4 ai rigori dopo un pareggio per 1-1 in una tesa finale a Budapest. Il trionfo, assicurato quando Matvei Safonov ha negato il rigore di Eberechi Eze, ha coronato una campagna altalenante in cui la squadra di Luis Enrique ha navigato tra infortuni nella fase a gironi, una nervosa via di fuga nei playoff e una serie di battaglie a eliminazione diretta contro pesi massimi. Ousmane Dembélé, il neoeletto Pallone d'Oro, è stato il talismano con gol cruciali in tutto il percorso, mentre le prodezze di Safonov nella lotteria dei rigori hanno fornito una conclusione drammatica e appropriata.
Il PSG ha iniziato la difesa del titolo in modo imperioso, spazzando via l'Atalanta Bergamo 4-0 nella partita d'esordio prima che un gol vittoria nel recupero di Gonçalo Ramos sancisse un'affermazione per 2-1 al Camp Nou contro il Barcellona. Lo slancio, tuttavia, si è fermato in una tesa sfida casalinga contro il Bayern Monaco. Dominati e battuti 2-1, la sconfitta è stata aggravata da un tackle duro di Luis Diaz che ha infortunato sia Dembélé che Achraf Hakimi, sollevando dubbi precoci sulla tenuta della rosa. La battuta d'arresto è stato un netto promemoria che la strada verso il bis sarebbe stata irta di pericoli.
I parigini hanno risposto con una emozionante vittoria per 5-3 contro il Tottenham Hotspur, ma presto è subentrata l'incoerenza. Una sconfitta per 2-1 contro lo Sporting CP e pareggi insignificanti ad Athletic Bilbao (0-0) e contro il Newcastle United (1-1) li hanno visti scivolare fuori dai posti di qualificazione automatica. Per il secondo anno consecutivo, il PSG è stato condannato ai playoff della fase a eliminazione diretta, affrontando un avversario familiare, l'AS Monaco.
La doppia sfida contro il Monaco è diventata un microcosmo della stagione del PSG: caos, resilienza e qualità finale. In svantaggio per 2-0 allo Stade Louis-II e poi per 1-0 in casa, gli uomini di Enrique hanno scavato in profondità per salvare una vittoria per 3-2 all'andata e un pareggio per 2-2 al ritorno, avanzando con un 5-4 complessivo. La stretta fuga ha forgiato una determinazione ferrea che avrebbe definito la fase a eliminazione diretta.
Con le spalle al muro negli ottavi di finale contro il Chelsea, il PSG ha prodotto la sua prestazione più completa. Dopo un'ora equilibrata sul 2-2, il subentrato Khvitcha Kvaratskhelia ha fatto a pezzi la difesa inglese con due gol in 20 minuti, trascinando il PSG a un trionfo per 5-2 all'andata. Una controllata vittoria per 3-0 a Stamford Bridge sei giorni dopo ha sottolineato la baldanza dei campioni.
Anfield si profilava poi, un anno dopo una memorabile vittoria ai rigori lì. Il PSG ha preso un vantaggio di 2-0 all'andata al Parc des Princes, ma la prodigalità ha lasciato la serie aperta. Sul Merseyside, Dembélé si è fatto avanti con una doppietta clinica, zittendo il Kop ed eliminando il Liverpool per 5-2 complessivo. La prestazione ha cementato le sue credenziali per il Pallone d'Oro e ha mandato un messaggio che questo PSG prospera sotto pressione.
La semifinale ha creato una partita di rivalsa contro il Bayern Monaco, la squadra che aveva inflitto la sconfitta al PSG nella fase a gironi. La gara d'andata è esplosa in una festa di gol al Parc des Princes. La doppietta di Dembélé sembrava mettere la serie fuori portata per il Bayern sul 5-2, ma i campioni tedeschi hanno ridotto lo scarto sul 5-3, preparando un ritorno teso. A Monaco, il PSG ha assorbito una pressione incessante e ha resistito, ottenendo un pareggio per 1-1 per assicurarsi una vittoria complessiva per 6-4 e un biglietto per Budapest.
La finale contro l'Arsenal è iniziata in modo disastroso quando Kai Havertz ha segnato entro i primi sei minuti, lasciando il PSG all'inseguimento. La forma disciplinata dei Gunners ha frustrato i parigini finché Dembélé, sempre il talismano, ha guadagnato e trasformato un rigore al 65'. I tempi supplementari non hanno prodotto una svolta, e la partita è stata decisa dalla lotteria dei rigori.
Safonov, una scelta a sorpresa su Gianluigi Donnarumma, ha giustificato la sua selezione. Nuno Mendes ha sbagliato il quarto rigore del PSG, ma il successivo errore di Gabriel per l'Arsenal ha pareggiato la tensione. Con la morte improvvisa imminente, Eze si è presentato ma ha calciato sopra la traversa mentre Safonov avanzava, scatenando il pandemonio tra le file del PSG. La parata decisiva del portiere russo ha inciso il suo nome nella storia del club.
I due titoli europei consecutivi del PSG rappresentano una rivendicazione del progetto a lungo termine del club sotto la proprietà qatariota. L'evoluzione di Dembélé in un giocatore decisivo—segnando in ogni turno a eliminazione diretta—ha rispecchiato la crescita della squadra da underachiever caotici a vincitori seriali. La flessibilità tattica di Enrique, passando spesso tra un 4-3-3 e un 3-4-3, ha permesso al PSG di controllare le partite scatenando al contempo la loro devastante ripartenza. La battuta d'arresto per infortuni contro il Bayern avrebbe potuto far deragliare la campagna, ma la profondità della rosa, evidenziata dall'impatto di Kvaratskhelia, si è rivelata decisiva.
Con questo trionfo, il PSG entra a far parte del gruppo selezionato di club che sono riusciti a difendere la Champions League nell'era moderna, inclusi i grandi Real Madrid e FC Barcelona. La seconda stella ricamata sulla loro maglia per la stagione 2025-26 simboleggerà un nuovo capitolo di dominio europeo sostenuto. La vittoria a Budapest ha anche vendicato le precedenti delusioni in finale e fatto tacere i critici che mettevano in dubbio la mentalità della squadra.
Dalla crisi di inizio autunno all'euforia di una notte piovosa a Budapest, il viaggio del PSG è stato un capolavoro di sopravvivenza e ambizione. Mentre i festeggiamenti si placano, l'attenzione si sposta sulla possibilità che questa squadra possa realizzare un treble storico—ma per ora, Parigi regna sull'Europa. Basato su un reportage di L'Equipe.