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Scandalo della retrocessione di Rapuano: il voto 8,40 che

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Un punteggio sospettosamente basso di 8,40 per Maria Sole Ferrieri Caputi nell'ultima giornata di campionato ha salvato Rapuano dalla retrocessione, secondo

La comunità arbitrale italiana è ancora una volta al centro di una tormenta dopo che Antonio Rapuano, l'arbitro coinvolto nel famigerato fiasco Verona-Juventus, ha evitato per un soffio la retrocessione in un processo ora immerso in accuse di manipolazione. Un esposto formale presentato da Guido Alfonsi, presidente della sezione AIA (Associazione Italiana Arbitri) dell'Aquila, sostiene che un punteggio sospettosamente basso attribuito all'arbitro Maria Sole Ferrieri Caputi nell'ultima giornata di campionato ha influenzato direttamente il sistema di classifica, salvando Rapuano a scapito del collega Federico Dionisi. Il caso è stato trasmesso alla Procura Federale FIGC e alla Procura di Milano, alimentando una crisi di fiducia già incandescente nell'organo arbitrale.

I semi della controversia sono stati piantati nello scontro decisivo per lo Scudetto tra Hellas Verona e Juventus al Bentegodi. La gestione di quella partita da parte di Rapuano è stata ampiamente condannata come un catalogo di errori che ha pesantemente penalizzato i bianconeri. Il momento più grave è avvenuto quando Orban ha colpito Federico Gatti con una gomitata netta al viso, un atto di condotta violenta che Rapuano ha visto ma punito solo con un cartellino giallo. Il team VAR, guidato da Gianluca Aureliano con Davide Massa come AVAR, ha inspiegabilmente omesso di intervenire. Successivamente, hanno aggravato la situazione chiamando Rapuano al monitor a bordo campo per rivedere un tocco di mano del centrocampista della Juventus Joao Mario, risultando in un rigore altamente dubbio. La decisione ha scatenato indignazione, con opinionisti e tifosi che hanno criticato gli arbitri per incoerenza e incompetenza.

Subito dopo, l'AIA ha preso quella che sembrava un'azione decisiva. Rapuano è stato retrocesso in Serie B per il resto della stagione, una mossa interpretata come un mea culpa per la gravità dei suoi errori. L'assegnazione di Aureliano è stata congelata in attesa di ulteriori accertamenti. Per la Juventus, il danno era fatto – la partita è finita in pareggio, costando loro punti cruciali nella corsa al titolo – ma c'era la sensazione che la responsabilità fosse stata assunta. Tuttavia, le nuove rivelazioni suggeriscono che il sistema potrebbe essere stato truccato per garantire la sopravvivenza a lungo termine di Rapuano in massima serie.

Il nuovo scandalo è esploso quando Alfonsi ha presentato il suo dettagliato esposto. Ha evidenziato una presunta irregolarità nella nomina dell'osservatore di gara Sandro Rossomando, inizialmente assegnato alla partita Napoli-Udinese ma improvvisamente reindirizzato a Lazio-Pisa, la gara arbitrata da Ferrieri Caputi. Secondo la denuncia, nonostante una 'prestazione impeccabile, senza errori', Ferrieri Caputi ha ricevuto un punteggio sorprendentemente basso di 8,40 su 10. Alfonsi sostiene che questo punteggio è stato determinante nel rimodellare la classifica degli arbitri a fine stagione. Il sistema dell'AIA prevede la retrocessione annuale di cinque arbitri dalla rosa CAN (Commissione Arbitri Nazionale), con criteri basati su una combinazione di anzianità e classifica stagionale. All'ultimo giorno, tre ufficiali – Abisso, Piccinini e Pezzuto – erano già oltre ogni salvezza, e Massimi occupava l'ultima posizione. Ciò lasciava Rapuano e Dionisi sul filo del rasoio, in lotta per evitare la quinta e ultima retrocessione.

È qui che entra in gioco la matematica del presunto schema. Abbassando artificialmente il punteggio di Ferrieri Caputi, Alfonsi sostiene, le posizioni relative degli altri arbitri sono state aggiustate, spingendo Rapuano appena dentro la top 25 e, soprattutto, sopra Dionisi. Il voto 8,40 era 'ingiustificabilmente basso', ha sottolineato, ed è arrivato dopo un cambio di osservatore all'ultimo minuto che ha sollevato bandiere rosse. L'esposto fa esplicitamente riferimento a 'condotte penalmente rilevanti riguardanti le procedure di retrocessione dell'arbitro Federico Dionisi', suggerendo un complotto predeterminato per manipolare il risultato. L'indagine FIGC cercherà ora di determinare se i punteggi siano stati influenzati da pressioni esterne o interessi personali.

Le ripercussioni della partita Verona-Juventus avevano già scatenato reazioni feroci in tutto il panorama calcistico. L'ex centrocampista della Juventus Alessio Tacchinardi è apparso al programma televisivo Pressing con un pezzo di nastro adesivo che copriva la bocca, un gesto teatrale per evitare di dire qualcosa che potesse portare a una sospensione. Quando ha parlato, non si è trattenuto. 'Una follia. Cos'è? Malizia? Incompetenza di quelli al VAR?' ha chiesto Tacchinardi, catturando il sospetto diffuso di parzialità o pura incapacità che continua a perseguitare l'arbitraggio italiano.

Le implicazioni di questa vicenda vanno ben oltre il destino di un singolo arbitro. L'AIA è già in convalescenza dalle conseguenze dell'indagine milanese che ha portato alla caduta dell'ex presidente Antonio Zappi. La credibilità dell'organizzazione è stata martoriata da controversie ripetute, e il caso Rapuano – se provato – confermerebbe i timori che il sistema di gestione arbitrale sia vulnerabile a corruzione interna o favoritismi. Le richieste di una riforma radicale, inclusa l'introduzione di una supervisione indipendente e di un processo di valutazione più trasparente, si fanno sempre più forti tra club, giocatori e tifosi. L'integrità competitiva della Serie A è in bilico quando gli stessi ufficiali incaricati di far rispettare le regole sono sospettati di orchestrare la propria sopravvivenza attraverso manovre di corridoio.

Per ora, la Procura Federale deve setacciare le prove, incluse le testimonianze degli osservatori e i dati grezzi del sistema di valutazione. Lo status di Rapuano rimane invariato per la prossima stagione, ma la nube sulla sua carriera – e sull'integrità di ogni partita che arbitrerà – difficilmente si dissiperà rapidamente. Federico Dionisi, nel frattempo, si ritrova vittima collaterale di un sistema che, secondo Alfonsi, lo ha sacrificato per proteggere un arbitro i cui errori grossolani erano stati messi a nudo davanti a tutti. La comunità calcistica italiana osserverà con attenzione per vedere se verrà fatta giustizia o se anche questo diventerà un altro capitolo di una lunga storia di scandali senza risposta. Basato su un rapporto di Tuttosport.