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Torreense vince la Coppa del Portogallo: Finisce l'attesa

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Il Torreense, squadra di seconda divisione, ha sorpreso lo Sporting con un rigore ai supplementari per vincere il suo primo trofeo, ponendo fine a un digiuno

In una sorprendente finale di coppa, il Torreense, club di seconda divisione, ha conquistato la Coppa del Portogallo per la prima volta in 109 anni di storia, battendo i campioni in carica dello Sporting Lisbona 2-1 dopo i tempi supplementari domenica. Un rigore in extremis del difensore capoverdiano Stopira ha sigillato una vittoria storica che non solo ha posto fine a un digiuno di trofei risalente alla fondazione del club nel 1914, ma ha anche garantito un posto in Europa League la prossima stagione.

La partita è iniziata in modo esplosivo, con Kevin Zohi del Torreense che li ha portati in vantaggio dopo soli tre minuti. L'attaccante di origine francese ha raccolto una palla vagante in area e l'ha infilata oltre il portiere dello Sporting Antonio Adán, zittendo i tifosi della squadra di Lisbona, ampiamente favorita. Il vantaggio iniziale del Torreense ha dato il tono a una battaglia tattica tesa, con gli sfavoriti che hanno difeso con determinazione e minacciato in contropiede.

Lo Sporting, che cercava un bis in coppa dopo aver vinto la competizione la scorsa stagione, ha dominato il possesso palla ma ha faticato a sfondare il blocco basso disciplinato del Torreense. I loro sforzi sono stati infine premiati all'inizio del secondo tempo, quando l'attaccante spagnolo Luis Suarez — da non confondere con la leggenda uruguaiana — ha pareggiato. Il gol ha riportato la parità e sembrava spostare lo slancio verso i pesi massimi della Primeira Liga.

Entrambe le squadre hanno avuto occasioni per vincere nei tempi regolamentari, ma la partita è scivolata ai supplementari. Il momento decisivo è arrivato al 98' quando il terzino sinistro uruguaiano dello Sporting, Maximiliano Araujo, è stato giudicato colpevole di un fallo su un attaccante del Torreense in area. L'arbitro ha indicato il dischetto del rigore e ha mostrato un cartellino rosso diretto, riducendo lo Sporting a dieci uomini e regalando al Torreense un'opportunità d'oro.

Stopira si è fatto avanti e ha trasformato con freddezza il rigore, mandando Adán dalla parte sbagliata e scatenando festeggiamenti selvaggi tra i giocatori del Torreense e i loro pochi ma rumorosi tifosi al seguito. Il gol è stata una giusta ricompensa per una squadra che aveva lottato attraverso diversi turni contro avversari di massima serie e incarnava la magia del calcio di coppa.

Per il Torreense, questo trionfo rappresenta molto più di un trofeo. Il club di Torres Vedras, una città a 40 km a nord di Lisbona, gioca in uno stadio con una capacità di soli 2.500 posti — ben lontano dal lusso del José Alvalade o dell'Estádio da Luz. La loro unica precedente apparizione in finale di coppa risale al 1956, quando persero contro il Porto. Ora, 67 anni dopo, hanno scolpito il loro nome nella storia del calcio portoghese.

La vittoria porta anche significative ricompense finanziarie e sportive. La qualificazione all'UEFA Europa League porterà entrate lucrative e la possibilità di misurarsi con avversari continentali, una prospettiva impensabile per un club che ha trascorso gran parte della sua esistenza nei livelli inferiori del calcio portoghese. Potrebbe accelerare il loro sviluppo e attrarre nuovi talenti.

Ad aggiungere alla favola, il Torreense ha ancora la possibilità di ottenere la promozione in Primeira Liga. Giovedì affronteranno il Casa Pia nella gara di ritorno dei play-off promozione, con il pareggio a reti inviolate dopo l'andata. Una vittoria coronerebbe una stagione straordinaria con una doppia celebrazione — calcio di massima serie e competizione europea.

Per lo Sporting, la sconfitta è una pillola amara da ingoiare. Dopo aver concluso al secondo posto in campionato e aver schierato una squadra piena di stelle, erano i favoriti schiaccianti. La sconfitta li priva della possibilità di difendere il titolo di coppa e segna una fine deludente per una campagna che prometteva di più. L'allenatore Rúben Amorim dovrà rispondere alle domande sull'incapacità della sua squadra di sfondare un avversario resiliente e sulla costosa mancanza di disciplina nei supplementari.

Il dramma del cartellino rosso di Araujo e del rigore vincente di Stopira sarà rivisto per anni, consacrando questa finale come uno dei più grandi upset nella storia della Coppa del Portogallo. Fa eco a storie simili di Davide contro Golia nella storia della competizione e garantisce che il nome del Torreense sarà ricordato accanto a quelle leggendarie squadre sfavorite.

Guardando al futuro, l'attenzione immediata del Torreense si sposta sui play-off promozione. Bilanciare l'euforia di una vittoria in coppa con la necessità di assicurarsi un posto in massima divisione metterà alla prova la mentalità della squadra, ma lo slancio di questa vittoria potrebbe rivelarsi decisivo. Qualunque cosa accada, questa stagione ha già trasformato l'identità del club da semplice squadra di seconda divisione a eroi nazionali.

Basato su un report di BBC Sport.