In un importante sviluppo legale, un tribunale del Minas Gerais, in Brasile, ha stabilito che uno degli uomini accusati della morte di Alice Martins Alves dovrà affrontare un processo con giuria popolare. La decisione segna un passo cruciale nel caso iniziato con un tragico incidente per un conto di ristorante non pagato.
Arthur Caique Benjamin de Souza è stato imputato per omicidio qualificato. Il tribunale ha ritenuto che vi fossero prove sufficienti della sua diretta partecipazione all'aggressione brutale contro Alice, una donna transgender di 33 anni. L'attacco è avvenuto nel quartiere Savassi di Belo Horizonte nell'ottobre 2025, dopo che lei aveva lasciato una lanchonete senza saldare un debito di 22 R$.
Tuttavia, il giudice presidente, Ana Carolina Rauen Lopes de Souza, ha fatto una distinzione chiave nella classificazione legale. Ha respinto la richiesta dell'accusa di aggiungere la qualifica di femminicidio motivato da transfobia. Il ragionamento del tribunale è stato che le prove disponibili indicano il debito come motivo principale, non l'identità di genere della vittima. Il giudice non ha nemmeno accettato la classificazione dell'uso di mezzi crudeli, sebbene abbia riconosciuto che la violenza è stata grave.
I dettagli del caso sono agghiaccianti. Secondo le indagini, Alice è stata inseguita da due dipendenti del locale e picchiata con pugni e calci. Ha riportato ferite critiche, tra cui costole rotte, setto nasale deviato e perforazione intestinale. Un motociclista di passaggio è intervenuto, probabilmente salvandole la vita sul posto chiamando i soccorsi.
Nonostante le cure iniziali e le dimissioni, le condizioni di Alice sono peggiorate. Nei giorni successivi ha cercato ulteriori cure mediche mentre le lesioni interne si aggravavano. Tragicamente, è morta 19 giorni dopo l'attacco per shock settico causato da un'infezione generalizzata legata alla perforazione intestinale.
Il secondo individuo accusato nel caso, Willian Gustavo de Jesus do Carmo, non è stato incriminato. Il giudice ha stabilito che non vi erano prove sufficienti della sua partecipazione all'aggressione fisica, notando che era "rimasto a distanza" e "rideva e scherniva la situazione".
Sebbene Arthur Caique Benjamin de Souza debba affrontare il processo, lo farà in libertà. È stato rilasciato dalla detenzione preventiva a condizioni severe, tra cui l'uso di un braccialetto elettronico per almeno un anno, il mantenimento di una distanza di 300 metri da testimoni e familiari della vittima, e il divieto di allontanarsi dalla capitale dello Stato per periodi prolungati senza autorizzazione giudiziaria.
Il processo con giuria, in cui sette cittadini decideranno il verdetto, non ha ancora una data prevista. Il tribunale ha mantenuto le qualifiche di motivo futile e metodo che ha ostacolato la difesa della vittima, citando il debito insignificante e lo stato vulnerabile di Alice dovuto all'intossicazione alcolica al momento dei fatti.
Basato su un reportage di g1.