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Vittoria del Man City in FA Cup: Zero birre fino alla fine

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Pep Guardiola vieta le celebrazioni, nemmeno una birra, dopo la vittoria per 1-0 del Man City in FA Cup contro il Chelsea, concentrandosi sulla corsa al titolo

Il Manchester City ha conquistato il suo secondo trofeo della stagione battendo il Chelsea 1-0 nella finale di FA Cup sabato a Wembley. Tuttavia, Pep Guardiola ha subito soffocato ogni celebrazione immediata, emettendo un decreto severo: niente festeggiamenti, nemmeno una birra solitaria, finché la corsa al titolo di Premier League non sarà conclusa.

Appena due mesi dopo che il City aveva sollevato la Coppa di Lega superando l'Arsenal 2-0 nello stesso stadio, questo ultimo trionfo avrebbe potuto scatenare una notte di giubilo. Invece, la conferenza stampa post-partita di Guardiola ha fornito un messaggio di moderazione chiarissimo. 'No. A casa. Nemmeno una birra. Lunedì prossimo, dopo l'Aston Villa, festeggeremo con la squadra femminile', ha dichiarato fermamente il tecnico spagnolo, riferendosi all'ultima partita di campionato della stagione.

La squadra femminile merita davvero una celebrazione comune, avendo vinto il campionato inglese all'inizio del 2026. È il loro secondo titolo nazionale in un decennio, aggiungendo un ulteriore tassello al successo collettivo del club quest'anno. Il piano di Guardiola di unire i festeggiamenti sottolinea un senso di realizzazione unitaria, ma funge anche da astuto strumento motivazionale: la squadra maschile deve conquistare il titolo di Premier League per guadagnarsi il diritto di festeggiare.

Con solo due partite rimanenti, il Manchester City è impegnato in una tesa battaglia per il titolo di campionato. Affrontano il Bournemouth martedì e poi ospitano l'Aston Villa domenica. Ogni punto è fondamentale e Guardiola vede chiaramente qualsiasi distrazione, anche un brindisi celebrativo, come una potenziale minaccia alla loro concentrazione. Il divieto di birra è emblematico della sua ossessiva ricerca della perfezione e della sua convinzione che il lavoro sia tutt'altro che finito.

La vittoria del City in FA Cup è stata anche un momento di riscatto. Il club era inciampato nella finale della stessa competizione in ciascuna delle ultime due stagioni: una sconfitta nel 2024 contro il Manchester United e una sconfitta nel 2025 contro il Crystal Palace. Porre fine a quella striscia aggiunge peso storico al trofeo, che è la più antica competizione per club del mondo. Guardiola ne ha riconosciuto la tradizione, definendola 'davvero, davvero bella, davvero speciale', ma le sue azioni hanno parlato più forte delle parole: niente tempo per la nostalgia quando il premio finale è ancora in palio.

La dimensione psicologica della decisione di Guardiola non può essere sopravvalutata. Vietando anche una sola birra, rafforza la mentalità che l'autocompiacimento è il nemico. È una mossa calcolata per mantenere i suoi giocatori affamati e con i piedi per terra. Il ricordo di passati scivoloni nelle fasi finali delle campagne alimenta probabilmente questo approccio, e invia un segnale chiaro allo spogliatoio: rimanete concentrati, o subite le conseguenze.

Guardando al futuro, la prossima settimana definirà l'eredità di questa squadra del Manchester City. Vincere la Premier League completerebbe un impressionante triplete di onori nazionali, aggiungendosi alla Coppa di Lega e alla FA Cup già in bacheca. Fallire, invece, renderebbe il double un po' vuoto, dati gli standard elevati del club. La pressione è saldamente sugli uomini di Guardiola per dare il massimo quando conta di più.

Il Bournemouth, loro avversario infrasettimanale, ha dimostrato di essere capace di provocare sorprese, mentre la visita dell'Aston Villa all'ultima giornata è piena di pericoli narrativi: la Villa sarà disperata per giocare il ruolo di guastafeste. Guardiola esigerà la stessa intensità e rigore tattico che hanno visto il City superare il Chelsea. Le celebrazioni modeste ora servono a uno scopo: assicurano che lo sguardo collettivo della squadra rimanga fisso sulla montagna ancora da scalare.

Il fronte unito con la squadra femminile suggerisce anche una strategia culturale più ampia. Guardiola ha spesso parlato dell'etica complessiva del club, e ritardare la festa degli uomini per includere il trionfo delle donne favorisce una mentalità di club unico. È un dettaglio toccante che potrebbe galvanizzare entrambe le squadre e i tifosi, trasformando un potenziale problema di divisione in una forza unificante.

In definitiva, l'editto senza birra è Guardiola allo stato puro: meticoloso, controllante e totalmente impegnato a spremere fino all'ultima goccia di prestazione dai suoi giocatori. I tifosi che sperano di vedere i loro eroi alzare pinte all'indomani di Wembley dovranno aspettare. La vera celebrazione, se arriverà, sarà più dolce per la moderazione. Fino ad allora, la FA Cup rimarrà in silenzio, il suo splendore intatto ma la sua festa rinviata.

Basato su reportage di L'Equipe.