Il periodo di Dusan Vlahovic alla Juventus sembra volgere al termine, con un rinnovo di contratto sempre più improbabile nonostante un finale di stagione in forma. Il contratto dell'attaccante serbo scade tra poco più di un mese e le trattative tra il club e i suoi rappresentanti, guidati dal padre Milos, sono in stallo riguardo a richieste salariali, commissioni per l'agente e bonus alla firma. Quello che era iniziato come un rapporto promettente con il nuovo allenatore Luciano Spalletti ora sembra destinato a concludersi con una separazione, a meno di una svolta drammatica.
La narrazione ha preso una piega positiva nelle ultime settimane della stagione 2025-26, quando Spalletti, che in precedenza aveva sperimentato con Jonathan David, Jérémie Boga e Kenan Yildiz nei ruoli di falso nove, ha finalmente schierato Vlahovic come punta centrale. Il risultato è stato un impatto immediato: quattro gol in quattro partite, inclusa una celebrazione sotto la Curva allo Stadio Olimpico che è sembrata un addio. Spalletti non ha nascosto il suo apprezzamento, dicendo ai media: "Con Vlahovic è tutta un'altra storia," mentre il giocatore ha ricambiato il sentimento: "Lo ringrazio, mi è sempre stato vicino e mi ha aiutato."
Tuttavia, nemmeno questa ammirazione reciproca ha potuto colmare il divario finanziario. La dirigenza del club, sotto la guida di John Elkann, ha tracciato un limite alla spesa, e le richieste del clan di Vlahovic sono state ritenute eccessive. La recente serie di gol, sebbene impressionante, non è bastata a trascinare la Juventus in un posto in Champions League—un fallimento che ha solo stretto i cordoni della borsa e accelerato la necessità di una ricostruzione della squadra. Questo stallo segnala un cambiamento strutturale nel modo in cui il club affronta i rinnovi contrattuali, dando priorità alla sostenibilità rispetto al sentimentalismo.
Per Spalletti, la prospettiva di perdere il suo punto di riferimento in attacco è una pillola amara. Aveva sostenuto il prolungamento di Vlahovic non solo per evitare un altro mal di testa sul mercato dei trasferimenti, ma perché crede sinceramente nelle qualità del 26enne. L'allenatore immagina un sistema costruito attorno a un numero nove fisico e goleador—qualcuno in grado di tenere palla, lottare con i difensori e convertire le occasioni con freddezza. Quel progetto rimane invariato anche se il personale deve essere sostituito, e la ricerca di un erede adatto è già in corso.
In cima alla lista dei desideri della Juventus c'è Randal Kolo Muani del Paris Saint-Germain. L'internazionale francese è da tempo ammirato da Spalletti, e approcci iniziali sono stati fatti durante la finestra di gennaio. Sebbene un trasferimento a metà stagione non si sia concretizzato, le basi sono state gettate per un'offerta estiva. La velocità, la versatilità e la capacità di raccordo di Kolo Muani lo rendono un candidato ideale per le richieste tattiche di Spalletti, e la sua familiarità con Torino dalle precedenti trattative aggiunge un livello di praticità. La disponibilità del PSG a negoziare rimane fondamentale, ma il profilo del giocatore corrisponde a ciò di cui i Bianconeri hanno disperatamente bisogno.
Qualora Kolo Muani si rivelasse irraggiungibile, la Juventus ha una solida lista di alternative. Jean-Philippe Mateta, reduce dal gol vittoria nella finale di Conference League e ora completamente recuperato da un infortunio al ginocchio, rappresenta un'opzione fisica e abbordabile. La sua rinascita al Crystal Palace ha fatto parlare di sé in tutta Europa. Il norvegese Alexander Sørloth, una conoscenza della Serie A, offre una capacità realizzativa comprovata, mentre Gonzalo Garcia del Real Madrid rappresenta un investimento più giovane e di alto potenziale. Ogni nome sottolinea la strategia del club di gettare una rete ampia in preparazione alla partenza di Vlahovic.
Le implicazioni di un addio di Vlahovic a parametro zero sono significative sia finanziariamente che simbolicamente. La Juventus ha investito pesantemente per acquistarlo dalla Fiorentina, e perderlo senza alcun compenso sarebbe un duro colpo. Segnerebbe inoltre una nuova era di austerity, in cui nemmeno i giocatori star sono immuni da decisioni difficili. Per la squadra, il vuoto lasciato da un attaccante tradizionale dovrebbe essere colmato non solo in termini di gol ma anche di presenza, costringendo il club a destinare risorse che altrimenti sarebbero state indirizzate ad altri ruoli.
Il prossimo passo di Vlahovic rimane poco chiaro. Nonostante i suoi recenti lampi, la sua esperienza complessiva alla Juventus è stata altalenante, e i potenziali pretendenti valuteranno questo aspetto confrontato con il fascino di un trasferimento gratuito. Un ritorno in Premier League o un trasferimento in un'altra squadra di vertice della Serie A potrebbero essere opzioni, ma le sue aspettative salariali potrebbero restringere il campo. Qualunque cosa accada, il suo legame con Spalletti suggerisce che la decisione non è il riflesso di una rottura nei rapporti personali ma piuttosto di una fredda economia.
Il più ampio panorama della Serie A aggiunge ulteriore contesto. Il fallimento della Juventus nel qualificarsi per la Champions League per il secondo anno consecutivo ha effetti a catena: entrate ridotte, potere attrattivo diminuito sul mercato dei trasferimenti e maggiore pressione su Spalletti per ottenere risultati immediati con fondi limitati. In questo ambiente, un attaccante come Vlahovic, in grado di creare qualcosa dal nulla, diventa ancora più prezioso—una cruda ironia che rende la sua probabile uscita ancora più frustrante per la dirigenza del club.
In definitiva, la saga di Vlahovic racchiude il dilemma del calcio moderno: il conflitto tra i desideri di un allenatore e la realtà finanziaria di un consiglio di amministrazione. Le mani di Spalletti sono legate dai budget, ma le sue richieste tattiche sono chiare. Che arrivi Kolo Muani, Mateta o un altro candidato, l'estate sarà definita da quanto bene il club navigherà questa transizione cruciale. Il rapporto tra la panchina e il reparto offensivo plasmerà il futuro della Juventus.
Basato su informazioni di Tuttosport.