La lunga disputa tra la Lega calcistica francese (LFP) e l'ex emittente Canal+ non mostra segni di risoluzione. In un'intervista a L'Équipe, Maxime Saada, presidente del gruppo Canal+, ha espresso una disponibilità condizionata a distribuire Ligue 1+, la nuova piattaforma dedicata della lega che trasmetterà tutte le partite di Ligue 1 a partire dalla stagione 2026-2027. Ma le sue condizioni sono state rapidamente respinte da Nicolas de Tavernost, direttore generale di LFP Media, chiudendo di fatto la porta a un potenziale accordo.
Saada ha dichiarato che Canal+ rimane "sempre favorevole alla distribuzione di Ligue 1+", ma solo alle proprie condizioni. Fondamentalmente, l'emittente non ritirerebbe i suoi procedimenti legali in corso contro la LFP, che chiedono fino a 660 milioni di euro di danni. Né includerebbe Ligue 1+ nel suo "pacchetto sport" premium che include Champions League, Top 14 rugby, Formula 1, beIN Sports ed Eurosport. Queste condizioni, secondo Saada, dovrebbero essere accettabili per una partnership.
De Tavernost ha replicato che questi termini chiudono effettivamente la discussione. "Siamo lieti che Canal+ stia riscoprendo la Ligue 1, ma un accordo deve essere accettabile", ha detto. Ha esposto due condizioni non negoziabili: primo, Canal+ deve ritirare tutte le sue rivendicazioni legali. "Ci sono state otto procedure da parte di Canal+, una vera e propria persecuzione giudiziaria. E nonostante una chiara sentenza contraria, Canal+ ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Se Canal+ rinunciasse a queste procedure, sarebbe un passo positivo." Secondo, ha negato che la LFP fosse in controversia legale con Free, come aveva suggerito Saada.
Lo sfondo di questa impasse è un conflitto amaro e pluriennale. Canal+ è stata l'emittente storica della Ligue 1 fino a quando ha perso i diritti nel 2020, portando a una serie di battaglie legali. La decisione della LFP di creare la propria piattaforma, Ligue 1+, è vista come un tentativo di indipendenza dalle emittenti tradizionali, ma comporta anche rischi finanziari. Senza un grande partner di distribuzione, la lega potrebbe faticare a massimizzare i ricavi per il ciclo di diritti 2026-2027, soprattutto con l'aumento dei costi di produzione.
Per i club, lo stallo crea incertezza. Molte squadre di Ligue 1 dipendono fortemente dai proventi televisivi per bilanciare i bilanci. Un forte accordo di distribuzione per Ligue 1+ è fondamentale per mantenere la competitività, soprattutto perché i club francesi sono in ritardo rispetto alle controparti inglesi, spagnole e italiane in termini di ricavi. La disputa minaccia anche la capacità della lega di attrarre un pubblico globale, data l'ampia base di abbonati di Canal+.
Dal punto di vista di Canal+, le condizioni sono una questione di strategia aziendale. Integrare Ligue 1+ nel pacchetto sport le darebbe una posizione premium ma impegnerebbe anche la rete a promuovere un prodotto che sta combattendo in tribunale. Mantenendo la piattaforma separata, Canal+ può evitare di avallare il modello della LFP offrendo comunque il servizio agli abbonati che lo desiderano, forse a un costo aggiuntivo. Tuttavia, questo approccio potrebbe limitare la portata di Ligue 1+.
La dimensione legale aggiunge un altro livello. La richiesta di 660 milioni di euro deriva dalla perdita dei diritti da parte di Canal+ e dalla presunta cattiva gestione della LFP. Un tribunale aveva precedentemente respinto le richieste di Canal+, ma l'appello mantiene la pressione sulla lega. De Tavernost insiste sul fatto che qualsiasi nuovo accordo deve essere libero da contenziosi: "Non può esserci partnership mentre sono in corso procedimenti legali. Questo è un principio."
Gli analisti suggeriscono che senza una risoluzione, la LFP potrebbe dover cercare altri distributori, come Amazon o DAZN, entrambi interessati al calcio francese. L'ambizione della lega di controllare il proprio destino televisivo tramite Ligue 1+ potrebbe essere compromessa se nessun grande attore distribuisce la piattaforma. Nel frattempo, Canal+ continua ad espandere il suo portafoglio sportivo, assicurandosi i diritti della Champions League fino al 2027, rendendola meno dipendente dai contenuti del campionato nazionale.
Lo stallo riflette tensioni più ampie nella trasmissione del calcio europeo, dove le leghe lanciano sempre più servizi direct-to-consumer ma hanno ancora bisogno di partnership per massimizzare l'esposizione. Per ora, LFP e Canal+ rimangono sulle loro posizioni, con poco terreno comune. Come ha riassunto De Tavernost: "Questa non è l'apertura di una discussione, è la sua chiusura."
L'esito avrà profonde implicazioni per il futuro finanziario del calcio francese. Se non si riesce a raggiungere un accordo, la LFP dovrà decidere se procedere da sola con Ligue 1+ o cercare un nuovo partner di trasmissione. L'orologio sta ticchettando verso la stagione 2026-2027 e la posta in gioco non potrebbe essere più alta.
Basato su un reportage di L'Équipe.