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Ceará: trasferimento dei fratelli accusati di aver mutilato

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Due fratelli arrestati per aver presuntamente tagliato le mani di una giovane donna a Ceará sono stati trasferiti dal carcere di Quixadá a una struttura a

In uno sviluppo significativo di un caso di aggressione brutale a Ceará, in Brasile, i due fratelli accusati di un crimine orribile sono stati trasferiti in un nuovo istituto penitenziario. Ronivaldo ed Evangelista Rocha dos Santos, sospettati di aver tagliato le mani di una giovane donna di nome Ana Clara de Oliveira, sono stati trasferiti dall'Unità Penitenziaria di Quixadá, nella regione centrale del sertão, all'Unità Penitenziaria di Caucaia, nella regione metropolitana di Fortaleza.

L'incidente violento è avvenuto nelle prime ore del 1° maggio all'interno della casa di Ana Clara nel quartiere Conjunto Esperança di Quixeramobim, una città situata a circa 200 chilometri da Fortaleza. Secondo gli investigatori, Evangelista avrebbe aggredito Ana Clara con una falce su richiesta di suo fratello Ronivaldo, che aveva una relazione con la vittima. La donna è stata soccorsa viva e ha subito con successo un'operazione di 12 ore per reimpiantare le sue mani recise.

Le testimonianze della polizia hanno rivelato il motivo dichiarato dai fratelli. Hanno affermato che l'attacco è stato innescato da presunti bonifici bancari che Ana Clara stava effettuando dal conto di Ronivaldo al suo. Questa disputa finanziaria è degenerata in un confronto violento. Le immagini delle telecamere di sicurezza di strada hanno catturato la discussione iniziale tra Ana Clara e Ronivaldo, mostrandolo mentre la inseguiva e poi tornava con suo fratello.

La cronologia ricostruita dalle immagini e dalle testimonianze è agghiacciante. Alle 00:33, la coppia litigava per strada. Alle 00:57, i fratelli tornavano in un pick-up. Evangelista ha quindi scalato il muro della residenza con una falce mentre Ronivaldo restava fuori, urlando che la sua ragazza aveva rotto il finestrino della sua macchina e che avrebbe "pagato". All'01:01, Ronivaldo è stato registrato mentre urlava "Uccidila, uccidila", seguito da rumori di colluttazione e urla.

Nella sua dichiarazione alla polizia, Evangelista ha detto di aver portato la falce da solo e di essere "già nel male". Ha affermato che le urla di suo fratello lo hanno influenzato ad attaccare. Dopo l'aggressione, quando Ana Clara ha smesso di muoversi, Evangelista ha creduto che fosse morta e se n'è andato. L'audio di sicurezza ha catturato Ronivaldo che chiedeva a suo fratello: "L'hai uccisa? Hai rovinato le nostre vite." Evangelista ha risposto: "È finita. Sei stato tu a ordinarlo."

Il racconto di Ronivaldo alla polizia era diverso. Ha ammesso la discussione per i soldi e il finestrino rotto, ma ha affermato di non ricordare la maggior parte degli eventi successivi, incluso l'aver ordinato l'attacco. Ha negato qualsiasi piano preventivo con suo fratello per mutilare la vittima.

Dopo l'aggressione, Ana Clara è stata trasportata all'Instituto Dr. José Frota a Fortaleza. Il complesso intervento di reimpianto ha coinvolto un team di circa 15 specialisti. I referti medici indicano che la procedura è riuscita, con il ripristino del flusso sanguigno alle mani reimpiantate. La giovane donna è stata poi estubata, ha aperto gli occhi e riconosciuto la sua famiglia, ma rimane in terapia intensiva e non parla ancora.

Il trasferimento dei fratelli nella struttura di Caucaia segna una nuova fase nel processo giudiziario per questo caso, che ha attirato l'attenzione nazionale per la sua estrema violenza. Basato su un reportage di g1.