La nazionale della RD Congo inizierà la preparazione per la Coppa del Mondo 2025 mercoledì con un'amichevole di alto profilo contro la Danimarca allo Stade de Liège in Belgio. Per i Leopardi, questa partita segna l'inizio di un viaggio che pone fine a 52 anni di assenza dal palcoscenico più grande del calcio, mentre per i danesi rappresenta un'opportunità per ripartire dopo una dolorosa campagna di qualificazione.
L'ultima apparizione della RD Congo alla Coppa del Mondo risale al 1974, quando era conosciuta come Zaire. Quel torneo si concluse con una delusione: tre sconfitte e un 9-0 contro la Jugoslavia, ma qualificarsi fu comunque un risultato storico. Oggi, dopo decenni di occasioni mancate e turbolenze politiche, una generazione talentuosa fa sognare la nazione di un cammino più profondo nel torneo allargato a 48 squadre.
Il sorteggio non è stato clemente, però. I Leopardi si trovano nel Gruppo D insieme a Portogallo, Colombia e Uzbekistan. È un girone che richiede coesione e resilienza immediate. Con il Portogallo di Cristiano Ronaldo e la potenza offensiva della Colombia, la RD Congo dovrà essere solida in difesa e massimizzare le occasioni da calci piazzati – aspetti che saranno probabilmente messi alla prova contro una disciplinata squadra danese.
La Danimarca, nel frattempo, guarderà la Coppa del Mondo da casa quest'estate. La sua campagna di qualificazione si è conclusa con un colpo al cuore; è arrivata seconda nel suo gruppo dietro la Scozia dopo un finale teso, poi ha perso uno spareggio contro la Repubblica Ceca ai rigori dopo un pareggio 2-2. La sconfitta ha prolungato una serie amara per una nazione che ha raggiunto gli ottavi di finale nel 2018 e le semifinali di Euro 2020, ma che ora ha saltato due Coppe del Mondo consecutive.
L'allenatore Brian Riemer, nominato a fine 2024, ha il compito di ricostruire una squadra in transizione. Diversi pilastri veterani si sono ritirati o si avvicinano alla fine della loro carriera internazionale, creando spazio per giovani talenti. Questa amichevole a Liegi è la sua prima occasione per sperimentare tattiche e uomini, in vista del ciclo di qualificazione al Campionato Europeo 2028.
La scelta di Liegi come sede aggiunge un livello intrigante. La città ha una considerevole diaspora congolese, garantendo ai Leopardi un sostegno vocale in quella che tecnicamente è una sede neutra. Per la RD Congo, l'atmosfera amichevole di una folla carica e filo-congolese potrebbe imitare la pressione delle fasi a gironi del torneo, mentre la Danimarca affronterà un ambiente ostile che rispecchia alcune delle sfide delle partite di qualificazione in trasferta.
Sul campo, la RD Congo vanta un mix di fisicità e estro tecnico, con attaccanti chiave in grado di mettere in difficoltà qualsiasi difesa e un motore a centrocampo che bilancia creatività e grinta. In difesa, la squadra è apparsa organizzata sotto la guida dell'allenatore Sébastien Desabre, ma i cali di concentrazione sui calci piazzati sono stati un problema ricorrente – qualcosa che la formazione danese alta e fisica cercherà di sfruttare.
La Danimarca, sotto Riemer, dovrebbe schierare un familiare 4-3-3, enfatizzando pressing alto e transizioni rapide. Con diversi centrocampisti veterani che arretrano, devono emergere nuove fonti creative. Questa amichevole metterà alla prova la capacità della Danimarca di controllare il possesso e creare occasioni contro una squadra che probabilmente difenderà basso e ripartirà velocemente.
Un risultato positivo per la RD Congo infonderebbe un'enorme fiducia in vista delle temibili prove della fase a gironi, dimostrando di poter competere con avversari europei. Per la Danimarca, la prestazione conta più del risultato. Una prestazione coesa con chiara identità tattica segnalerebbe che il processo di ricostruzione è sulla buona strada, mentre un'uscita disarticolata potrebbe far scattare i primi campanelli d'allarme per la federazione.
Mentre entrambe le squadre scendono in campo a Liegi, la posta in gioco va oltre una semplice amichevole. Per i congolesi, è un simbolico ritorno sulla scena globale dopo generazioni nel deserto; per i danesi, è il primo passo di un lungo cammino verso la redenzione. Il risultato potrebbe non contare per i punti, ma le storie che plasmerà potrebbero risuonare per anni.
Basato su reportage di L'Equipe.