La rinascita di Lewis Hamilton in Ferrari è continuata a Montreal, dove un secondo posto ha segnato il suo terzo podio in cinque gare della stagione 2026 di Formula 1. Si tratta di un netto cambiamento rispetto alla sua prima campagna in rosso, che non aveva prodotto podi e aveva fatto registrare il peggior punteggio stagionale completo della sua illustre carriera. Ora, mentre il Gran Premio di Monaco si avvicina, il sette volte campione del mondo attribuisce la sua forma migliorata a un cambiamento cruciale fuori pista: un nuovo ingegnere di gara che, secondo lui, gli ricorda il suo collaboratore di lunga data in Mercedes, Peter 'Bono' Bonnington.
Le difficoltà di Hamilton nel 2025 sono state ben documentate. Dopo 12 anni e sei titoli piloti in Mercedes, il suo trasferimento a Maranello ha presentato una curva di apprendimento ripida. La vettura era imprevedibile, la comunicazione con l'ex ingegnere di gara Riccardo Adami ha occasionalmente portato a scambi radio tesi e confusi, e la chimica che aveva definito il suo successo a Brackley mancava. Ma prima della sua seconda stagione in rosso, il team ha riorganizzato il supporto tecnico, promuovendo il veterano italiano Carlo Santi per guidare le operazioni di pista di Hamilton in via provvisoria. Questa decisione sta ora dando i suoi frutti.
«È molto diverso quest'anno rispetto all'anno scorso», ha detto Hamilton ai giornalisti a Monaco giovedì. «Molti pedoni si sono mossi, sono riuscito a spostare molte cose sulla scacchiera e a riposizionarmi, credo, all'interno del team.» L'analogia con gli scacchi alludeva alla riorganizzazione strategica che ha imposto dopo un difficile 2025. Ha aggiunto di avere ora «gli ingegneri giusti» e che il suo contributo alla vettura 2026—una macchina notevolmente più forte nelle curve lente—ha aiutato a plasmare una direzione che «apprezza particolarmente».
Il rapporto pilota-ingegnere è spesso il legame invisibile che separa i contendenti dai comprimari. Per Hamilton, il punto di riferimento è sempre stato Bonnington, con cui ha vinto 82 gare e sei titoli, un rapporto iniziato quasi telepaticamente al suo arrivo in Mercedes nel 2013. Al contrario, i primi sforzi con Adami, sebbene professionalmente cordiali, non hanno mai raggiunto quel livello intuitivo. «Sento che Carlo è come il mio Bono italiano», ha rivelato Hamilton, dicendo di aver persino detto a Bonnington del paragone. «È un po' un veterano. È un uomo più grande che ha molta esperienza. È molto calmo.»
Questa calma si traduce apparentemente in una comunicazione più chiara via radio e in una comprensione più profonda e condivisa dell'equilibrio e dell'assetto della vettura. Hamilton ha descritto come la coppia ora «scomponga le curve in cinque sezioni» e come l'esperienza di Santi permetta loro di affrontare le sfide di handling in modo più efficace. L'italiano, sebbene nominato con un mandato temporaneo, ora dovrebbe rimanere nel ruolo senza cambiamenti previsti, secondo Sky Sports News. Questa stabilità rispecchia la longevità di cui Hamilton ha goduto con Bonnington, permettendo alla fiducia di consolidarsi nel tempo—un fattore che potrebbe rivelarsi decisivo con l'intensificarsi della stagione.
La nuova armonia ha coinciso con una vettura che, per ammissione del team, eccelle nelle curve a bassa velocità—una caratteristica perfettamente adatta al circuito cittadino di Monaco. I rivali hanno già indicato la Ferrari come favorita per questo fine settimana. Il vincitore in carica di Monaco Lando Norris e il leader del campionato Kimi Antonelli hanno entrambi sottolineato il vantaggio della Scuderia sul tortuoso tracciato del principato. La Mercedes ha portato aggiornamenti, e Norris stesso sarà una minaccia, ma il consenso nel paddock è che la macchina rossa potrebbe avere il vantaggio, con il compagno di squadra di Hamilton Charles Leclerc che porta anche il ricordo della sua emozionante vittoria in casa nel 2024.
Hamilton, tuttavia, si rifiuta di lasciarsi coinvolgere dal clamore. «Non ascolto tutto questo clamore», ha detto, anche se ha riconosciuto: «Questo è probabilmente il circuito che è migliore per noi rispetto ad altri.» Ha messo in guardia che la Mercedes era «piuttosto veloce in bassa velocità» con il suo recente aggiornamento e ha sottolineato che i deficit di potenza nei rettilinei, che li hanno penalizzati in Canada, sarebbero meno influenti nelle strette strade di Monte Carlo. Il britannico, tre volte vincitore nel Principato, è salito per l'ultima volta sul gradino più alto del podio a Monaco nel 2019, e una quarta vittoria lo avvicinerebbe a un passo dal record di Ayrton Senna.
Un buon risultato a Monaco non solo convaliderebbe la traiettoria ascendente della Ferrari, ma riaccenderebbe anche le speranze di Hamilton per un ottavo titolo mondiale. A 41 anni, il britannico insegue ancora il record che credeva di aver sigillato nel 2021. Mentre Antonelli guida la classifica, il campionato rimane molto aperto, e un Hamilton motivato e a suo agio è una proposta formidabile. I pezzi sulla sua scacchiera sembrano allineati, con Santi che fornisce la voce strategica che un tempo proveniva da Bonnington.
Il podio di Montreal è servito come prova tangibile del progresso, ma una vittoria a Monaco—nel circuito più iconico dello sport—manderebbe un messaggio enfatico. Con una macchina di cui si fida, un ingegnere che paragona all'uomo che ha guidato i suoi più grandi trionfi, e un circuito che maschera il deficit di potenza della Ferrari, Hamilton sembra pronto a lottare di nuovo per il gradino più alto. L'italiano Bono potrebbe aiutarlo a riscrivere un altro capitolo della storia. Basato su notizie di Sky Sports.