Jude Bellingham ha ricevuto l'iconica maglia numero 10 per la campagna dell'Inghilterra ai Mondiali del 2026, una mossa dell'allenatore Thomas Tuchel che segnala il ruolo centrale della stella del Real Madrid nella ricerca della gloria. L'annuncio è arrivato martedì mentre la squadra iniziava il suo ritiro pre-torneo a West Palm Beach, in Florida, con temperature che raggiungevano i 33°C. L'elevazione di Bellingham al di sopra di altri talenti creativi come Morgan Rogers ed Eberechi Eze sottolinea lo status del 22enne come fulcro offensivo dell'Inghilterra.
La maglia numero 10 ha un peso immenso nella storia del calcio inglese, essendo stata indossata da leggende come Gary Lineker, Michael Owen e Wayne Rooney nei grandi tornei. Per Bellingham, ereditare questo numero è sia una pietra miliare personale che una dichiarazione pubblica di fiducia da parte di Tuchel. Lo colloca in una stirpe di giocatori chiamati a fornire momenti decisivi e suggerisce che sarà il principale collegamento tra centrocampo e attacco quando l'Inghilterra aprirà la sua campagna contro la Croazia il 17 giugno.
L'ascesa di Bellingham non è senza contesto; ha affrontato una concorrenza reale da Morgan Rogers dell'Aston Villa e Eberechi Eze del Crystal Palace, entrambi con profili creativi diversi. Tuttavia, la stagione eccezionale di Bellingham al Real Madrid, dove ha prosperato come centrocampista goleador, ha probabilmente reso semplice la decisione di Tuchel. Assegnandogli il numero 10, l'allenatore ha di fatto consacrato Bellingham come l'uomo in grado di sbloccare le difese nell'ambiente ad alta pressione di un Mondiale organizzato tra Stati Uniti, Canada e Messico.
Altrove nella numerazione della squadra, l'assegnazione della maglia numero 8 a Elliot Anderson ha sollevato sopracciglia. Il centrocampista del Nottingham Forest ha debuttato in Inghilterra meno di un anno fa, ma la sua rapida integrazione e il suo stile dinamico hanno chiaramente impressionato Tuchel. Il numero, tradizionalmente indossato da giocatori box-to-box, suggerisce un ruolo significativo per Anderson, forse in un trio di centrocampo insieme a Bellingham e Declan Rice, che conserva il numero 4. La lista completa, dal numero 1 di Jordan Pickford al numero 26 di Jarell Quansah, riflette un mix di stelle affermate e talenti emergenti, con Harry Kane che indossa il numero 9 e Bukayo Saka il numero 7.
Il caldo della Florida è stato un argomento di discussione immediato, con i giocatori che si allenano in condizioni afose. Kobbie Mainoo, centrocampista del Manchester United, si è rivolto ai media con incrollabile fiducia: «Cento per cento», ha detto quando gli è stato chiesto se la squadra credeva di poter vincere il torneo. «Sento che tutti nella squadra e nello staff credono che possiamo vincere, ma non è facile e la prima partita, la seconda partita, dobbiamo costruire e costruire». L'ottimismo giovanile di Mainoo cattura una squadra che, sulla carta, sembra in grado di sfidare qualsiasi nazione.
Il veterano Jordan Henderson, alla sua quarta Coppa del Mondo a 35 anni, ha portato una prospettiva più misurata ma ugualmente determinata. «Si tratta di dare il meglio di noi stessi, individualmente e collettivamente, e lavorare ogni giorno per realizzare i nostri sogni», ha detto Henderson. «Conosciamo tutti il talento di questa squadra e come possiamo ferire le avversarie. Ma sappiamo che dobbiamo anche essere pronti a fare tutto il lavoro invisibile». Ha anche riconosciuto la sfida logistica di adattarsi al clima: «È difficile adattarsi veramente, ma questa settimana riguarda la costruzione della capacità. Abbiamo un team incredibile dietro la squadra che lavora su come raffreddarci e recuperare. Speriamo che possa darci un vantaggio».
In effetti, i fattori ambientali non possono essere sottovalutati. L'amministratore delegato della Federcalcio inglese, Mark Bullingham, ha suonato una nota di cautela sottolineando che solo due volte una squadra europea ha vinto una Coppa del Mondo tenuta fuori dall'Europa. «È molto difficile vincere in caldo, altitudine, umidità e così via», ha notato Bullingham nel podcast Performance People. «Altri paesi sono migliori nell'affrontarlo perché ci sono cresciuti. Quindi sarà dura, ma faremo tutto il possibile per andare il più lontano possibile». Questo precedente storico aggiunge un livello di complessità alle ambizioni dell'Inghilterra, ma la meticolosa pianificazione dello staff riguardo al raffreddamento e al recupero sottolinea un approccio moderno alla preparazione del torneo.
Il torneo a 48 squadre, il più grande nella storia dei Mondiali, inizia giovedì prossimo e dura fino al 19 luglio. La fase a gironi dell'Inghilterra li vede prima contro la Croazia, una rivincita della semifinale del 2018 che ancora brucia. La squadra di Tuchel sarà rafforzata dall'arrivo tardivo di giocatori coinvolti nelle finali dei club europei: Declan Rice, Noni Madueke, Eberechi Eze, Bukayo Saka e il portiere Dean Henderson. In loro assenza, Tuchel ha integrato giovani talenti Rio Ngumoha (Liverpool), Josh King (Fulham), Ethan Nwaneri (Arsenal) e Alex Scott (Bournemouth) nel gruppo di allenamento, una mossa che offre esperienza preziosa alla prossima generazione mantenendo numeri competitivi.
Per Bellingham, indossare il numero 10 non è solo un gesto simbolico; è una responsabilità che potrebbe definire la sua carriera internazionale. In un torneo in cui l'Inghilterra affronta la doppia sfida di avversari d'élite e climi ostili, la sua creatività, fisicità e fiuto per il gol saranno essenziali. La decisione di Tuchel di affidargli la maglia suggerisce che, nonostante la profondità delle opzioni, Bellingham è considerato insostituibile nell'undici titolare.
Mentre il conto alla rovescia per il calcio d'inizio si intensifica, la combinazione del nuovo status di Bellingham, della fiducia in sé dichiarata dalla squadra e dell'esperienza duramente guadagnata di giocatori come Henderson crea una narrazione di possibilità. Mentre la storia e gli elementi potrebbero cospirare contro di loro, questa squadra inglese non manca di fiducia. Il messaggio dalla Florida è chiaro: sono qui per vincere, e la maglia numero 10 di Bellingham è la prima dichiarazione d'intenti.
Basato su un reportage del Guardian.