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Il PSG di Luis Enrique: 2 titoli e una nuova era di dominio

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La seconda vittoria consecutiva in Champions League del PSG sotto Luis Enrique suggerisce una dinastia, mentre le speranze della Spagna per i Mondiali sono

Il PSG ha conquistato due corone consecutive di Champions League, alimentando le chiacchiere su una dinastia duratura. Su 'El Plus de Guille' di Radio MARCA, l'analista Guillermo Uzquiano ha sostenuto che i parigini sono ora la squadra da battere, con Luis Enrique che ha costruito una super squadra capace di un dominio europeo sostenuto. Il secondo titolo consecutivo ha elevato il progetto da impressionante a potenzialmente storico.

Sebbene la finale stessa non abbia avuto i fuochi d'artificio dei turni precedenti, Uzquiano non aveva dubbi sulla legittimità del risultato. Ha sottolineato che il PSG meritava pienamente la vittoria, notando che avevano smantellato giganti come il Bayern Monaco e il Liverpool sulla strada per il trofeo. La prestazione nell'intera stagione, piuttosto che in una sola serata, ha confermato la loro superiorità.

Uzquiano ha evidenziato la magistrale rotazione della rosa di Enrique come fattore chiave. Una campagna confortevole in Ligue 1 ha permesso all'allenatore di mantenere le sue stelle fresche per i mesi decisivi della primavera. Quella gestione attenta ha dato i suoi frutti con un'impresa rara: vincere due titoli europei consecutivi, qualcosa che solo il Real Madrid aveva ottenuto nell'era della Champions League.

La trasformazione sotto Enrique è stata notevole. Ha plasmato un gruppo di giovani giocatori laboriosi in performer d'élite. Vitinha, Joao Neves e Doué incarnano una squadra che unisce un'etica del lavoro instancabile a una capacità tecnica di alto livello, formando un'unità tanto imponente fisicamente quanto abile.

Per Uzquiano, questo è solo l'inizio. Ha dichiarato che il PSG sembra destinato a stabilire un'egemonia, posizionandoli come il principale favorito per la competizione della prossima stagione. La continuità del progetto, abbinata a una rosa che non può che migliorare, suggerisce una dinastia in divenire. L'allenatore è ora menzionato accanto a icone come Ancelotti e Guardiola.

L'ascesa del club non è stata improvvisa. La stagione precedente al loro doppio trionfo, il PSG ha raggiunto le semifinali e, secondo Uzquiano, meritava di eliminare il Borussia Dortmund. Quel quasi-successo lasciava intravedere il potenziale ora pienamente realizzato, aggiungendo peso alla convinzione che questo successo sia costruito su fondamenta profonde.

Passando alla corsa al Pallone d'Oro, Uzquiano ritiene che la finale di Champions League non abbia offerto un chiaro favorito, lasciando i prossimi Mondiali come l'arena decisiva. Le prestazioni lì potrebbero spingere candidati come Lamine Yamal o Kylian Mbappé al vertice, rendendo il torneo cruciale per i riconoscimenti individuali.

Le prospettive della Spagna per i Mondiali hanno subito un colpo, secondo Uzquiano. Un anno fa, vedeva la Roja come la favorita indiscussa, ma gli infortuni di stelle chiave hanno attenuato il suo ottimismo. Ciononostante, colloca la Spagna nel livello superiore insieme ad Argentina, Francia, Inghilterra e Portogallo, tenendoli saldamente nella conversazione per il titolo.

Il messaggio generale di Uzquiano rimane incentrato sul progetto parigino. Con Luis Enrique già menzionato allo stesso livello dei grandi allenatori, la combinazione di gioventù, disciplina tattica ed esperienza vincente del PSG indica un regno prolungato sul calcio europeo.

Il club della capitale francese si è trasformato da una collezione di talenti in una macchina che lavora instancabilmente. I prossimi anni potrebbero benissimo appartenere al PSG, e l'influenza di Enrique è la pietra angolare di quell'impero emergente. Basato su un reportage di Marca.