Il primo grande annuncio della rosa di Mauricio Pochettino come ct dell'USMNT non è stato dato con il clamore di una conferenza stampa, ma con l'impersonale ping di una casella di posta elettronica. Mentre la squadra si prepara per la "Coppa del Mondo della Geopolitica" questa estate, il tecnico argentino ha scelto di utilizzare la posta elettronica per informare un gruppo di aspiranti se erano stati selezionati per la rosa di 26 calciatori. Una mossa che ha attirato dure critiche da alcuni settori dei media calcistici statunitensi, i quali hanno sostenuto che gli esclusi meritavano una telefonata personale piuttosto che un rifiuto digitale.
Pochettino, tuttavia, non si è scusato. In una conferenza stampa, ha respinto l'idea che il suo metodo mancasse di umanità, suggerendo che una conversazione diretta con un giocatore deluso sarebbe stata vuota. «Cosa diresti?» ha chiesto. «Dovrei mentire? Capisco il giocatore. Non vogliono sentirmi dire: 'Oh, mi dispiace, oh, qualsiasi cosa'.» La sua schiettezza riflette un allenatore che ha sempre dato valore all'onestà più che al sentimentalismo, anche a costo di ferire qualche ego.
La decisione gli è pesata chiaramente. «Mi importa. Sapete perché mi importa? Perché per due settimane non ho dormito. E oggi, ancora non riesco a godermi i 26 ragazzi che ho davanti, perché penso ai giocatori che sono fuori», ha rivelato Pochettino. Questa ammissione umanizza un processo che può spesso sembrare spietato, e sottolinea il costo emotivo che la selezione della rosa comporta—anche per un allenatore con la pelle dura come Pochettino.
Tra gli assenti illustri che frugavano nelle loro cartelle spam c'erano Diego Luna del Real Salt Lake, Tanner Tessmann del Lione e Aidan Morris del Middlesbrough. Luna, una scintilla creativa in MLS, avrebbe potuto offrire una diversa dimensione offensiva, mentre la presenza fisica di Tessmann a centrocampo è stata cruciale per la rinascita del Lione in Ligue 1. Morris, che ha vissuto una stagione da montagne russe con il Middlesbrough in Championship, potrebbe aver sperato che la sua operosità gli avrebbe garantito una tardiva chiamata. Le loro esclusioni segnalano che Pochettino sta dando priorità all'adattamento tattico e alla forma—o forse alla disciplina—rispetto alla reputazione.
Morris, in particolare, ha avuto una quindicina di giorni negativi; il centrocampista 24enne affronta ora la possibilità di guardare da casa, a meno che un infortunio non apra la porta—un destino che le notti insonni di Pochettino suggeriscono che conosce fin troppo bene. La posizione empatica dell'allenatore potrebbe offrire poco conforto a coloro che sognavano di rappresentare il proprio paese in casa.
Al contrario, l'inclusione di Gio Reyna ha sollevato sopracciglia. Il centrocampista nato a Sunderland del Borussia Mönchengladbach ha giocato meno di 150 minuti per il suo club quest'anno, una cifra notevole per un giocatore un tempo acclamato come il futuro dell'USMNT. Il talento di Reyna non è mai stato messo in dubbio, ma le sue bravate ai Mondiali del 2022 in Qatar, dove la sua risposta "emotiva" alla mancanza di tempo gioco ha sconvolto la squadra, ancora persistono. Pochettino, noto per la sua gestione degli uomini, sembra disposto a dargli una seconda possibilità—a patto che Reyna e i suoi notoriamente coinvolti genitori, Claudio e Danielle, si comportino al meglio. È un azzardo calcolato: la creatività del 23enne potrebbe essere vitale, ma qualsiasi accenno alla petulanza che ha rovinato il suo precedente torneo potrebbe fratturare una squadra ancora in cerca di un'identità sotto una nuova guida.
La rivelazione della rosa di Pochettino, consegnata nel linguaggio moderno dell'email, è diventata anche un momento di riflessione più ampia. In una bizzarra parentesi, la newsletter ha notato che Donald Trump—la cui lesione al tallone un tempo lo avrebbe tenuto fuori da un altro conflitto globale—potrebbe star aggiornando la sua casella di posta, presumibilmente scherzando sul fatto che il presidente potrebbe aspettare la sua stessa convocazione. La menzione ha aggiunto un livello di satira al palcoscenico geopolitico su cui si giocherà questa Coppa del Mondo.
Nel frattempo, la newsletter Football Daily non si è fermata alle notizie sulla rosa. Ha virato verso la polemica che circonda la leggenda italiana Andrea Pirlo, che è stato avvistato a un evento calcistico organizzato da Fonbet a Mosca insieme a Marco Materazzi. L'apparizione è stata criticata dallo skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevych, che li ha definiti "falliti morali" per aver accettato rubli russi. La difesa di Pirlo—"Siamo venuti qui esclusivamente per lo sport e per i bambini. Il calcio ha l'unico potere di unire le persone."—è sembrata fuori luogo data la guerra in corso, e serve a ricordare che sport e politica rimangono indissolubilmente legati.
In una nota più positiva, la straordinaria ascesa del Como sotto Cesc Fàbregas è stata celebrata. La squadra italiana ha superato potenze consolidate come Milan, Juventus e Atalanta per assicurarsi un posto nella prossima Champions League (soprannominata "Bigger Cup"). La loro storia offre un contrappunto positivo al cinismo del calcio moderno, dimostrando che un coaching intelligente e un reclutamento astuto possono ancora costruire una favola.
Infine, la pagina delle lettere della newsletter ha fornito il suo solito mix di arguzia e intuizione, da un lettore che sottolinea che la squadra spagnola per i Mondiali non è completamente priva di giocatori del Real Madrid (Victor Muñoz è posseduto al 50% dai Los Blancos) a un altro che suggerisce che Pirlo potrebbe fare un viaggio a Kiev. Questi frammenti completano un digest quotidiano che trova umorismo e umanità nel caos del calcio.
Basato su informazioni dal Guardian.