In un notevole gesto di solidarietà, il leggendario regista brasiliano del Fenerbahçe, Alex de Souza, ha espresso pubblicamente il suo sostegno all'ex presidente del club Aziz Yıldırım. Il gesto è arrivato in risposta a un post sui social media di un altro ex giocatore del Fenerbahçe, Cristian Baroni.
Cristian Baroni, che ha condiviso il campo con Alex durante la loro esperienza di successo ai giganti di Istanbul, ha recentemente preso la parola sui social media per esprimere il suo appoggio a Yıldırım. Nel suo post, Baroni ha riflettuto sulla statura del club, scrivendo della trasformazione del Fenerbahçe in un'istituzione massiccia e competitiva. Ha sottolineato che il club rappresenta una tradizione e un costo, lottando per un unico obiettivo: il successo in tutte le competizioni.
Alex de Souza, ampiamente considerato uno dei più grandi giocatori stranieri nella storia del calcio turco, non ha esitato a unirsi alla conversazione. L'ex numero 10 ha lasciato un commento diretto e sentito sul post di Baroni. Il suo messaggio era chiaro e di supporto, esortando Yıldırım a tornare con le parole: "Torna capo! Il mio sostegno è completamente con te."
Questa approvazione pubblica da parte di due degli ex giocatori più amati del Fenerbahçe evidenzia il legame duraturo che molti idoli del club sentono verso l'era di Aziz Yıldırım. Yıldırım è stato presidente del club per molti anni, un periodo segnato da significative campagne nazionali ed europee.
L'interazione tra Alex e Baroni sottolinea i forti legami formatisi durante il loro periodo al Fenerbahçe. Entrambi i giocatori sono stati figure strumentali durante un capitolo di successo per il club, e la loro continua lealtà verso le figure di quel periodo è evidente.
Mentre il panorama attuale del calcio turco continua ad evolversi, le voci di giocatori iconici come Alex de Souza hanno un peso significativo tra i tifosi del Fenerbahçe. La sua dichiarazione pubblica probabilmente risuonerà tra i sostenitori che ricordano con affetto la presidenza di Yıldırım.
Basato su un reportage di Hürriyet.