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L'Iraq tiene testa alla Spagna 1-1 con 9 debuttanti spagnoli

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Il pareggio 1-1 della Spagna con l'Iraq ha visto 9 nuovi volti spagnoli, mentre il gol di Torres è stato risposto da Doski, aumentando il morale iracheno prima

La squadra sperimentale della Spagna, con nove giocatori all'esordio internazionale o alle prime apparizioni, è stata fermata sull'1-1 da un'ostinata Iraq in un'amichevole di preparazione ai Mondiali allo stadio Riazor di La Coruña. Il risultato è servito sia come test della profondità della Spagna sia come boost morale per l'Iraq, che affronterà la Francia nel prossimo torneo.

Con i Mondiali all'orizzonte, il commissario tecnico spagnolo Luis de la Fuente ha scelto di far riposare le sue stelle affermate, lasciando fuori dalla lista dei convocati giocatori come Lamine Yamal, Pedri e Nico Williams. Invece, l'undici titolare era pieno di volti nuovi, con Jon Martin e Marc Bernal che hanno fatto il loro debutto completo, mentre altri sette—tra cui Gonzalo Garcia, Jesus Rodriguez e Benat Turrientes—sono stati introdotti presto come sostituti. Questa massiccia rotazione era una chiara dichiarazione di intenti per valutare i giocatori di riserva e costruire per il futuro.

La partita è iniziata con la Spagna in controllo, e ci sono voluti solo 16 minuti per rompere il ghiaccio. Ferran Torres, un veterano internazionale tra i giovani, ha prodotto un momento di qualità individuale. Dopo una corsa intelligente in profondità di Borja Iglesias che ha sbilanciato la difesa irachena, Torres si è imbarcato in un dribbling arzigogolato, scivolando tra i difensori statici prima di infilare la palla oltre il portiere. Sembrava un gol che annunciasse una serata tranquilla per i padroni di casa, ma l'Iraq aveva altri piani.

Appena dieci minuti dopo, l'Iraq ha zittito il pubblico di casa con un gol di straordinaria bellezza. Il terzino sinistro Merchas Doski, che milita nel Viktoria Plzen, ha lanciato una corsa penetrante in spazio e ha ricevuto un lungo passaggio diagonale. Avanzando lungo il canale sinistro, Doski ha subito poca pressione dal difensore Jon Martin, e da un'angolazione stretta ha scoccato un tiro-cross di sinistro che è sceso e ha curvato, cogliendo di sorpresa Joan Garcia del Barcellona. Il portiere ha potuto solo sfiorare la palla mentre si annidava nell'angolo lontano. È stata una conclusione di pura ispirazione, un promemoria che, in qualsiasi sera, il calcio può produrre magia dalle fonti più inaspettate.

Dopo il pareggio, la partita si è assestata su un ritmo più misurato. La Spagna ha continuato a dominare il possesso ma mancava del mordente dei suoi assenti più illustri. Il centrocampo, guidato dal debuttante Bernal, ha mostrato belle sequenze di passaggi ma raramente ha minacciato di sfondare un blocco iracheno compatto. L'Iraq, dal canto suo, si è accontentato di difendersi con molti uomini e cercare occasioni in contropiede, una strategia che aveva già dato i suoi frutti.

De la Fuente ha continuato a ruotare, facendo entrare Sergio Gomez, Javi Rodriguez e il portiere Leo Roman nel secondo tempo. La natura disarticolata di una squadra con tanti cambiamenti era evidente, con comprensione e coesione al minimo. Tuttavia, per lo staff tecnico spagnolo, l'esercizio è stato inestimabile. Ha offerto un'opportunità per vedere come questi giocatori reagiscono sotto pressione internazionale, e chi potrebbe farsi avanti quando chiamato in causa in partite più importanti.

Il risultato non farà scattare allarmi nel campo spagnolo, data la natura sperimentale della squadra. Tuttavia, solleva domande sulla profondità del talento oltre il nucleo consolidato. La prestazione ha evidenziato che, sebbene la Spagna possieda una ricchezza di giocatori tecnicamente dotati, la transizione da promettente prospetto a affidabile internazionale rimane un passo significativo. Integrare nuovi giocatori sarà un processo graduale, e amichevoli come questa sono essenziali per quello sviluppo.

Per l'Iraq, il pareggio contro una nazione calcistica tradizionalmente potente rappresenta un importante costruttore di fiducia. Mentre si prepara ad affrontare la Francia di Didier Deschamps ai Mondiali, la prestazione contro la seconda linea della Spagna fornirà una prova tangibile che possono competere contro avversari meglio classificati. La disciplina tattica e i lampi di qualità individuale, in particolare il gol di Doski, saranno punti di discussione positivi per l'allenatore Jesús Casas, egli stesso spagnolo, che conosce bene la minaccia rappresentata dai Bleus.

La Spagna ora si recherà in Messico per la prossima amichevole contro il Perù, prevista per la notte tra lunedì e martedì. Con il torneo che si avvicina rapidamente, de la Fuente dovrebbe reintrodurre diverse delle sue stelle a riposo per iniziare a rifinire la chimica di squadra. La partita contro il Perù offrirà un indicatore più preciso della preparazione spagnola. Nel frattempo, l'Iraq continuerà la propria preparazione, probabilmente traendo coraggio da questa prestazione resiliente.

Le partite amichevoli spesso fungono da puzzle con immagini solo parziali, ma forniscono narrazioni che vanno oltre il risultato. Per la Spagna, la serata è stata dedicata all'introspezione, alla valutazione della prossima generazione. Per l'Iraq, si trattava di dimostrare di appartenere alla scena mondiale. E per il neutrale, il gol di Doski è stato un momento da gustare, un lampo di spontaneità che rende il calcio così avvincente. Basato su un reportage di L'Equipe.