L'amichevole pre-Mondiale prevista tra la Repubblica Democratica del Congo e il Cile è stata cancellata dopo che il sindaco della città spagnola che avrebbe dovuto ospitare la partita è intervenuto per timori sanitari legati all'epidemia di Ebola nella nazione africana. L'incontro, previsto per il 9 giugno all'Estadio Municipal di La Línea de la Concepción, è stato vittima di una maggiore vigilanza mentre le autorità sanitarie globali monitorano la diffusione del virus.
Juan Franco, il sindaco di La Línea, ha confermato di aver firmato un decreto che vieta la partita. Ha citato una raccomandazione categorica del capo del servizio sanitario del comune, supportata dalle linee guida del dipartimento sanitario del governo regionale dell'Andalusia. Franco ha descritto la mossa come una misura precauzionale, riflettendo la serietà con cui i funzionari locali trattano qualsiasi potenziale rischio di esposizione, per quanto remoto, data la natura porosa dei viaggi sportivi internazionali.
La cancellazione interrompe la fase finale della preparazione della RD Congo per i Mondiali. La squadra, qualificatasi per la prima apparizione in una fase finale dal 1974 – quando gareggiava come Zaire – aveva organizzato l'amichevole contro il Cile come un test chiave prima di partire per gli Stati Uniti. Con il torneo che inizierà l'11 giugno, ogni sessione di allenamento e ogni partita hanno un'importanza enorme per una squadra desiderosa di lasciare il segno nel suo tanto atteso ritorno.
L'allenatore e i dirigenti federali ora affrontano un grattacapo logistico. La campagna del Gruppo K della RD Congo inizia il 17 giugno contro il Portogallo a Houston, seguita da un viaggio a Guadalajara per uno scontro con la Colombia il 24 giugno, prima di concludere la fase a gironi contro l'Uzbekistan ad Atlanta il 28 giugno. Gli intensi spostamenti e gli avversari di alto livello richiedono una forma fisica e una coesione tattica ottimali, elementi più difficili da raggiungere quando una partita di preparazione chiave svanisce.
Al centro della perturbazione c'è l'epidemia di Ebola dichiarata a metà maggio nelle province orientali della Repubblica Democratica del Congo. La febbre emorragica altamente contagiosa, sebbene geograficamente confinata finora, ha suscitato preoccupazione internazionale. Le autorità sanitarie di diversi paesi hanno inasprite i protocolli di ingresso per chiunque arrivi o transiti attraverso zone colpite, influenzando direttamente gli spostamenti della nazionale.
In una mossa significativa, gli Stati Uniti hanno emesso una direttiva che richiede all'intera squadra della RD Congo di sottoporsi a un periodo di isolamento di 21 giorni prima di poter entrare nel paese per i Mondiali. Questa quarantena, allineata con il periodo di incubazione del virus, significa che giocatori e staff hanno dovuto modificare drasticamente i loro piani di viaggio. La mancata osservanza li avrebbe esclusi dal torneo per cui hanno lottato così duramente, costringendo a un ripensamento immediato della loro base pre-torneo.
Di fronte a restrizioni anche all'interno della loro patria, la federazione congolese ha cancellato un campo di addestramento pianificato in patria e ha trasferito la squadra in Belgio. Lì, si sono stabiliti in una base temporanea, utilizzando strutture lontane dalla zona dell'epidemia. Un'amichevole contro la Danimarca, prevista per mercoledì a Liegi, rimane in programma, offrendo un sottile filo di preparazione competitiva in vista della grande vetrina mondiale.
La decisione del sindaco mette anche in luce la delicata interazione tra salute pubblica e sport. Mentre il rischio di trasmissione in un ambiente di partita controllato può essere minimo, i funzionari di La Línea – una città di 65.000 abitanti vicino al confine di Gibilterra – non erano disposti ad assumersi alcuna responsabilità. Il ricordo delle crisi sanitarie globali passate, inclusa la pandemia di Covid-19, ha reso le autorità estremamente sensibili ai pericoli dei raduni di massa che coinvolgono viaggiatori provenienti da regioni colpite da epidemie.
Per la RD Congo, la cancellazione è più di un semplice contrattempo superficiale. La mancanza della partita contro il Cile mina i piani dell'allenatore per affinare la strategia e valutare la preparazione dei giocatori contro una squadra che rispecchia lo stile fisico di alcuni avversari del girone. Inoltre, il peso psicologico di affrontare lo stigma legato alla salute e il monitoraggio costante potrebbe influenzare il morale della squadra in un momento critico.
L'intera comunità dei Mondiali osserverà attentamente. I co-ospitanti del torneo – Stati Uniti, Canada e Messico – hanno investito pesantemente nei protocolli di sicurezza sanitaria, ma il caso della RD Congo sottolinea quanto rapidamente le epidemie locali possano riverberarsi attraverso i continenti, sconvolgendo anche i piani meglio preparati. Altre squadre con giocatori basati o in viaggio attraverso l'Africa potrebbero ora affrontare un controllo più accurato, potenzialmente complicando la loro logistica.
Guardando avanti, la RD Congo deve estrarre il massimo valore dall'amichevole contro la Danimarca e da eventuali sessioni a porte chiuse che potrà organizzare in Belgio. Il requisito di isolamento di 21 giorni significa che probabilmente entreranno negli Stati Uniti con poco tempo per acclimatarsi prima della partita d'esordio contro il Portogallo, una prospettiva scoraggiante per una squadra già alle prese con probabilità enormi. La loro resilienza sarà messa alla prova tanto fuori dal campo quanto dentro.
Mentre il mondo del calcio converge sul Nord America, la preparazione disturbata della RD Congo serve come un netto promemoria della fragilità dietro il glamour di un Mondiale. Il viaggio della squadra dalle province caute per l'Ebola alle luci brillanti di Houston porterà ora un ulteriore strato di avversità – che potrebbe galvanizzare una storia di sfavoriti storici o far deragliare un sogno in costruzione da decenni. Basato su un reportage del Guardian.